MONTEPULCIANO: TROPPI TURISTI. E’ UN BENE O UN MALE?

lunedì 04th, dicembre 2017 / 17:51
MONTEPULCIANO: TROPPI TURISTI. E’ UN BENE O UN MALE?
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Ieri a Chiusi Scalo c’era la fiera. Ma non c’è stata una invasione di gente. Ad occhio e croce un po’ meno del solito. Colpa del freddo forse. O della assuefazione a iniziative sempre un po’ troppo uguali a se stesse, anno dopo anno, mentre il mondo viaggia veloce. A Città della Pieve stamattina alcune persone, in piazza, si lamentavano delle domeniche desertiche, rispetto a due, tre, quattro anni fa… E Città della Pieve, rispetto a Chiusi Scalo ha vissuto stagioni esaltanti dal punto di vista turistico e commerciale. A Castiglione del Lago la situazione è simile. D’inverno il lago non tira… C’è meno gente degli anni scorsi… Colpa del terremoto del 2016 che ha “seccato” tutta l’Umbria, dicono. Chianciano qualche segno di ripresa lo mostra, soprattutto con iniziative specifiche come quelle natalizie. Ma siamo lontani dai fasti dell’epoca d’oro. Ed è singolare che faccia numeri più alti d’inverno che d’estate…

In un quadro del genere, piuttosto gelido e cupo come il tempo di questi giorni, fa un certo effetto leggere sui social una serie di post e commenti che raccontano invece di una Montepulciano invasa dai turisti mordi e fuggi. Commenti preoccupati per l’effetto che può avere (e già ha) il turismo di massa sull’immagine e sull’equilibro di una splendida città d’arte come la città del Poliziano. Gente che vorrebbe un turismo “di alto profilo culturale”, meno invasivo, meno chiassoso. Attratto più dalla Pinacoteca Crociani, dai palazzi cinquecenteschi, dal Duomo, dalle mostre d’arte e dai concerti di violino, che non dalla bancarelle del mercatino d Natale in Piazza Grande o dai pullman “panoramici” con servizio traduzione incorporato, come a Dysneyland…

Fa effetto sentire commenti di gente di Montepulciano preoccupata, allarmata, talvolta inferocita, per il turismo eccessivo. Per la troppa affluenza che poi si porta dietro altri problemi, come quello dei posteggi, del rumore, della fine della quiete per i residenti, dei prezzi che lievitano nei bar, nei ristoranti, nei negozi…

Eppure io me la ricordo com’era Montepulciano 25-30 anni fa… era più triste e desertica di Chiusi Scalo. Forse anche di Città della Pieve che ha un centro storico simile, ma più comodo e praticabile. Anche più abitato.  Montepulciano negli anni ’70, 80 e anche ’90 era una perla opaca, senza più lucentezza. Uno scrigno pieno di tesori e bellezze, ma lontano dai flussi turistici. Vuoto, sia d’estate che d’inverno. Un luogo bello, bellissimo, particolare anche per quello, per il senso di vuoto che promanava. Immagine da libro di storia dell’arte. Un set da film. Ma non una città viva. Tutt’altro. E adesso Montepulciano ha il problema opposto. Un po’ come Pienza, come Cortona… Ma in proporzione e vista a situazione pregressa, il cambio di passo, l’inversione di tendenza a Montepulciano è più evidente. Più dirompente. Più eclatante.

Gli stessi comitati cittadini sorti per evitare scempi urbanistici come il posteggio multipiano al Bersaglio (per ora scongiurato, visto che non si è presentato nessuno per realizzarlo e gestirlo) tra le righe si pongono il problema del turismo esagerato. Del flusso esorbitante. Di quella Piazza Grande che è uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale, piena di bancarelle per due mesi, come fosse un eterno film dei fratelli Vanzina…

Ecco, mentre a Città della Pieve ci si interroga sul calo di turisti, a Chiusi su come fare ad intercettarne anche solo una minima parte, la discussione in atto a Montepulciano sul “troppo pieno” mi fa pensare che qualcosa nelle varie realtà non abbia funzionato e continui non funzionare. Qualcuna ha lucrato per qualche anno su situazioni contingenti e circostanze favorevoli (le fiction tv, qualche film, qualche evento di successo…) ma poi quando la fiamma si è affievolita, i nodi sono tornati al pettine… Montepulciano no. Sta ancora sulla cresta dell’onda e ha il problema di come gestire l’onda. Si dirà che Montepulciano ha il vino… Ha un centro storico di pregio assoluto… Ma se la gente accorre in massa più che altro per i mercatini di natale in piazza Grande e nessuno – per colpa delle bancarelle che occupano tutto lo spazio – la vede Piazza Grande, neanche ci fa caso ai palazzi del Vignola o di Baldassarre Peruzzi, a quelle finestre di Ippolito Scalza. Non ci fa caso e non gliene frega niente. E il problema è serio. La discussione in atto sui social tra cittadini poliziani però non è solo un esercizio di snobismo. Non è solo sintomo della classica “puzza sotto il naso” che i poliziani del Colle hanno spesso mostrato di avere anche verso il contado circostante. Pone una questione reale.

Il turismo di massa, quello più commerciale, domenicale, consumista, porta certamente soldi, indotto, aiuta tutte le attività presenti in loco, su questo non vi è dubbio e la cosa va tenuta in considerazione… Ma può uccidere o “deturpare” (metaforicamente) città d’arte come Montepulciano. E può farlo nel giro di pochi anni. L’alternativa non è il numero chiuso, o la fuga in campagna (come qualcuno ha minacciato/teorizzato sui social) dei residenti, per autodifesa. E’ a mio avviso, una politica più attenta, meno incline alle bancarelle piene di cianfrusaglie, e più alle iniziative di qualità che valorizzino lo scrigno e i tesori che esso contiene. Il Cantiere Internazionale d’Arte inventato nel ’76 da Henze andava (e va) nella direzione giusta. Il mercatino di Natale e il pullman panoramico non so… Forse no. Certamente meno.  Mi verrebbe da dire ad Andrea Rossi che i numeri alti fanno piacere, danno pure ebbrezza, ma a volte portano a “sballare”, mandano fuori giri. Nei suoi panni, una riflessione la farei…

Marco Lorenzoni

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