CHIUSI, ‘POSSIAMO’ SULLA VISITA DI RENZI. E I BUCHI DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD

martedì 28th, novembre 2017 / 19:45
CHIUSI, ‘POSSIAMO’ SULLA VISITA DI RENZI. E I BUCHI DELLA SINISTRA A SINISTRA DEL PD
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CHIUSI – Dopo aver accolto Matteo Renzi e il suo “codazzo” (c’erano il ministro Lotti, il capogruppo alla camera Rosato, il presidente del Consiglio regionale Giani, il tesoriere Bonifazi…) con uno striscione ironico che parlava di “salami” (tre al prezzo di uno, dato che era il giorno del Black Friday), i podemos chiusini sono tornati sulla visita lampo del segretario del Pd a Chiusi con un comunicato diffuso via facebook.

Tra le altre cose si chiedono: “chi paga il macchinista del treno di Mat?”. La domanda è legittima. E la risposta è:  il macchinista lo paga Trenitalia. Ma è compreso nel prezzo dell’affitto del treno.  Treno che è composto da 5 vagoni, tra cui uno adibito a sala stampa e uno come sala riunioni. Si tratta di carrozze da intercity riadattate ad uso “charter”.  Il Pd lo ha preso in affitto da Trenitalia, appunto, a prezzo di mercato. Che va dai 20 ai 44 euro a chilometro e varia sulla base di vari parametri. Per l’intero tour calcolato tra i 45  e i 60 giorni, calcolando i km percorsi ogni giorno, il costo complessivo può andare da 250 mila a 400 mila euro. Una bella cifra se si considera che il Pd non naviga nell’oro e ha i conti in rosso per quasi 10 milioni di euro, con 190 dipendenti in cassa integrazione… 

Puntano il dito anche sul grande dispiegamento di forze dell’ordine “a spese dei contribuenti peraltro” i podemos chiusini. Ma a questo proposito va detto che quando si muovono ministri e parlamentari è sempre così. Renzi non è né l’uno né l’altro, ma Lotti e Rosato sì. Chi ha una certa età ricorderà le decine e decine di celerini in occasione del Comizio dell’ammiraglio Birindelli, del Msi, nel ’72 o l’atterraggio con l’elicottero di Gianni De Michelis negli anni d’oro del craxismo, anche in quell’occasione poliziotti e carabinieri furono più della folla socialista acclamante. Lo stesso è accaduto nel 2016 in occasione della visita di Salvini, in piazza Garibaldi, per la campagna elettorale comunale… Insomma niente di nuovo. Normale. In questo Paese è così che funziona.

Lamentano, quelli di Possiamo, il fatto che “tra adèpti e oppositori ci sarebbe stato terreno fertile per un vero confronto. Già, il confronto. L’obiettivo di Destinazione Italia, no?“.

E invece al posto del confronto, scrive Possiamo: “un monologo di una ventina di minuti con il fior fiore degli imprenditori chiusini, ma ‘le persone vere, lontane dal chiacchiericcio di tutti i giorni del palazzo’? I lavoratori? La gente comune che ogni giorno combatte con le scorrettezze di questa politica? Le persone a cui vengono negati i diritti? Gli studenti, i giovani, gli insegnanti, i pensionati, i disoccupati, i cassa integrati, i co.co.pro, i co.co.co (ah no, adesso non ci sono più, quindi… i lavoratori a nero  e i licenziati per giusta causa), chi è nato e ha vissuto in Italia, ma non è cittadino italiano, gli operatori degli ospedali, i malati, gli anziani, gli invalidi e i disabili senza assistenza e senza tutele? Dobbiamo continuare?”

Il finale è sarcastico e amaro: “Dai Mat, non raccontarci più menzogne. La tua “Destinazione Italia” non ha senso e ha fallito. La tua politica ha fallito, perché tu (e chi ha creduto in te è responsabile quanto te) hai distrutto un partito, hai distrutto la sinistra, hai distrutto la scuola, la sanità e i diritti dei lavoratori. Nonostante tutto ciò, i nostri amministratori locali persistono nello stenderti il tappeto rosso. Occhio, perché quando la nave va a fondo, i topi scappano! Condividiamo Maurizio Crozza: peggio di Renzi, solo i renziani”.

