ELEZIONI 4 MARZO: IL FALCO MANGIA LE “CIVETTE”. FREGATURA IN AGGUATO PER LE LISTE COLLEGATE

giovedì 22nd, febbraio 2018 / 19:11
ELEZIONI 4 MARZO: IL FALCO MANGIA LE “CIVETTE”.  FREGATURA IN AGGUATO PER LE LISTE COLLEGATE
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Il 4 marzo si vota con un sistema elettorale nuovo. Le legge l’hanno chiamata Rosatellum, dal nome del deputato Rosati (Pd) che figura come primo firmatario. Renzi ha detto che non è esattamente come l’avrebbe voluta, ma è l’unica sulla quale è stato possibile avere la maggioranza necessaria in Parlamento. Tra i vari aspetti che lasciano più perplessi (e sono parecchi) ne segnaliamo due, che tra l’altro sono stati segnalati come punti discutibili, da Valdo Spini in una iniziativa del 13 febbraio scorso a Firenze.

Il primo riguarda le candidature  dello stesso candidato in più collegi uninominali. Per esempio Maria Elena Boschi che si presenta a Bolzano e anche in Sicilia.

“Pochi sanno per esempio – scrive Spini – che in caso di elezione di un candidato in più collegi del proporzionale, questi deve obbligatoriamente optare per il collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi. In altre parole il peggiore risultato percentuale”.

Non è esattamente lo specchio fedele del concetto di democrazia. E neanche del rispetto della volontà dell’elettorato. Perché il candidato in questione andrà a rappresentare in Parlamento non quel popolo che l’ha votato di più, ma il collegio dove è stata votato di meno, pur assicurandogli l’elezione.  E questo è il primo punto controverso e discutibile. Il secondo riguarda le cosiddette “liste collegate” . Un tempo le chiamavano “Liste Civetta”.

Per esempio la Lista Insieme (Verdi, Socialisti e Area Civica) e quella di Emma Bonino, alleate e collegate al Pd. Se le liste civetta non arrivano all’1% non avranno eletti e i loro voti serviranno solo per la conta, ma senza alcun peso. Verranno in pratica buttati via. Voto inutile, insomma.

Se invece prenderanno tra l’1 e il 3% i voti saranno attribuiti direttamente alla lista prevalente della coalizione. Nel caso di Insieme e Bonino direttamente al Pd che così incrementerà i consensi. Solo se supereranno il 3% (quorum) le liste collegate potranno partecipare alla ripartizione proporzionale dei seggi e ottenere qualche scranno parlamentare. Quindi, sempre a mo’ di esempio, Renzi e il Pd dovrebbero sperare, paradossalmente, non in u successo pieno delle due liste collegate (che farebbe crescere la coalizione), ma in un successo parziale, dimezzato, che porti solo voti alla casa madre…

Per le “civette” una bella fregatura in agguato, insomma. Si sa, il falco a volte le civette se le mangia, scambiandole magari per piccioni… Ma il meccanismo è davvero diabolico. Naturalmente vale anche per la parte avversa. Non per i 5 Stelle che non hanno liste collegate.

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