LIBERI E UGUALI, NASCE IL COMITATO IN VALDICHIANA. MA IL TERMINE “SINISTRA” NON C’E’. COME MAI?

mercoledì 20th, dicembre 2017 / 15:20
LIBERI E UGUALI, NASCE IL COMITATO IN VALDICHIANA. MA IL TERMINE “SINISTRA” NON C’E’. COME MAI?
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VALDICHIANA – La settimana scorsa è stato costituito in Valdichiana il Coordinamento territoriale di “LIBERI e UGUALI” il nuovo soggetto politico “di sinistra” capeggiato da Pietro Grasso, di cui fanno parte tra gli altri Bersani, D’Alema, Civati, Fratoianni, Speranza…

“Un nutrito gruppo di persone dei comuni dell’Area, unite dalla volontà di fondare un nuovo soggetto politico progressista, ha scelto di costruire con Pietro Grasso un nuovo futuro per l’Italia. Anche nelle nostre realtà abbiamo assistito purtroppo al dissolvimento della politica e delle sue forme organizzate; la discussione pubblica su molti temi è ormai scomparsa: sulle politiche occupazionali (con la chiusura di molte aziende e la conseguente perdita di posti di lavoro), sui servizi sanitari e socio-assistenziali (sempre più depauperati di risorse), sulle infrastrutture (che faticano ad essere adeguate alle esigenze odierne), sulla sicurezza (alla quale lo Stato sta abdicando sempre di più), su istruzione e ricerca (sempre più precarie, come i suoi lavoratori), fino alla destrutturazione del sistema istituzionale che ha messo a rischio funzioni e servizi fondamentali per i cittadini. Nel Paese c’è grande rassegnazione e sfiducia e noi non possiamo lasciare che siano la destra e le forze più retrive a cavalcare e fomentare strumentalmente questo malessere. Servono proposte radicali e di forte discontinuità.Il nostro obiettivo è ripartire dal territorio, dalla elaborazione continua sui contenuti, dall’ascolto dei problemi e dalle aspettative dei nostri concittadini.
Vogliamo creare una forza progressista che si presenti al Paese con un’idea di società più giusta, che non permetta che ci si abitui all’egoismo sociale, al degrado della politica e delle istituzioni, che non dia spazio alla corruzione e alla violenza mafiosa. Vogliamo riaffermare i valori della Costituzione repubblicana e antifascista, senza se e senza ma.
Vogliamo creare una comunità in cui non ci siano vincoli economici o sociali che limitino la libertà e l’uguaglianza di tutti, a prescindere da sesso, razza o religione. Liberi e Uguali con Pietro Grasso vuole esserci per questo. E noi di Liberi e Uguali Valdichiana vogliamo essere parte di questa nuova speranza”.

Questo il Comunicato diffuso dal comitato locale. Tra i cui promotori figurano Daniele Guerrini, Lorella Fanotti, Michela Contemori, Manlio Beligni, Nazareno Bartoli , Luciano Dini, Stefania Franci, Antonio Canzano, Gian Luca Scartoni, Franco Bonini, Luisella Brivio, Fabiola Ambrogi, Fabio Dionori, Fabrizio Giannini, Michele Catoni, Michele Trabalzini, Marco Nasorri, Agnese Mangiabene, Maurizio Patrizi.

A noi, che da queste colonne abbiamo più volte sollecitato la “rinascita” di qualcosa di sinistra a sinistra del Pd fa piacere che qualcosa si muova anche nel territorio. E fa piacere vedere tra i promotori esponenti del sindacato (Cgil), ex sindaci Ds e figure che si sono spese su temi specifici come la fusione dei comuni tra Montepulciano e Torrita. Ci fa piacere vedere nel comitato promotore alcuni esponenti dei “podemos” chiusini.

Tutto ciò fa pensare ad una “costruzione” con tante colonne portanti, non proprio identiche, un po’ come certe cattedrali costruite utilizzando le macerie di altri edifici…  Stupisce un po’ (noi siamo esigenti) il fatto che nel comunicato si parli si soggetto “progressista”, ma non si usi mai il termine sinistra, quasi si abbia paura di usarlo. Quasi si tenti di “mascherare” ancora una volta l’intento principale. Ecco: ben venga il comitato promotore in Valdichiana, ma la partenza non è – ancora una volta – delle migliori.

La nuova cosa rossa (se qualcuno non si offende) insomma parte con il freno a mano tirato. E questo, in tutta franchezza – detto da chi comunque guarda con attenzione e interesse all’iniziativa – non è buon segno. Sembra che il comitato più che lanciare segnali veri di rinascita o di “resistenza” a sinistra, voglia lanciare solo segnali all’interlocutore principale, che è il Pd. Altrimemnti come si spiega una tale titubanza nell’usare l’unica parola che unisce tutti quelli che possono a vario titolo essere interessati? Non è questione di “etichette”, è una questione di riconoscibilità, di identità. E’ credibile un soggetto politico di sinistra che ha paura a definirsi di sinistra?

Non solo:  vedere nel gruppo dei promotori gente che negli ultimi 10 anni ha cambiato più volte casacca, ha cercato di rilanciarsi o di riciclarsi in vario modo, passando dai Ds alle fila di Di Pietro per esempio, pur di rimanere a galla, non aiuta. Però – questo lo capiamo anche noi – non è tempo di tanti distinguo. Non è tempo di fare le pulci ai pidocchi.

Che ci sia una sinistra dispersa, orfana, senza più rappresentanza è un dato di fatto, che quella sinistra sia una prateria immensa che ha ingrossato la palude del non voto e – magari per disperazione o mancanza di alternative – ha gonfiato i consensi dei 5 Stelle, è un altro dato di fatto. Che qualcuno provi a recuperare quel consenso, con idee, parole d’ordine, programmi e figure di sinistra, riconoscibili, è di sicuro un passo importante. Certo, se le figure di cui sopra, oltre che “riconoscibili” fossero pure “inattaccabili” e “non compromesse” con esperienze fallimentari del passato, sarebbe meglio. Molto meglio. E l’operazione sarebbe molto più credibile.

Marco Lorenzoni

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