21 NOVEMBRE ’43: CHIUSI RICORDA IL BOMBARDAMENTO DELLA STAZIONE. DOMANI FLASH MOB ALLE 12,30

lunedì 20th, novembre 2017 / 15:41
21 NOVEMBRE ’43: CHIUSI RICORDA IL BOMBARDAMENTO DELLA STAZIONE. DOMANI FLASH MOB ALLE 12,30
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INIZIATIVA PROMOSSA DA COMUNE E ANPI, NEL 74ESIMO ANNIVERSARIO DELL’EVENTO

CHIUSI – Domani è il 21 novembre. Il 21 novembre del ’43, 74 anni fa, Chiusi scoprì gli effetti della guerra sui civili.

E’ l’ora di pranzo, l’una e mezza più o meno quando dalla stazione di Terontola un fonogramma avverte che è appena transitata una formazione di cacciabombardieri diretta verso Chiusi. Eccoli! Eccoli! grida un deviatore dalla finestra della cabina A (vicina al passaggio a livello). E’ un attimo. In pochi secondi i bombardieri alleati scaricano sulla stazione di Chiusi 27 tonnellate di bombe. Il fabbricato, la bella stazione con il corpo avanzato, le arcate e le finestre neoclassiche, viene raso al suolo. Sui binari treni rovesciati, pensiline distrutte, fumo, macerie. Molti soldati tedeschi che fino a pochi minuti prima stavano caricando un convoglio in partenza, giacciono senza vita, dilaniati. Alcuni cadaveri galleggiano nell’olio delle cisterne che erano sul treno e che ha invaso il sottopassaggio…

Oltre ai militari tedeschi, il bombardamento della stazione lascia sul terreno anche dei civili. Due ferrovieri: Ivo Lucaccini di 27 anni, Raffaele Meoni di 56 anni, poi tre donne, Annunziata Rocchini di 55 anni, Adelaide Bonomini di 35, Letizia Bertocci di 49 anni. Ma non sono le uniche vittime: il 25 novembre dopo lunga agonia muore Giovanni Bertacchi o Bertocché, 42 anni, di Ala (Trento) che si trovava alla stazione come viaggiatore; il 29 novembre viene ritrovato il corpo dilaniato e mangiato dai topi di un altro ferroviere: Giulio Crezzini di 48 anni. Solo il 20 marzo del ’44, 5 mesi dopo, riaffiora tra i binari sventrati, anche il corpo di Bixio Borsetti, commerciante di Sorano di 49 anni, anch’egli alla stazione come passeggero all’ora del bombardamento del 21 novembre.

Otto vittime civili che una lapide, affissa sulla facciata della stazione dal 21 novembre 2003,  ricorda a futura memoria. 

Domani, più o meno all’ora del bombardamento, si terrà alla stazione di Chiusi una cerimonia commemorativa, voluta e organizzata dal Comune e dall’Anpi. Si tratta di una sorta di flash mob, con inizio alle 12,30. Una sirena, la tromba del maestro Roberto Fabietti, una corona e qualche parola di ricordo da parte del sindaco e dei rappresentanti dell’associazione partigiani.

Quella tra amministrazione Comunale e Anpi è una collaborazione che ha registrato altri momenti importanti nei mesi scorsi e si rinnova anche in questo frangente.

Una testimonianza di memoria, a ricordo di un episodio che sconvolse pesantemente la vita di Chiusi. Che fece piangere molte famiglie, privò la città di uno dei suoi gangli vitali (la stazione, appunto) e segnò l’inizio della guerra in casa e non più solo nei campi di battaglia. Il 21 novembre ’43 c’era già stato l’Armistizio, l’esercito italiano sbandato si trovò a combattere contro quello che era stato l’alleato fino a due mesi prima, la popolazione civile cominciò quel giorno il lungo inverno che precedette l’arrivo degli alleati anche via terra, la battaglia sanguinosa nel centro storico e infine la liberazione avvenuta il 26 giugno ’44.

A bombardare la stazione furono gli aerei anglo-americani, le cosiddette Fortezze Volanti, che non erano più aerei nemici. Ma le bombe non hanno colore. O meglio, non guardano tanto per il sottile, e quelle 8 vittime civili (ma ce ne saranno state anche altre, morte in seguito per le ferite, per lo spavento di quel 21 novembre ’43), sono lì a testimoniarlo. Effetto collaterale di un’azione di guerra contro un convoglio tedesco carico di rifornimenti.

Noi domani ci saremo, a ricordare quegli 8 cittadini vittime involontarie e innocenti della barbarie della guerra. E invitiamo i cittadini ad esserci. L’appuntamento è alle 12,30 alla stazione di Chiusi.

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