IL COMPLESSO MARGHERITI ALLE TORRI: E’ BELLO E LO SCEMPIO E’ STATO FORTEMENTE MITIGATO, MA RIMANE UN INTERVENTO FUORI CONTESTO

IL COMPLESSO MARGHERITI ALLE TORRI: E’ BELLO E LO SCEMPIO E’ STATO FORTEMENTE MITIGATO, MA RIMANE UN INTERVENTO FUORI CONTESTO
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CASTIGLIONE DEL LAGO – Due anni fa, nell’aprile 2016, quando il complesso era ancora in costruzione, lo definimmo uno “scempio”. Anche un ecomostro in faccia ad un monumento storico. Parliamo del complesso realizzato dall’azienda Florovivaistica Toscana di Enzo Margheriti, a pochi passi dalle torri Beccati Questo e Beccati Quest’altro, in terra castiglionese, ma appena al di là del confine di Chiusi. Si tratta di 3 palazzine e di un capannone in cemento. Il tutto sorto quasi dal nulla, al posto di un vecchio podere ridotto a rudere.

Sul sito del’azienda sono state pubblicate da poco alcune foto dell’intervento. Certamente l’opera di abbellimento generale e mitigazione dell’impatto ambientale è stata consistente ed efficace. Del resto l’azienda è una delle principali in Europa nel campo del florovivaismo e della cura del verde e non poteva fare una semplice bruttura. Sarebbe stato un pessimo biglietto da visita. Le palazzine, pur non avendo nulla del vecchio podere sono belle a vedersi e il capannone è stato “mimetizzato” con il sistema del “bosco verticale” che ha reso famoso in tutto il mondo lo Studio Boeri, per quei due grattacieli di Milano.

Nel caso del capannone della Florovivaistica Toscana, più che verticale il bosco è “orizzontale” ma il verde copre quasi del tutto lo scatolone di cemento. Tutto intorno il verde e i vialetti sono curatissimi, tanto da sembrare una villa californiana di qualche divo di Holliwood.

Quindi anche noi, che avevamo lanciato l’allarme per un “complesso” troppo vicino alla Torre umbra e un po’ fuori contesto rispetto a quella parte di territorio, certamente molto delicata dal punto di vista dell’equilibrio ambientale e idrografico, oggi diciamo che l’operazione è meno devastante di quanto temevamo. Ma resta un intervento fuori contesto. Bello quanto si vuole, ma fuori contesto. E non senza impatto sull’ambiente circostante, sulle caratteristiche del luogo e su quei due monumenti (che insieme ne formano storicamente uno solo) che son lì da 600 anni almeno…

E che un certo impatto il complesso ce l’abbia comunque lo dimostrano le foto che l’azienda ha postato sul proprio sito internet. Qui ne vediamo alcune. Si nota la vicinanza con la Torre Beccati Quest’altro. E si notano le dimensioni non trascurabili del capannone e dei piazzali. Così come si può notare lo stile architettonico della palazzine, totalmente diverso e avulso da quello dei poderi della Valdichiana e dell’agro chiusino…

Insomma l’operazione complessiva, per quanto ben fatta e curata anche nei minimi dettagli e per quanto sia stata mitigata fortemente, rimane a nostro avviso un intervento edilizio che avrebbe avuto più senso e minore impatto in un luogo diverso, in una zona meno delicata e a maggiore distanza da una torre medievale. Crediamo che l’amministrazione comunale castiglionese avrebbe dovuto avere maggiore cautela nell’autorizzare un intervento del genere al posto di un rudere e non lavarsene le mani frettolosamente per il fatto che quel luogo è più Chiusi che Castiglione del Lago…

Poteva andare peggio, se invece di un’azienda leader nel settore del verde fosse stata un’azienda diversa a realizzarlo. La mitigazione sarebbe stata forse minore. E meno efficace. Ma tutto ciò rimane anche un precedente. Quella di Beccati Quest’altro non è l’unica torre a confine tra un comune e l’altro…

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