È TUTTO LORO QUEL CHE LUCCICA. E OXFAM LANCIA LA SFIDA ALLA DISUGUAGLIANZA

martedì 23rd, gennaio 2018 / 15:26
È TUTTO LORO QUEL CHE LUCCICA. E OXFAM LANCIA LA SFIDA ALLA DISUGUAGLIANZA
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 Oxfam pubblica il rapporto sui livelli di disuguaglianza nel mondo e lancia la sfida ai politici italiani

A pochi giorni dall’inizio del World Economic Forum che si sta svolgendo in queste ore nella località svizzera di Davos, Oxfam pubblica il rapporto sulla disuguaglianza economica nel mondo ” Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”

La ricchezza è aumentata, rileva il rapporto, ma paradossalmente anche la povertà. Un paradosso che tuttavia è facilmente spiegabile: i soldi vanno dove ci sono i soldi. L’ aumento della ricchezza globale, che Oxfam stima essere dell’82% rispetto all’anno precedente, si è concentrata nelle mani dell’1% della popolazione. ” L’1% più ricco continua a possedere più ricchezze di tutto il resto dell’umanità”.

Al ritmo di circa uno in più ogni due giorni, per un totale attuale di 2043 (fortune stimate in dollari), mai come nel 2017 si è assistito ad un aumento di miliardari così vertiginoso. Sempre più ricchi e sempre più potenti. Il rapporto Oxfam rileva che i modelli economici si fondano sull’interesse individuale dei superdanarosi, favoriti da un mercato neoliberista dove vige l’unica, spietata regola della corsa al ribasso del prezzo. Dove il fine giustifica i mezzi. E se i mezzi includono i tagli ai servizi pubblici, l’agevolazione fiscale per i più ricchi, lo strozzaggio salariale e il soffocamento dei diritti dei lavoratori,  così sia.

Nel 2016 Amancio Ortega, fondatore della catena di abbigliamento Zara e uno tra gli uomini più ricchi del mondo, ha ricevuto dividendi annui per un valore di circa 1,3 miliardi di euro. Parallelamente, in Bangladesh, dove viene cucita la maggior parte degli abiti destinati all’esportazione, una lavoratrice media, lavorando 12 ore al giorno e saltando spesso il pranzo per guadagnare una miseria in più, arriva ad un massimo salariale di 900 dollari all’anno.

Il 2017 è stato invece l’anno d’oro per Jeff Bezos, meglio conosciuto come Mr Amazon, che ha scavalcato Bill Gates nella top 500 dei magnati ( Indice Bloomberg Millionaire) con una crescita del patrimonio di 34,2 miliardi per un totale complessivo di 99,6 miliardi di dollari. Laltra faccia di Amazon, sotto accusa mediatica per le condizioni lavorative eticamente discutibili, non sembra aver intaccato  la vorticosa ascesa del gigante dell’e-commerce.

Il monopolio della ricchezza conferisce potere di manipolazione delle politiche pubbliche a proprio vantaggio, ovvero consolidare il monopolio e crearne di nuovi. Privatizzazioni, vendita di risorse naturali a prezzi stracciati, corruzione negli appalti pubblici, esenzioni, agevolazioni e concessioni fiscali sono alcuni degli strumenti utilizzati per aumentare il bottino dei magnati a discapito del bene pubblico.

Secondo il rapporto, l’Italia è perfettamente in linea con i livelli di disuguaglianza globale. Non siamo i primi ma,insomma,la nostra egregia figura la facciamo. Nel 2017 il 5% dei ricchi si è assicurato il 40% della ricchezza nazionale netta. Tracce di iniquità si ritrovano anche nella distribuzione del reddito. Il 20% dei cittadini italiani dispone del 6,3% del reddito nazionale contro un 20% più ricco che ne possiede il 40%.

Ma “la disuguaglianza non è ineluttabile“, avverte Oxfam, “è una scelta politica”. Ed è proprio ai leader politici in corsa per le prossime elezioni che Oxfam Italia si rivolge con una lettera aperta in cui chiede di rendere note le politiche che attueranno per ridurre la disuguaglianza economica e sociale del paese. Al momento, si è in attesa di gentile riscontro

Elda Cannarsa

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