CASO MASSINELLI: FU DAVVERO SUICIDIO? UN LIBRO DELLA MADRE SUL GIOVANE CARABINIERE CASTIGLIONESE TROVATO MORTO NEL 2012

giovedì 18th, gennaio 2018 / 12:41
CASO MASSINELLI: FU DAVVERO SUICIDIO? UN LIBRO DELLA MADRE SUL GIOVANE CARABINIERE CASTIGLIONESE TROVATO MORTO NEL 2012
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SABATO 20 GENNAIO, ORE 17,00 LA PRESENTAZIONE ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI CHIUSI

CHIUSI –  Quella di Marco Massinelli è una storia triste e tragica. E uno dei tanti “misteri italiani” rimasti senza risposta, o quantomeno senza risposte convincenti. Nel 2012 ne parlammo molto, per una decina di giorni la vicenda tenne tutti con il fiato sospeso. Marco Massinelli era un giovane maresciallo dei Carabinieri di 26 anni, originario di Castiglione del Lago. Svolgeva servizio a Pegognaga in provincia di Mantova. Fu trovato cadavere dopo 10 giorni di ricerche…

Il 6 marzo del 2012 Marco passa a salutare i suoi in Umbria, dopo un viaggio a Miami… E’ lunedì sera e intorno alle 23,00 sale sulla sua Audi A3 per tornare a Pegognaga. Dove arriva alle 2,30 del mattino. A quell’ora la sua auto esce dal casello nel mantovano. Ma non si dirige verso casa. Continua a viaggiare. In direzione opposta. In pratica torna indietro. Imbocca la via Emilia. Il suo cellulare aggancia la cella telefonica di Carpi alle 3,25. In quel momento sul suo profilo facebook viene postata una canzone die Pink Floyd… L’ultima traccia è delle 4,39: l’Audi A3 del giovane carabiniere è a Castelfranco Emilia, 66 km da Pegognaga. Da lì, più niente. Il vuoto totale. Anche il profilo facebook da quell’ultimo aggiornamento scompare… Nessun dato recuperabile dalla rete. Il telefonino non risponde più…  Nessuna traccia nemmeno dell’Audi. 

Dalla giornata di martedì 7 marzo partono le ricerche. Ci si domanda perché sia arrivato a Pegognaga e poi sia tornato indietro… Un amico castiglionese, fa notare che quella canzone dei Pink Floyd dice di “non aver paura della morte”… E’ un messaggio?

Ma non tornano neanche altri particolari. Ai familiari Marco aveva detto di dover rientrare in servizio un certo giorno, mentre invece il rientro era previsto in una data diversa… Durante il viaggio da Castiglione del Lago a Pegognaga Marco aveva “messaggiato” tranquillamente con una amica di Miami.

L’epilogo arriva il 16 marzo, ricorrenza dell’agguato di via Fani ad Aldo Moro e alla sua scorta. L’Audi A3 grigio scuro di Marco Massinelli viene notata da una pattuglia di carabinieri non lontano dal cimitero germanico di Firenzuola sull’appennino tosco-emiliano, in provincia di Firenze. Dentro non c’è nessuno. Ma poco distante c’è il corpo del giovane collega, morto per un colpo di pistola alla testa.  L’ipotesi più probabile sembra quella del suicidio. Ma sono troppi i punti oscuri, troppe le domande inevase… la madre Luciana Scattoni è la prima a non credere all’ipotesi che il figlio si sia tolto la vita… Lo dice chiaramente anche a “Chi l’ha visto?” in quei giorni dolorosi.

Sono passati 6 anni, ormai, e come sia morto Marco Massinelli è ancora un mistero. Un ‘cold case’, rimasto come tanti altri senza una spiegazione. Tra le congetture che si fecero – anche su queste colonne – nei giorni delle ricerche affannose e dopo il ritrovamento del cadavere, anche quella che il giovane militare quella notte in cui viaggiò in su e in giù per l’Italia avesse incontrato qualcuno, che fosse insomma in missione, magari una di quelle di cui non si può parlare con nessuno (da qui le incongruenze sulla data del rientro in servizio, per esempio)… Oppure, ipotesi peggiore, che si fosse infilato in qualche giro strano non solo come “infiltrato”… I vertici dell’Arma promettono indagini accurate e il massimo sforzo per accertare la dinamica e i motivi dell’accaduto. Lo avranno certamente fatto. Ma ad oggi ancora nessuna certezza. I Carabinieri non parlano mai volentieri di vicende che coinvolgono qualcuno di loro. Questo è nella storia.

E la madre di Marco, Luciana Scattoni ha raccolto in un libro molti tasselli. “Appunti su Marco” si intitola. E’ il racconto della sua personale indagine sulla morte del figlio. Una narrazione che si dipana tra congetture, dubbi, incongruenze, domande scomode, comparazioni… Ebbene, sabato 20 gennaio Luciana Scattoni, che è di Chiusi, presenterà “Appunti su Marco” proprio a Chiusi, presso la biblioteca comunale alle ore 17,00, per iniziativa dell’associazione La Goccia.

Cosa ci può essere di più doloroso della morte di un figlio, per di più in circostanze oscure e senza apparente motivo? Non deve essere stato facile mettersi lì a raccogliere quegli “appunti”, deve essere stato come rimestare nel dolore, come girare il coltello nella piaga. E’ senza dubbio un’operazione coraggiosa quella che ha fatto Luciana Scattoni. Più che il dolor poté il digiuno… di verità. E il libro di una madre sulla morte di un figlio che faceva il Carabiniere e una notte di marzo fece cose strane prima di morire per una revolverata in testa, è anche una denuncia, amara e dura su una costante italiana: il muro di gomma su cui tutto rimbalza o scivola via.

M.L.

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