MARCO NASORRI: “LIBERI E UGUALI”, A SINISTRA RIPARTIAMO DA QUI?

giovedì 07th, dicembre 2017 / 16:33
MARCO NASORRI: “LIBERI E UGUALI”, A SINISTRA RIPARTIAMO DA QUI?
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Da Marco Nasorri, ex segretario e capogruppo Ds a Chiusi, ex capogruppo Pd alla Provincia di Siena, ora vicino alla lista “Possiamo”, riceviamo e volentieri pubblichiamo: 

Libertà e uguaglianza sono i principi fondamentali della sinistra e della storia dell’uomo. Oggi, questi valori sono più attuali che mai, perché ogni giorno sono calpestati. Per questo è nato un soggetto politico alternativo, civico e progressista che si chiama Liberi e uguali. C’è molto di attuale nel costruire un nuovo progetto che riaffermi queste istanze. Semmai è inutile e vecchia una pseudo sinistra che imita la destra, che rimane subalterna alle ideologie liberiste, che resta inerte di fronte ad una democrazia sempre più oligarchica, che fa pagare il peso della crisi economica e sociale ai più deboli.

Nel difficile inizio ci sono state incertezze ed errori, ma la proposta merita fiducia, perché forte è la volontà di recuperare identità e determinazione per riportare la politica ad occuparsi della vita delle persone e affrontare le contraddizioni insostenibili del nostro tempo.  Non basterà guardare solo alle prossime elezioni. Liberi e Uguali avrà un senso se avrà il coraggio di mettere in campo idee giuste, con autonomia di pensiero e determinazione per cambiare molti paradigmi dell’attuale realtà. Bisognerà reimparare ad ascoltare, dando valore alla sofferenza e alla speranza di cambiamento.

Oggi milioni di persone sono avvolte nella rassegnazione. Troppi cittadini sono sfiduciati e non votano più. Riportare queste persone alla partecipazione sarebbe già una vittoria.

L’Italia pare abituarsi a tutto: al lavoro sempre più precario e sottopagato, alla dignità e ai diritti fatti passare per privilegi, alla devastazione ambientale, alla disonestà e alla furbizia assunti come virtù da premiare. Un paese in cui la maggioranza non vede la fine del tunnel, mentre una ricca minoranza la crisi non sa neanche cosa sia. I primi sette miliardari del paese possiedono una ricchezza pari al 30% della popolazione.  Il 20% dei più benestanti hanno in patrimoni e liquidità il 69% della ricchezza complessiva. I più poveri invece stanno sempre peggio. Dal 2008 al 2014 le fasce più deboli hanno perso il 24% del loro reddito.  Nonostante tutto ciò, le attuali scelte politiche continuano a distribuire risorse che alimentano rendite per chi sta meglio e invece ai meno fortunati, ai giovani, senza futuro solo miseri bonus e precarietà.

La storia insegna che il progresso è avanzato, i diritti si sono affermati, il benessere si è diffuso quando il motore della sinistra è stato potente. Non è un caso che, quando essa è stata più debole o è venuta meno ai suoi valori, le ingiustizie e le disuguaglianze sono aumentate.

Ecco perché serve assumere una nuova responsabilità per una sinistra che abbia la determinazione di combattere per un mondo più giusto. C’è da riconquistare un popolo. Può essere riavvicinato solo recuperando una grande coerenza, spiegando in modo chiaro cosa fare del jobs act e dei provvedimenti che hanno alimentato bassi salari e sfruttamento del lavoro; dicendo come ricostruire un vero sistema dell’istruzione, come eliminare le file d’attesa nella sanità pubblica, come costruire una seria politica industriale, quali scelte fare per operare una vera ridistribuzione della ricchezza.

Sappiamo che esiste una ampia dose di sfiducia per le troppe sconfitte. Serpeggia un certo scetticismo verso personaggi ingombranti. Ma, basta con l’elaborazione del lutto all’infinito. Domenica sul palco a Roma abbiamo ascoltato Civati, Fratoianni e Speranza, tre giovani non ammantati di giovanilismo e di slogan. Abbiamo sentito la sobrietà e la serietà di una persona a cui è stata affidata la guida. Non sfugge che è stata una investitura verticistica. Certamente, un limite. Tuttavia, Pietro Grasso è un uomo di sinistra che rappresenta la parte migliore dell’Italia. Una storia personale che si è formata nella lotta contro la mafia, vicino a Falcone e Borsellino. Forse per la politica non è molto. Ma, per un paese che ha il primato della corruzione, del dominio della mafia possiamo farne un messaggio forte di moralità e onestà.  Spaventa l’idea che la divisione del centrosinistra possa far vincere la destra. La destra è tornata forte perché il centrosinistra e il PD hanno sbagliato troppe scelte. La destra non si sconfigge unendosi nella continuità delle politiche fatte fino adesso.  Serve un cambiamento radicale.  Liberi e Uguali vuole provare a rimettere in campo nuova proposta alternativa, perché di questo l’Italia ha bisogno. Perché una grande storia non finisca. Forse, avremo l’ennesima delusione. È un rischio possibile. Non vedo alternative, se non continuare ad elaborare un lutto all’infinito, rinfacciarci gli errori e ripetere che bisognava fare in un altro modo.

Ci sono già migliaia di persone sparse per il paese che hanno voglia di rimettersi in cammino. Ci sono anche in Valdichiana.  Si stanno mettendo insieme, provenendo da storie diverse, ma unite dal desiderio di ricostruire una presenza della sinistra capace di definire un pensiero di cambiamento e di serietà politica.

Marco Nasorri

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