ALTA VELOCITA’ A CHIUSI: IL 9 MARZO SI DECIDE. E IL 27 FEBBRAIO PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI ADEGUAMENTO DELLA STAZIONE

ALTA VELOCITA’ A CHIUSI: IL 9 MARZO SI DECIDE. E IL 27 FEBBRAIO PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI ADEGUAMENTO DELLA STAZIONE
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IL SINDACO DI CITTA’ DELLA PIEVE IN APPOGGIO A BETTOLLINI. E ANCHE A PERUGIA…

CHIUSI –  Venerdì 9 marzo a Firenze, presso la sede del Provveditorato Opere Pubbliche  si riunirà ancora una volta il tavolo tecnico per affrontare il nodo delle fermate di treni ad alta velocità alla stazione di Chiusi.  Come è noto anche Trenitalia sembra essere intenzionata ad assicurare almeno una fermata, con l’entrata in vigore dell’orario invernale a dicembre 2018.

Nel frattempo l’ipotesi Chiusi ha trovato e sta trovando consensi no solo nelle “terre di Siena”, ma anche sul versante umbro. Chiarissima a tal proposito la pesa di posizione del sindaco di Città della Pieve Fausto Scricciolo“Frecce dell’Alta Velocità che si fermeranno a Chiusi. Ecco quali sono le notizie che fanno la differenza, e non per un campanile, ma per un intero territorio senza confini regionali e comunali. (… ) La sfida – che come ci conferma il collega Bettollini (a cui su questa partita vanno riconosciuti grandi meriti) sembra aver portato al risultato sperato –  è quella di tornare ad essere un punto di riferimento nel collegamento tra le maggiori Città d’Italia”. “Ha ragione il sindaco di Chiusi – prosegue Scricciolo – quando afferma che le nostre terre non possono solo aver pagato il prezzo dell’Alta velocità con il passaggio della linea e di più di 200 treni veloci senza riceverne alcun beneficio. Siamo una terra di mezzo e come Città della Pieve abbiamo stretto rapporti importanti in termini di promozione turistica con la Toscana e  lavoriamo affinché il rapporto si rafforzi sempre di più a vantaggio di tutta l’Umbria che dovrà finalmente considerare come prioritario il collegamento infrastrutturale verso la direttrice Pievaiola-Chiusi. Questo è il futuro”. 

A sostenere con forza questa tesi è anche un super esperto per quanto riguarda collegamenti su rotaie e non solo, l’ingegner Fabio Ciuffini:  «La soluzione è possibile in un solo modo: far uscire i treni dalla linea dell’alta velocità, fare scalo a Chiusi e riprendere là». Esattamente quello che sostiene adesso Bettollini e che altri – come questo giornale – sostenevano anche quando Scaramelli, Bettolini e  50 sindaci umbri e Toscani vagheggiavano su  megaprogetti di stazioni volanti…

Ciuffini non è l’ultimo arrivato, è il progettista del Minimetrò e dello stadio Curi, realizzato in soli 3 mesi all’epoca della storica promozione in serie A del Perugia calcio.  E’ un “supertecnico” che nella sua carriera ha lavorato spesso con le amministrazioni locali e regionali di sinistra. E’ di Siena, ma vive a Perugia da tempi lontani…

Un bello spot, il suo, per la battaglia che sta facendo il sindaco di Chiusi, che intanto nell’attesa del tavolo del 9 marzo, martedì 27 febbraio alle ore 12,00 terrà a Chiusi una conferenza stampa per presentare i lavori per l’adeguamento della stazione, giunti ormai alla conclusione. Saranno presenti insieme a lui,  Efisio Murgia di RFI; Riccardo Nencini sottosegretario alle Infrastrutture e candidato lista Insieme il 4 marzo; Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale ai trasporti; Stefano Scaramelli, consigliere regionale.

L’iniziativa cade a 5 giorni dalle elezioni, inutile dire che assume, indubbiamente, anche un carattere elettorale. Difficile confutarlo. Ognuno spara le cartucce che ha. Ma i lavori sono stati fatti, sono stati spesi 7 milioni di euro da parte di RFI.  La Stazione è stata riqualificata e adeguata agli standard richiesti anche per le fermate AV. Ora è uno scalo a norma, del tutto rinnovato anche nel look.

Visto che il 9 marzo non è lontano e che nel frattempo le elezioni potrebbero cambiare lo scenario, forse la conferenza stampa del 27 servirà anche a fissare dei punti fermi. A “impegnare” RFI, Regione Toscana e  governo (qualunque sia) indipendentemente dall’esito del voto su una scelta. C’è da augurarsi che nessuno faccia marcia indietro.

Ma poi, c’è qualche forza politica contraria ad una o due fermate di treni AV alla stazione di Chiusi? Ad oggi non risulta. Nessuno lo ha mai detto. E allora, a campagna elettorale finita, dopo il 5 marzo,  la battaglia crediamo sia da fare tutti insieme. Perché una fermata dell’alta velocità a Chiusi serve alla città e al territorio circostante, almeno nell’arco di 40-50 km (da Corciano-Marsciano, da Orvieto all’Amiata, dalla Valdorcia alle Crete senesi e a tutta la Valdichiana e all’area del Trasimeno). E a questo punto non è più una chimera, ma neanche una certezza. Da qui la necessità di non dare nulla per scontato e di non abbassare la guardia e far valere le ragioni di un’area che non vuole morire di marginalità.

 

 

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