Quindi la comparsata di Renzi & C. non è piaciuta per niente ai Podemos. E su Renzi dicono cose vere. E’ vero che ha distrutto la sinistra (è sembrato questo il suo principale obiettivo), ha modificato geneticamente il Pd, tra l’altro portandolo a disfatte epocali e scissioni.  Ha estromesso al grido di fuori! fuori!” la componente di sinistra ex Pci e ha praticamente fatto scalare il partito agli ex Dc… Ha continuato l’opera di demolizione della scuola pubblica, della sanità pubblica, dei diritti dei lavoratori conquistati negli anni ’60 e ’70. Ha provato pure a cambiare in peggio la Costituzione… Ora sta addirittura resuscitando Berlusconi.

Tutto vero. Ed è vero anche che quando la nave affonda i topi scappano. E il renzismo non ha più il vento in poppa come nel 2012-2013… Vedi ciò che è successo al congresso senese.

Ma la sinistra a sinistra del Pd e gli stessi podemos li hanno mai incontrati gli operai, i disoccupati, i cassintegrati, i pensionati, gli operatori degli ospedali, i ferrovieri, gli studenti? Sono mai entrati in questo anno e mezzo (da quando si sono presentati alle elezioni) in una fabbrica o in una bottega artigiana per parlare con gli addetti? In un negozio commerciale ancora aperto, ma con il cartello “affittasi” sulla porta?

Parlare qualche volta con un sindacalista o un esponente della Cna non è la stessa cosa.

Purtroppo nessuno a sinistra è senza peccato. Renzi è un pallone sgonfio pieno di buchi, ma non è solo lui il peccatore.

Ai tempi della Primavera, a Chiusi, quando nelle ultime ore di campagna elettorale, si trattò di decidere se incontrare gli operai della Lodovichi e i ferrovieri nel loro luogo di lavoro o l’imprenditore top Margheriti, gli strateghi del movimento decisero di incontrare l’imprenditore top. Esattamente come ha fatto Renzi venerdì scorso. Né più, né meno. E la Primavera era alternativa al Pd.

A sinistra ci si compiace molto delle battute su Renzi, il renzismo e i renziani, ma poi non si riesce a mettere in piedi niente di serio. Vedere Civati, Fratoianni, Speranza, Bersani, D’Alema, Cofferati e Grasso e la Boldrini e Pisapia e Landini e Montanari e la Falcone che si fanno i dispetti e litigano un giorno sì e l’altro pure, su come fare una lista unitaria e soprattutto sui nomi e sulle candidature, sulla opportunità o meno di tentare l’alleanza con il Pd, riproponendo la scelta “tra voto utile e voto futile” come l’ha definita un noto costituzionalista (ammesso che il voto al Pd o a una coalizione con il Pd sia utile) è deprimente, scoraggiante.

Tra i personaggi citati ci sono anche teste pensanti, non solo vecchie cariatidi di un mondo che non c’è più… E allora come è possibile che non si trovi una strada comune?

C’è addirittura chi vaneggia di “liste del popolo” sganciate dai partiti e dalle sigle, fatte solo da figure della società civile con un programma di pochi punti e chiari:  difesa della Costituzione, riforma dell’Europa e  guerra alla dittatura delle banche. Come se fosse facile per la gente comune, per gli artigiani, i commercianti, le partite iva, i lavoratori con il mutuo da pagare, fare la guerra alle banche…

Il populismo ha tante facce. Non è prerogativa solo di Salvini, Grillo e Renzi. E fare riferimento solo alla società civile è l’equivalente della candidatura dei generali e colonnelli ipotizzate da Berlusconi…

Sono le contraddizioni in seno al movimento, la dicotomia tra ciò che si dice e ciò che si fa a rendere poco credibile il tutto. A livello nazionale e a livello locale. E di sicuro per recuperare almeno in parte quel 50% di elettorato che non vota più e che è in buona misura di sinistra non basta dare del salame a Renzi e ai suoi colonnelli locali. Quello al massimo può strappare un sorriso.

m.l.

 

 

 

 

 

 

 

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