PD SENESE, CONGRESSO SENZA FINE: E SE VALENTI VINCESSE DAVVERO?

venerdì 27th, ottobre 2017 / 18:03
PD SENESE, CONGRESSO SENZA FINE: E SE VALENTI VINCESSE DAVVERO?
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SIENA – Il congresso Pd, o meglio la conta nel Pd senese per l’elezione del segretario provinciale, non finisce più… L’assemblea plenaria in programma per sabato 29 è rinviata, almeno di una settimana. Motivo: la Commissione di Garanzia Nazionale ha chiesto, pur confermando l’esclusione del candidato Cortonicchi, di riconvocare i congressi di circolo tenutisi nelle 72 ore successive al pronunciamento della commissione regionale. Tra questi quelli dei 5 circoli di Chiusi, uno di Piancastagnaio, uno di Sovicille, uno di Buonconvento uno di Torrenieri… La cosa da “notte dei lunghi coltelli” assume i contorni della farsa. Della barzelletta.

I circoli che avevano “anticipato” la discussione e la votazione dovranno rivotare, ma sempre sui tre candidati: Valenti, Bernazzi, Senesi. Se fosse stato riammesso Cortonicchi i supplementari avrebbero avuto un senso. Così sembra solo un modo per dire a Scaramelli, Bettollini & c. che hanno fatto una cazzata pure loro nel voler “forzare” i tempi…  Ma a che pro?

Ovvio che la riconvocazione dei congressi in una decina di circoli può cambiare anche lo scenario. Sapendo già il risultato provvisorio (il vantaggio di Valenti) qualcuno potrebbe anche aggiustare il tiro… magari su pressioni… Insomma un pasticciaccio più brutto di quello di via Merulana di gaddiana memoria.

Le assemblee bis si terranno il 30 ottobre, si voterà solo per il segretario provinciale. Non sarà neanche facile riportare al voto lo stesso numero di iscritti che avevano partecipato al primo turno… Vedremo.

Intanto i renziani che avevano tutti i favori del pronostico sono riusciti, tra veti incrociati, vendette, dispetti, richieste di dimissioni e  quant’altro, a dissipare il vantaggio e a concedere il “ballottaggio” al quale arrivano addirittura da secondi e non in testa…  Un capolavoro. Roba da esonero dell’allenatore come minimo e messa in discussione di molti giocatori.

In testa al momento c’è infatti, come abbiamo già scritto in altro articolo, Andrea Valenti, il candidato della “sinistra Pd”, un giovane valdorciano-amiatino, con un look che ricorda gli eroi della Repubblica Romana, esperimento democratico e socialisteggiante tra i più interessanti della storia. Capelli e barba tipo Luciano Manara e Carlo Pisacane più che Renzi e Lotti o anche D’Alema e Veltroni…

Sembra un giovane d’altri tempi Andrea Valenti. Sembra uno di quegli amiatini che seguirono il “profeta” Davide Lazzaretti fino a sfidare il piombo dei carabinieri; sembra uno di quei giovani amiatini che nel ’48, dopo l’attentato a Togliatti, tirarono fuori le armi che avevano usato 4 anni prima nella resistenza, pronti a proclamare la loro repubblica socialista…

Sembra, per il look. Ma non è un facinoroso. Nemmeno un estremista anche se la storia della sinistra amiatina una vena estremista l’ha sempre avuta…

E’ un 40enne, nativo Pd probabilmente… Un giovane che ha scelto di stare e di restare nel Pd forse per cercare di cambiarlo. Auspica un partito unito Andrea Valenti, ma anche un partito diverso: “Noi non siamo solo la componete senese dell’ala orlandiana  nazionale, siamo molto di più, noi siamo un’altra cosa. Con il nostro progetto abbiamo amalgamato storie e culture diverse, abbiamo rotto schemi precostituiti, abbiamo ottenuto un consenso trasversale agli schieramenti, siamo primi in termini di consenso in più della metà dei comuni della nostra provincia, in decine di circoli. Mentre esponenti del gruppo dirigente erano impegnati in una guerra senza esclusione di colpi, noi abbiamo presentato un progetto incentrato sulla costruzione di un centrosinistra aperto e plurale, sulla necessità di una piattaforma programmatica, sull’apertura dei circoli in comitati aperti, sul ritorno ad interessarsi dei problemi delle persone e non delle nostre beghe interne”. 

Si dice anche pronto a dialogare su questo con Bernazzi e con Raffaella Senesi. Ma guarda oltre gli schieramenti, le correnti… Forse sogna Valenti, perché il Pd, anche a livello nazionale, ha imboccato una strada diversa. Le dimissioni dal gruppo parlamentare del presidente del Senato Grasso ne sono la conferma. Il treno di Renzi sta andando in direzione opposta a quella indicata nel biglietto… A Siena si è consumata e si sta consumando una faida sanguinosa, senza esclusione di colpi, ma la base elettorale del Pd, anche dopo la mutazione genetica di questi anni, non è tutta favorevole agli accordi più o meno sottobanco con Verdini, Alfano e Berlusconi per stoppare i 5 Stelle e neutralizzare ogni velleità di un eventuale schieramento di sinistra.

Il giovane Andrea Valenti, con quel look ottocentesco alla Luciano Manara, sta provando a fare argine, a tenere il Pd senese nell’alveo della sinistra. Il problema è che l’alveo è secco. Non piove da mesi e l’acqua non c”è più. Difficile navigare in queste condizioni. Più facile incagliarsi nelle secche. Lui che è nato e vive a monte dell’Orcia, di secche dovrebbe intendersi. Dovrà stare attento alle buche, alle frane e anche ai passaggi scivolosi. Ma una sua vittoria, per la segreteria del Pd senese, sarebbe certo un segnale in controtendenza.  Senza caricare la cosa di troppe aspettative, sarebbe pure un telegramma a Renzi che, dicono le voci di corridoio, il 4 novembre si fermerà con il suo treno alla stazione di Chiusi. L’appuntamento non è certo perché il segretario del Pd ha deciso di secretarne la tappe per evitare fischi, insulti e accoglienze poco urbane…

Il Pd senese è in mezzo al guado. Da una parte Renzi con il suo treno che corre ad abbracciare Verdini e Alfano, dall’altra, un quarantenne amiatino di sinistra che potrebbe diventare segretario a dispetto dei renziani che erano maggioranza assoluta e ora sono lì a leccarsi le ferite che si sono procurati da soli nelle infinite notti dei lunghi coltelli. Coltelli lunghi davvero…

m.l.

 

 

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