OSPEDALE DI CITTÀ DELLA PIEVE. A GIORNI IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR

mercoledì 17th, gennaio 2018 / 15:27
OSPEDALE DI CITTÀ DELLA PIEVE. A GIORNI IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR
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In attesa del pronunciamento del TAR, il Comitato per il Diritto alla Salute ribadisce la gravità della situazione sanitaria del territorio

Ieri (16 gennaio) si è svolta l’udienza del Tribunale Amministrativo Regionale dell’ Umbria in merito al ricorso presentato dal Comune di Montegabbione e appoggiato ad adiuvandum dal Comitato per il Diritto alla Salute del territorio che faceva riferimento all’ospedale Beato Giacomo Villa. Il ricorso chiede l’annullamento della delibera che ha sancito la chiusura definitiva dell’Ospedale Beato Giacomo Villa (con riconversione in Casa della Salute) e del Pronto Soccorso di Città della Pieve, avvenuta il 1 marzo 2017.

Nella prima pronunzia, il 20 giugno del 2017, il TAR non ha concesso la sospensiva ma si è riservato di pronunciarsi nell’udienza svoltasi appunto ieri. Il responso dovrebbe essere reso noto nei prossimi giorni.

Nel frattempo, il Comitato per il Diritto alla Salute comunica che la situazione sanità del territorio è gravissima, niente affatto migliorata dall’istituzione del Punto di Primo Soccorso. Nell’area del Trasimeno, scrive il Comitato, si registra una deficienza di circa 100 posti letto rispetto a quanto stabilito dal Decreto 2 aprile 2015, n. 70.

Il Punto di Primo Soccorso, che dovrebbe risolvere le emergenze lievi e medie (codici bianchi e verdi), non è riuscito a conquistare la fiducia degli abitanti del territorio pievese e dell’alto orvietano che sempre più spesso si rivolgono ad altre strutture ospedaliere e di emergenza con resoconti di attese lunghissime.

Il 5 gennaio scorso, sul Corriere Pievese, la segretaria di Sinistra Italiana Simona Fabbrizzi ha ribadito l’urgenza di occuparsi del tema sanità:  “La grave situazione di carenza di posti letto nel Trasimeno si è aggravata in questi giorni con la saturazione dei circa 20 di “area medica” disponibili nel Presidio di Castiglione del Lago. I pazienti vengono pertanto dirottati in altre realtà ospedaliere anche lontane oppure ricoverati in reparti chirurgici non idonei.”

L’ospedale Santa Maria della Misericordia (ex Silvestrini) di Perugia, che non è nato per essere un ospedale di territorio, è cronicamente intasato, ed è di ieri la notizia della protesta da parte del Pronto Soccorso di Orvieto che lamenta un aumento di accessi dal 2017 di circa 1000 persone. Solo nelle prime due settimane del 2018, il Pronto Soccorso orvietano ha registrato 58 ingressi al giorno, quasi uno ogni venti minuti. Un’affluenza che non riesce ad assistere con efficienza a causa della carenza di personale.

La deriva in cui versa la sanità italiana è nota a tutti tranne, sembra, al decisore pubblico. Una deriva denunciata, peraltro, dagli stessi medici in occasione dello sciopero nazionale indetto da Anaao Assomed il 12 dicembre del 2017: “Elemento essenziale” ha spiegato Carlo Palermo, segretario nazionale vicario di Anaao Assomed “sono le difficoltà organizzative del lavoro quotidiano, con dotazioni organiche ridotte all’osso e che non consentono di applicare l’orario di lavoro europeo. La conseguenza è che i medici sono costretti a cumulare milioni di ore di lavoro straordinario, a lavorare in turni notturni anche in età avanzata, spesso senza la possibilità di andare in ferie e riposare adeguatamente”.

In un clima di frustrazione e preoccupazione per un sistema sanitario sempre meno presente, il Comitato ritiene che il territorio in questione sia stato particolarmente colpito da tagli e decisioni volte a ” salvare il salvabile”. Di fatto, l’accordo era di chiudere gli ospedali locali in funzione della costruzione di un ospedale unico. Una parte dell’accordo è stata pertanto disattesa in quanto la delibera ha sancito la chiusura dell’ospedale di Città della Pieve ma non quella di Castiglione del Lago che tuttavia non può fungere da ospedale unico per carenza di posti letto e mancanza di reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria (nonostante l’approvazione dell’ ampliamento).

Il Comitato per il Diritto alla Salute ha espresso il suo dissenso alla politica della chiusura nella richiesta di un ospedale unico e di un Pronto Soccorso reale e funzionale inviata ai dirigenti sanitari regionali lo scorso novembre . Ha inoltre chiesto un’audizione con la Terza Commissione Consiliare della Regione Umbria (Sanità e Servizi Sociali) presieduta dal dott. Attilio Solinas.

E.C.

 

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