MOIANO, ADDIO ALLA CASA DEI POPOLI (EX SEDE DI RIFONDAZIONE). UN ALTRO LUOGO SIMBOLO DELLA SINISTRA CHIUDE I BATTENTI

giovedì 18th, gennaio 2018 / 18:14
MOIANO, ADDIO ALLA CASA DEI POPOLI (EX SEDE DI RIFONDAZIONE). UN ALTRO LUOGO SIMBOLO DELLA SINISTRA CHIUDE I BATTENTI
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MOIANO – La crisi e la frantumazione della sinistra si vede da tante cose, anche da fatti apparentemente secondari. A Moiano, luogo simbolo della sinistra prima socialista, poi comunista per parecchi decenni, è stata messa in vendita e venduta la Casa dei Popoli, che dalla metà degli anni ’90 ha ospitato la sede di Rifondazione Comunista. Non si tratta della famosa Casa del Popolo, quella della bomba del 23 aprile ’74, dei comizi di Togliatti e Longo, e di quello mancato – dopo la bomba – di Enrico Berlinguer. Si tratta di un edificio ristrutturati appunto una ventina di anni fa e che fu inaugurato con Paolo Pietrangeli che cantava “Contessa”. Nello spazio adiacente si sono tenute anche delle feste di Rifondazione e iniziative diverse. A segnalare a chiunque si trovasse a passare lì davanti che cosa fosse quell’edificio a mattoncini, un grande mosaico sulla facciata. L’immagine riproduce una vecchia foto del 1913 con i fondatori della prima Casa del Popolo nella vicinissima frazione di Palazzolo.  Con la vendita e la diversa destinazione dell’edificio anche quello dovrà sparire. La Casa del Popolo (quella più nota, dove c’è anche il famoso Salone delle Feste) si è detta disponibile ad ospitarlo e a tutelarlo, trovandogli una sistemazione… C’è da sperare che l’opera di “distacco” non lo danneggi.  Non perché sia un’pera artistica di inestimabile valore, ma perché è un tassello di memoria collettiva. Simbolo del lavoro, dei sacrifici, delle lotte de centinaia di uomini e donne che volontariamente spesero giornate di fatica per costruire i luoghi di aggregazione e di azione politica del movimento operaio e contadino, dei partiti della sinistra.

Pur essendo più recente della Casa del Popolo inaugurata da Togliatti nel ’64, la Casa dei Popoli fu anch’essa costruita dai militanti (foto) che lavoravano nelle ore libere, sotto alla bandiera rossa che sventolava sul tetto insieme a quelle del Cile e della Palestina e per Rifondazione Comunista fu anche motivo di orgoglio e segno tangibile di autonomia e ritrovato vigore. Sembra sia passato un secolo. Sono poco più di 20 anni… Quella sinistra adesso non c’è più. Non in quella forma almeno.

Oggi, in vista delle lezioni del 4 marzo, c’è un qualche fermento a sinistra del Pd, ma anche divisioni: Liberi & Uguali, Potere al Popolo, Partito Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori… Quella di rimettere insieme i cocci e provare a costruire un soggetto unitario sembra un’utopia che nessuno coltiva. Perché è più facile alla fine coltivare ognuno il proprio orticello. Le varie formazioni a sinistra del Pd, al di là del superamento da parte dei vari soggetti del quorum per eleggere deputati e senatori, potrebbero raggiungere e superare complessivamente il 10% dei voti… Forse anche il 12. Ma la marcia in ordine sparso e addirittura in conflitto l’un contro l’altro (anche perché la legge elettorale proporzionale porta a individuare il “nemico” principale nel partito più vicino, quello più concorrenziale rispetto al potenziale bacino di voto) ne limita l’appetibilità e favorisce la percezione del voto inutile…

in questo quadro la vendita e la chiusura di luoghi simbolo come la Casa dei Popoli di Moiano non è che lo specchio impietoso dello sgretolamento e della fine non solo dell’utopia, ma anche della speranza.

 

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