SANITA’: NOTTOLA E I SUOI FRATELLI, TRA ECCELLENZE, CARENZE E DISFUNZIONI

giovedì 21st, dicembre 2017 / 17:58
SANITA’: NOTTOLA E I SUOI FRATELLI, TRA ECCELLENZE, CARENZE E DISFUNZIONI
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MONTEPULCIANO – L’11 dicembre scorso si è svolta l’assemblea dei sindaci della Valdichiana senese, Amiata e Valdorcia sulla “Riorganizzazione ospedaliera e prospettive future”. Erano presenti il Direttore Generale dell’Azienda USL Toscana Sud Est Enrico Desideri, il Direttore Sanitario Simone Dei e il Direttore Amministrativo Francesco Gherardi, il Responsabile di Zona Roberto Pulcinelli e la Responsabile del presidio ospedaliero di Nottola Rosa Lamantia. Presenti anche il Comitato di Partecipazione della Società della Salute e la Consulta del Terzo Settore (associazioni di utenti, libero associazionismo e volontariato). Si è parlato del sistema sanitario del sud est della Toscana, ma anche dell’ospedale di Nottola.

Partendo dal presupposto che “i servizi per la salute erogati nell’area senese sono un modello di riferimento a livello nazionale (la Sanità pubblica italiana è considerata da enti di ricerca internazionali come la numero 1 al mondo, in ambito nazionale la Toscana occupa posizioni di leader e la ASL Toscana Sud Est è il riferimento in regione)”, i Sindaci affermano con forza che “questa situazione, mentre deve essere considerata un patrimonio di tutti, deve anche valere come punto di partenza per uno sforzo sempre maggiore e non come un punto d’arrivo”.

L’Assemblea si è svolta a due anni dall’inizio del processo di costruzione della nuova ASL Sud Est ed ha avuto anche il carattere di una “verifica del lavoro fin qui svolto e del percorso che occorre ancora fare, sempre a tutela di un Servizio Sanitario Pubblico che, grazie anche allo sforzo del personale dipendente, è percepito ancora oggi come un’eccellenza”. Facendo notare che non sempre le esigenze dei territori sono andate di pari passo e in sintonia con le scelte aziendali, i sindaci hanno espresso preoccupazione per la mancanza di assunzioni che, a fronte di pensionamenti e mobilità che nei tre ospedali di zona hanno interessato sia i medici che le altre professioni sanitarie, non ha garantito il turnover ed hanno chiesto un impegno straordinario all’azienda affinché sia garantito il ritorno alla normalità. Hanno anche portato all’attenzione della dirigenza il problema delle liste di attesa troppo lunghe, relativamente alle prestazioni di diagnostica. E a questo proposito l’azienda Asl ha risposto che sta lavorando al problema e che la soluzione dipenderà anche dai medici prescrittori che dovranno assumersi la responsabilità di indicare l’urgenza o meno degli esami, canalizzando le richieste verso le risposte in 72 ore, 15 giorni o 6 mesi…
Quanto agli Ospedali sul territorio, i Sindaci confermano l’adesione al progetto della rete di nosocomi della Toscana Sud Est con Nottola, che garantisce tutte le prestazioni di emergenza/urgenza, come riferimento centrale rispetto alla Fratta (Cortona) ed all’Amiata.

Andrea Rossi, sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute fa sapere che “per Nottola deve essere avviato il progetto che renderà l’Ospedale attivo h24 (nella Asl Sud Est ce ne sono solo altri quattro), ma si vigilerà affinché in questa fase di completamento del progetto stesso non si perdano le specializzazioni che potranno essere anche distribuite negli altri presìdi delle due zone.
Nottola, che ha mantenuto la terapia intensiva, è a tutti gli effetti un ospedale “vero” che mantiene cioè i servizi vicini al cittadino, senza però ridurre l’offerta sanitaria specialistica.

Infine i Sindaci hanno chiesto per il primo semestre del 2018 un’assemblea pubblica in cui saranno messi a disposizione dell’opinione pubblica i “numeri” della sanità nell’area Valdichiana-Valdorcia-Amiata.

Emergerà così, per esempio, che il Pronto Soccorso di Nottola totalizza 30.000 accessi all’anno (era stato progettato per 15/18.000, sono disponibili fondi per circa 1,2 milioni di euro per adeguamenti anche strutturali che dovranno essere effettuati il prima possibile) o che il Punto Nascite della Valdichiana Senese è l’unico che fa registrare un incremento di nascite , essendo diventato un riferimento anche per aree come l’alto Lazio o il Trasimeno, oltre i confini regionali, o, infine, che eccellenze come l’ortopedia, la chirurgia o la cardiologia raggiungono ottimi risultati.

Insomma i sindaci sono pronti – dicono – “a denunciare i casi di eventuale mala sanità, o disfunzioni e negligenze nei servizi, senza però dimenticare quell’ingente flusso di “buona sanità” che, ogni giorno, fornisce servizi a migliaia e migliaia di abitanti”.

Contemporaneamente all’assemblea dei sindaci però, una interrogazione di due consiglieri regionali della Lega (Casucci e Vescovi) pone l’accento su un dato. L’ospedale di Nottola ha solo 153 posti letto per una popolazione di 61 mila abitanti: 1 ogni 400 abitanti, considerando solo i residenti della Valdichiana senese e non anche quelli della vicina Umbria o della Valdorcia che fanno riferimento alla struttura. Non solo, ma nei 153 sarebbero compresi anche i posti letto del triage e quelli dell’Hospice che non dovrebbero essere conteggiati.  Poi c’è un altro dato: la popolazione residente in Valdichiana senese “over 65” è circa il 25% del totale. Cioè circa 16.000 residenti hanno più di 65 anni. “Questa tipologia di persone generalmente è quella che richiede più assistenza, maggiori cure e attenzione nella ricerca della patologia. E anche ricoveri più lunghi, perché negli anziani è più lenta la ripresa e la riabilitazione. Tutto questo può “sballare” una gestione dei posti letto basata solo su numeri aridi e non sulle effettive caratteristiche dell’utenza. Il direttore generale della Asl Desideri anche in risposta ai sindaci afferma che “Nottola dovrà diventare il riferimento per tutta la casistica in emergenza/urgenza sia chirurgica che ortopedica, così come dovrà sviluppare alcune linee di attività per le quali attualmente la popolazione afferisce ad altre strutture sia in Area Vasta che regionali”. Ma come e quando ciò potrà avvenire non lo dice. Tutto resta, come sempre, nel vago. E tra le gente il dubbio che la sanità pubblica venga piano piano smantellata è sempre più forte, checché ne dicano i sindaci e i direttori generali.

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