UNA GRANDE MOSTRA SU AMBROGIO LORENZETTI: QUANDO SIENA INSEGNAVA IL BUON GOVERNO…

giovedì 26th, ottobre 2017 / 11:27
UNA GRANDE MOSTRA SU AMBROGIO LORENZETTI: QUANDO SIENA INSEGNAVA IL BUON GOVERNO…
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SIENA – “Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città per cagione di diletto e allegrezza dei forestieri, per onore e prosperità e accrescimento della città e dei cittadini“. Questa frase è scritta nello Statuto di Siena del 1309.  Trent’anni dopo, fra il 1338 e il 1339 Ambrogio Lorenzetti dipinse il ciclo di affreschi sugli effetti del Buon e del Cattivo Governo in città e nella campagna… Ciclo che si trova ed è ancora oggi ammirabile nella Sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena. 

Già 700 anni fa insomma nella città del Palio si aveva un’idea chiara di cosa volesse dire buon governo. Di cosa dovesse fare un buon amministratore pubblico… E i governanti della città incaricarono il “divulgatore” più bravo che c’era sulla piazza per rendere quell’idea chiara a tutti… Ma scelsero anche uno di… casa. Perché Ambrogio Lorenzetti era senese. Erano già mercanti con grandi interessi in tutta Europa i senesi e forse vollero anche risparmiare, scegliendo un concittadino, ma di sicuro pesarono nella scelta anche la fama che il pittore stava acquisendo e la sua grande carica innovativa.

Ambrogio infatti non solo aveva “innovato” la concezione di dipinti d’altare e certe tradizioni iconografiche, ma fu tra i primi e tra i migliori ad allargare lo sguardo al paesaggio, alla pittura d’ambiente… Duecentocinquanta anni prima di Caravaggio anche i dipinti di Ambrogio Lorenzetti sembrano “istantanee” fotografiche e set cinematografici… Nonostante questo, nonostante il famosissimo ciclo sul governo della città e della campagna al Palazzo comunale di Siena (che secondo noi tutti i sindaci dovrebbero andare a vedere il giorno dopo il proprio insediamento), Ambrogio Lorenzetti resta un artista abbastanza sconosciuto.

Siena offre una grande occasione per riscoprirlo. Dal 22 ottobre è infatti in corso una grande mostra negli spazi museali del Santa Maria della Scala (Piazza Duomo) e in alcune chiese della città.

Nelle sale di Santa Maria della Scala si possono ammirare opere fatte arrivare appositamente dal Louvre, dalla National Gallery, dalla Galleria degli Uffizi e dai Musei Vaticani. Si tratta di tutta una serie di dipinti che, in massima parte, furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città e che poi nei secoli sono finite altrove… L’occasione di poterle vedere tutte insieme è irripetibile.  La mostra però si estende anche ad altri luoghi della città e consente di ammirare, “grazie ai frammenti superstiti, anche cicli di affreschi un tempo molto famosi ma distrutti, come quelli dell’aula capitolare e del chiostro della chiesa di San Francesco a Siena, i dipinti della chiesa di Sant’Agostino e il ciclo, restaurato per l’occasione, della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione”. Oltre naturalmente al Palazzo pubblico.

Il percorso espositivo della mostra è  arricchito da un’audioguida e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo. L’esposizione durerà fino al 21 gennaio. Da non perdere. E’ una lezione di arte. Ma non solo.

m.l.

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