COMUNE UNICO DELLA VAL D’ORCIA, PIENZA SI SFILA E…

martedì 16th, gennaio 2018 / 17:18
COMUNE UNICO DELLA VAL D’ORCIA, PIENZA SI SFILA E…
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PIENZA – La fusione tra i 4 comuni della Val d’Orcia (San Quirico, Radicofani, Castiglion d’Orcia e Pienza) di cui si è parlato in una assemblea pubblica l’11 gennaio scorso a Castiglion d’Orcia, trova i primi “distinguo”. Il sindaco di Pienza Fabrizio Fè, per esempio, smorza gli entusiasmi e si dice contrario a fusioni a freddo o peggio ancora calate dall’alto, senza un progetto condviso e ponderato…”. Secondo il sindaco di Pienza, la fusione così come è stata proposta dal comitato che ha lanciato l’idea, manca al momento dei requisiti fondamentali”. Ma non chiude del tutto la porta Fabrizio Fè: “pensiamo alla fusione in tempi più maturi… per ora lavoriamo per unificare la gestione di alcuni servizi”, dice, ricordando che contro fusioni imposte per legge, ci sono già state delibere del consiglio comunale…

L’amministrazione pientina ribadisce inoltre la convinzione che sia necessario mantenere la municipalità dei singoli centri, cercando invece soluzioni per una gestione condivisa dei servizi comunali e del territorio della Val d’Orcia.

Va detto che l’amministrazione di Pienza è l’unica tra le 4 interessate, a non essere a guida Pd. A Pienza il Pd è all’opposizione e da due legislature alla guida del Comune c’è una lista civica (La Piazza) che è nata con un taglio rossoverde, ma strada facendo è diventata più trasversale. Ci sta insomma che la questione e la presa di posizione del sindaco Fè, rifletta in qualche modo anche la battaglia politica che già sconta il clima di campagna elettorale per le Politiche del 4 marzo.

Vale la pena ricordare che alcuni comitati e sodalizi vari, piuttosto favorevoli alla fusione hanno avuto momenti di tensione con il sindaco e l’amministrazione di Pienza per la vicenda della Quercia delle Checche e con il sindaco di Castiglion d’Orcia per la questione dell’accessibilità al borgo di Ripa d’Orcia. Così come non sono mancate polemiche sulla vicenda del Ponte “nove luci” sull’Orcia crollato nel 2012 e su quello del Paglia nei pressi di Radicofani, dichiarato inagibile dal 2014 e solo nel 2017 ripristinato con un ponte Bailey provvisorio…

La Val d’Orcia è una zona bellissima, ambientalmente parlando, con alcuni centri storici straordinari (Pienza e San Quirico) e alcune esperienze culturali di assoluto valore come il Teatro Povero di Monticchiello, non a caso è ‘patrimonio mondiale dell’umanità’, certificato dall’Unesco. Ma ha anche le sue spine: la diga incompiuta di San Piero in Campo, i ponti crollati e una viabilità fortemente compromessa,  quella quercia che è il primo “monumento verde vivente” in Italia e che rischia seriamente di morire, quei borghi tenuti sotto chiave da proprietari senza tanti scrupoli. Ed ha anche numeri piccoli in termini di abitanti… I 4 comuni di cui si parla, insieme arrivano ad 8.000  residenti. Sono comuni con grandi tradizioni e una storia lunga alle spalle, ma nel 2018 non è facile tenere in piedi comuni con meno di 3.000 abitanti. Anche se il turismo negli ultimi anni ha dato una grossa mano, se non altro a sbarcare il lunario. A far vivere i centri storici, gli agriturismi, le aziende agricole che producono vino, olio e formaggio…

E in val d’Orcia l’identità comune è molto forte, più che altrove. La fusione sarebbe forse più indolore rispetto ad altre realtà, ma il dubbio che se ne parli solo per ottenere qualche spicciolo e per ridisegnare l’organigramma del potere locale è piuttosto forte. Non solo nell’amministrazione di Pienza.

C’è anche chi teme che ai 4 comuni di Pienza, San Quirico, Castiglion d’Orcia e Radicofani, possa aggiungersi strada facendo anche Montalcino, che ha già “annesso” San Giovanni d’Asso e che finirebbe per recitare la parte del leone…  Ma difficilmente però rinuncerebbe al proprio nome per diluirsi in un più generico “Comune della Val d’Orcia”. Con Montalcino gli abitanti arriverebbero a 14 mila… Una dimensione certamente più consistente. Ma l’estensione del Comune unico sfiorerebbe i 700 km quadrati: sarebbe uno dei più grandi d’Italia, con una densità abitativa, al contrario, tra le più basse (21 abitanti per kmq), con tutti i problemi che ne conseguirebbero come gestione territoriale…

Ma qui siamo alla fantapolitica. Il tema sarà sicuramente tra i più dibattuti nella prossima campagna elettorale, ma la scelta, se avverrà, avverrà dopo le elezioni. Il risultato non sarà ininfluente.

 

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