CITTA’ DELLA PIEVE, IL TAR DELL’UMBRIA ORDINA DI RIAPRIRE IL PRONTO SOCCORSO

mercoledì 07th, febbraio 2018 / 17:24
CITTA’ DELLA PIEVE, IL TAR DELL’UMBRIA ORDINA DI RIAPRIRE IL PRONTO SOCCORSO
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CITTA’ DELLA PIEVE -La notizia è di quelle che fanno il botto e a Città della Pieve e dintorni è infatti deflagrata come una bomba. Il Tar dell’Umbria ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal sindaco di Montegabbione e sostenuto dal Comitato per la salute ed ha disposto la riapertura del Pronto Soccorso presso l’ospedale pievese.

Nella sentenza si legge: “Attesa la sua natura di primaria importanza tra i servizi sanitari nel senso che dalla sua tempestività e certezza dipende con altissima probabilità no la qualità del servizio, ma la protezione del diritto primario dell’uomo, quello alla vita, l’organizzazione del servizio di pronto soccorso deve rispondere ad un nucleo irriducibile del diritto alla salute, affermato dalla Corte Costituzionale e per la sua stessa natura insopprimibile, nonché insuscettibile di essere compresso o ridotto in forza di qualunque altra esigenza politico-amministrativa, tanto meno di carattere finanziario. (…) Al riguardo non può sussistere alcun dubbio sull’irragionevolezza di una applicazione della normativa nel senso di legittimare soppressioni o trasferimenti definitivi di presidi di pronto soccorso che costringano l’utenza a rivolgersi a servizi il cui espletamento richieda un aumento dei tempi di percorrenza (andata e ritorno) oltre il limite di 60 minuti indicato nella normativa. E ciò a maggior ragione nel caso di specie, in cui la conformazione oro-geografica e le condizioni di viabilità interna dell’intera zona, incidono negativamente e strutturalmente sulla effettiva percorribilità nei tempi prescritti dagli standard di emergenza/urgenza, soprattutto nel periodo invernale a causa delle prevedibili avverse condizioni climatiche…”

In sostanza il Tar definisce irragionevole la chiusura del Pronto Soccorso pievese e censura il comportamento della Asl 1 (quindi della politica) che ha agito per esigenze politico-amministrativo e finanziarie, in contrasto però con il diritto alle cure della popolazione. Non solo, ma riconosce alla zona di Città della Pieve la situazione di “area disagiata” per viabilità e condizioni oro-geografiche, per cui la soppressione del Pronto Soccorso si è rivelata ancora più grave…

Non ha accolto invece il Tar le “doglianze” del Comune di Montegabbione circa la soppressione dell’attività ospedaliera di Medicina e Neurologia “che prescinde dalle limitazioni temporali dell’emergenza/urgenza e può essere sufficientemente garantita dall’Ospedale di Castiglione del Lago”; così come respinge la “doglianza” sulla mancata partecipazione del Comune ricorrente al processo decisionale che ha portato alla riconversione del presidio ospedaliero pievese, “non rientrando formalmente Montegabbione nell’ambito della competenza territoriale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale 1”.

Il Comune di Montegabbione e il Comitato non hanno riportato una vittoria piena, ma hanno ottenuto il risultato più rilevante. L’annullamento della soppressione del Pronto Soccorso, che era il punto focale della protesta.

Quindi, adesso, in base alla sentenza del Tar il Pronto Soccorso deve essere ripristinato.  L’Ausl dovrà ora provvedere a riaprirlo, secondo la normativa in materia (DM 70/2015).  La decisione del Tar è del 16 gennaio ma è stata resa nota solo oggi 7 febbraio.

Tutto ciò dimostra che la mobilitazione e la battaglia civile a volte paga. E per Ausl, Regione e Comune un richiamo ad una politica che non può decidere sulla testa dei cittadini, senza tener conto delle esigenze primarie, previste dalla Costituzione.

 

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