CHIUSI: DOMENICA PROSSIMA AL MASCAGNI ARRIVA IL MINISTRO-CANDIDATO PADOAN, EX COMUNISTA, ANTILIBERISTA E DALEMIANO DI FERRO

venerdì 02nd, febbraio 2018 / 16:24
CHIUSI: DOMENICA PROSSIMA AL MASCAGNI ARRIVA IL MINISTRO-CANDIDATO PADOAN, EX COMUNISTA, ANTILIBERISTA E DALEMIANO DI FERRO
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CHIUSI –  Ad un mese esatto dalle elezioni politiche del 4 marzo, domenica prossima, 4 Febbraio, alle ore 16 e 30 il Ministro dell’economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan aprirà la campagna elettorale del Pd  al teatro Mascagni di Chiusi.  Padoan come è noto è il candidato del Partito Democratico  nel collegio uninominale di Siena. L’annuncio lo ha dato oggi il sindaco Bettollini sul suo profilo facebook. Quindi il Pd parte col botto. E parte da quella che è una delle sue più robuste roccaforti nelle “terre di Siena”. Segno che non vuole lasciare nulla al caso e che teme un flop.

“Si inizia amici, tutti insieme, senza paure, senza titubanze ma con la determinazione che ci contraddistigue dall’inizio del nostro impegno. Facciamolo come sempre, con il nostro stile, genuino ma rispettoso di tutti.  La sfida vera di queste settimane sarà tra chi vuole continuare a far crescere l’Italia e chi vuole fermare questo cammino. Noi crediamo nell’Italia e crediamo in un Paese più forte e più giusto. E allora partiamo per questo viaggio e vedrete che sarà bello ed affascinante perché ci occuperemo del nostro futuro. L’Italia ha bisogno di tutti noi” scrive Bettollini invitando il suo popolo all’iniziativa con il superministro candidato. 

Certo, è lui, Padoan, il front man del Pd nel collegio di Siena, anche se con Siena c’entra poco o nulla. Come dicevamo Pier Carlo Padoan è il superministro all’economia e alle finanze. L’uomo dei conti del governo in carica guidato da Gentiloni. E lo è stato anche nel governo Renzi dal 2013 al dicembre 2016.

A prima vista può sembrare un renziano di ferro. La vera “mente economica” del renzismo. L’economista liberal prestato alla politica e al centro sinistra. In realtà il suo pedigree politico dice il contrario. O comunque disegna un personaggio diverso. Nato a  Roma nel 1950 Padoan si è laureato alla Sapienza e in gioventù, anche riguardo alle teorie economiche, era fortemente critico verso l’economia liberale, anzi sulla ‘Critica Marxista’ del Pci, prendeva le distanze pure dalle teorie keinesiane ritenute troppo borghesi. Questo succedeva negli anni ’70, quando lo stesso Pci berlingueriano si spostava sempre più, sul piano del pensiero economico, su sponde socialdemocratiche e, appunto keinesiane, con i vari Barca, Peggio, Reichlin…

Più tardi, tra la fine degli anni ’90 e il 2001, Padoan collaborò attivamente in veste di consigliere economico con i governi D’Alema e Amato. Non solo: indicato (anche da Wikipedia) come “molto vicino a Massimo D’Alema” è stato direttore della sua Fondazione Italianieuropei, prima di diventare direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale. Renzi forse lo ha conosciuto in quest’ultima veste e se l’è portato nel governo. Ma più che un renziano di ferro, Padoan si poteva considerare un dalemiano di ferro…

Probabilmente, una volta approdato al Fondo Monetario Internazionale, avrà abbandonato le suggestioni giovanilistiche e la critica strutturale al keininesismo e alla cultura economica liberal…

Ma il passato, neanche troppo lontano, però ci parla di un Pier Carlo Padoan in sintonia con l’uomo che Renzi ha sempre individuato nel primo esemplare della vecchia guardia da rottamare. Quel Massimo D’Alema che adesso contende al Pd la rappresentanza della sinistra con un nuovo partito, insieme a Bersani, Grasso, Boldrini, Speranza, Enrico Rossi e altri.

Ora Padoan sta con Renzi e Gentiloni. Non con D’Alema. Sarà candidato del Pd nel collegio di Siena che è considerato uno di quelli blindati e sicuri, ma non si capisce bene se sia l’alfiere dell’ala liberal sempre ligia ai diktat della Ue, del FMI, della Bce, l’uomo dei conti in ordine e del rigore, oppure se sia in effetti una sorta di infiltrato dalemiano nel Pd renzista. Uno di quelli della vecchia guardia comunista e post comunista mai arresi e decisi a rimanere nonostante tutto nel Pd, per non regalare il partito ai democristiani (che in buona parte a dire il vero se lo sono già preso). Il Padoan di oggi sembra rispondere più al  primo dei due identikit. Ma in una parte di Pd, quella di estrazione ex Pci-Pds-Ds, una minima speranza che possa essere invece ancora il primo Padoan, sotto sotto c’è… 

Domenica al Mascagni di Chiusi lo capiremo meglio, ascoltando ciò che dirà e soprattutto guardandolo in faccia. Perché si vede se uno crede a quello che dice oppure no…

m.l.

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