CITTA’ DELLA PIEVE, OSPEDALE E BIOMASSE: I 5 STELLE ALL’ATTACCO

giovedì 30th, novembre 2017 / 13:24
CITTA’ DELLA PIEVE, OSPEDALE E BIOMASSE: I 5 STELLE ALL’ATTACCO
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CITTA’ DELLA PIEVE – I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati parteciperanno questo pomeriggio (giovedì 30 novembre), ad una conferenza stampa sul tema “Umbria di confine, attacco alla salute e all’ambiente: il caso di Città della Pieve”. La conferenza si terrà alle ore 17 nella Sala delle opposizioni del Comune.

Per Liberati e Carbonari “la vicenda della fine dell’ospedale di Città della Pieve, tagliato da ormai sette mesi, è l’emblema dello stato della sanità umbra nelle aree suppostamente periferiche della regione: depotenziamenti, chiusure, mancate risposte alle esigenze di salute delle persone. I residenti dell’Alto Orvietano e della Bassa Val di Chiana, bacino naturale d’utenza dell’ex ospedale delle Pieve, sono più indifesi di sempre. Ma la questione è ancora più ampia e di rango regionale. Presidi sanitari che saltano o vengono svuotati, città pericolosamente lontane molte decine di minuti dal pronto soccorso, liste d’attesa lunghe mesi, talvolta anni, ma anche strutture fatiscenti e, spesso, sismicamente vulnerabili. Quando poi l’attacco alla salute si coniuga allo sfregio all’ambiente, si innesca un potenziale ulteriore incremento dei fattori di rischio per i nostri cittadini: è quel che accadrà con il fiorire di impianti a biomasse voluti da Giunta Marini e comuni umbri, come previsto dal nuovo Piano energetico regionale e come dimostra anche l’ultima autorizzazione su San Donnino a Città della Pieve”.

Ospedale e biomasse, due vicende che i 5 Stelle stanno cavalcando da mesi a fianco dei comitati locali. Qualche giorno fa proprio in relazione ad esse i 5 Stelle pievesi hanno chiesto con un manifesto affisso sui muri della città le dimissioni del sindaco che dal canto suo le aveva minacciate se sul pronto soccorso non ci fosse stata una risposta da parte della Regione e della Asl. Risposta che secondo Scricciolo è arrivata “con l’attivazione di un servizio di Primo Soccorso con una unità 118 attiva 24 ore su 24 e un’altra per 12 ore su 24. Complesivamente due medici dell’emergenza/urgenza e un autista in servizio h24 più un altro autista la mattina e uno reperibile il pomeriggio, personale che la struttura pievese non aveva nemmeno prima della riconversione”. Il sindaco ricorda che gli stessi 5 Stelle nel loro programma elettorale chiedevano proprio che “insieme alla riconversione fosse attivato un punto di primo soccorso”. Cioè esattamente quello che è stato ottenuto…

Sulle biomasse, invece è uscita sul giornale del Comune la notizia dell’approvazione nel consiglio comunale di sabato 25 Novembre, con il voto della maggioranza, di importanti modifiche al regolamento locale di igiene. “Modifiche che consentono di avere maggiori tutele rispetto alla realizzazione e all’esercizio di impianti a biomasse come il cogeneratore alimentato a cippato che privati stanno costruendo in loc. San Donnino. Questo provvedimento fortemente voluto dall’Amministrazione consentirà all’Ente di avere maggior ‘voce in capitolo”’ rispetto ad una materia per la quale ad oggi non era necessario il parere del Comune”.

In sostanza il Comune sembra ammettere che l’autorizzazione concessa al proponente dell’impianto di San Donnino con procedura semplificata, praticamente d’ufficio, senza alcuna valutazione e decisione politica è stata una mossa sì prevista dalle leggi e regolare, ma allo stesso tempo discutibile. E adesso si corre ai ripari, se non per San Donino, almeno per altri eventuali impianti simili che potrebbero essere realizzati in futuro.

Secondo noi, e lo abbiamo già scritto in precedenza,  anche su San Donnino la politica non può trincerarsi dietro la procedura semplificata e l’autorizzazione concessa d’ufficio come atto dovuto, perché la circostanza, emersa successivamente all’autorizzazione, che l’azienda proponente sia sotto inchiesta  con l’accusa di truffa ai danni di un ente pubblico nell’esercizio di una attività connessa alla gestione di impianto di trattamento di rifiuti, costituisce un fatto nuovo e dirimente. Costituisce un elemento che getta ombre sull’affidabilità del soggetto proponente e quindi l’amministrazione locale e il sindaco avrebbero tutto il diritto di sospendere se non altro per autotutela, l’autorizzazione in attesa che l’inchiesta finisca e chiarisca le responsabilità dell’azienda in questione. Tanto più che l’impianto di San Donnino non è di interesse pubblico, non è a servizio di una azienda agricola, ma solo una struttura industriale per la produzione di energia a esclusivo uso commerciale del proponente.  Business privato, niente altro.

I 5 Stelle così come i comitati finora hanno preferito puntare la battaglia sui pareri degli esperti circa gli aspetti tecnici e ambientali, sui possibili rischi di inquinamento, sulla definizione del termine “biomasse”, scatenando una reazione uguale e contraria da parte del Comune che ha mandato in campo altri esperti e scienziati… Il problema invece prima che ambientale è sicuramente politico.

Vedremo se nella conferenza stampa di oggi, i 5 Stelle continueranno sulla medesima linea.

Intanto, a proposito di terre di confine,  da Chiusi arriva la notizia che l’area dell’ex Centro Carni (adiacente alla zona produttiva delle Cardete in comune di Città della Pieve) è stata acquistata da Acea, la quale sembra voglia rilevare anche il depuratore di Bioecologia che già opera in quel comparto per potenziarlo, affiancandovi anche un impianto industriale di 10.000 mq per la trasformazione dei fanghi reflui in pellet e carbone da reimmettere sul mercato. Le dimensioni dell’operazione, che è ancora in fase di definizione (è stata solo acquista l’area per 2 milioni e mezzo di euro), sembrano decisamente superiori a quelle della struttura di San Donnino. E anche in questo caso non si sa se i fanghi da trattare e trasformare arriveranno anche da altre parti d’Italia. E’ presumibile di sì…

m.l.

 

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