MPS E CASO DAVID ROSSI: AMATO SBEFFEGGIA IL CRONISTA DE LE IENE, MA NON RISPONDE ALLE DOMANDE

martedì 03rd, ottobre 2017 / 17:30
MPS E CASO DAVID ROSSI: AMATO SBEFFEGGIA IL CRONISTA DE LE IENE, MA NON RISPONDE ALLE DOMANDE
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SIENA – Le figuracce, come gli esami, non finiscono mai. Siena negli ultimi anni ne ha collezionate a decine. E’ una città bellissima, che qualche decennio fa era anche la più rossa d’Italia, ma ha smarrito la bussola e chi aveva la bussola in mano ha anche ucciso la mucca da cui tutti mungevano latte.  Insomma una città che ha fatto harakiri. E la vicenda della faida interna al Pd per la scelta del segretario ne è l’ultima impietosa conferma. Ma torniamo alle figuracce che spesso arrivano se non proprio in mondovisione, comunque dagli schermi tv o dai social media. Ieri sera ne è andata in onda una piuttosto clamorosa.

La trasmissione Le Iene, che fa satira, ma anche informazione d’assalto, come poche testate fanno, ha mandato in onda un servizio sulla morte “sospetta” di David Rossi il giornalista, responsabile della comunicazione di Mps, che nel marzo 2013, volò da una finestra del suo ufficio in un vicolo sul retro di Piazza Salimbeni. I familiari, intervistati anche dalle Iene, non hanno mai creduto alla tesi del suicidio. E alcuni dettagli venuti alla luce via via in questi anni  fanno pensare davvero che il suicidio sia poco plausibile. Ultimo quell’oggetto che cade, ripreso da una telecamera, quando il corpo di Rossi era già lì, a terra. Era la cassa dell’orologio del giornalista, trovata poi nei pressi del cadavere? E se è l’orologio, chi lo ha gettato dalla finestra dopo che David Rossi era già caduto?

Ma al di là di questo e del fatto che a distanza di 4 anni e mezzo ancora non sia chiara la dinamica del fatto e come sia morto effettivamente David Rossi, la figuraccia cui facevamo riferimento l’ha fatta l’ex presidente del Consiglio ex giudice costituzionale Giuliano Amato, che è stato più volte eletto in parlamento proprio a Siena e con la città del palio ha avuto nel tempo un legame stretto. Con la città e con il Monte dei Paschi e i suoi dirigenti. Tanto stretto da chiedere e ottenere anche sponsorizzazioni e contributi per sodalizi amici, come un certo circolo di tennis…

Alle domande del cronista de Le Iene Antonino Monteleone, che tentava di fargli delle domande proprio sui suoi rapporti con Rossi e con Mussari, Amato si è rifiutato di rispondere sbeffeggiando l’intervistatore: “Mi domando perché un giovane giornalista per vivere debba fare la parte che sta facendo lei”. Lo ha ripetuto più volte. 

Insomma secondo Amato un cronista che per vivere tenta di fare domande serie (anche se con un pizzico di insistenza), fa una cosa esecrabile. Evidentemente preferisce, Amato, domande più… comode. Meno indiscrete. Magari col “paracadute” del controllo preventivo, secondo un costume piuttosto in voga (malcostume però) tra i politici attuali.

Nel servizio delle Iene, la figura dell’indisponente non l’ha fatta Antonino Monteleone, ma Giuliano Amato. E la sua reticenza, quella sua arroganza baronale, che nulla ha a che fare con la storia e la cultura della sinistra cui pure lo stesso Amato appartiene e che fa pensare più ad un atteggiamento di tipo massonico che ad un ‘custode della Costituzione’, la dice lunga su quale china abbia preso la politica in Italia. Non è obbligatorio rispondere alle domande di un giornalista, ci mancherebbe, ma c’è modo e modo. Ed è buona norma farlo. Soprattutto da parte di personaggi pubblici. Per di più influenti, rispettabili e importanti come Amato.

Giuliano Amato non è un giovane leone renziano, è una vecchia volpe socialista, di quelle rimaste sempre a galla dopo tutte le tempeste, anche le più rovinose. E siccome a Siena ha sempre trovato un porto sicuro e la trasmissione parlava di un fatto avvenuto a Siena, la figuraccia l’ha fatta fare anche a tutta la città. Che di fronte a quella fuga dalle domande, appare più oscura e omertosa di quanto già non abbia dimostrato di essere. Viene da pensare che se avesse fatto a meno di personaggi come Amato e come Mussari (ma non solo loro) forse oggi Siena non si troverebbe nelle peste in cui si trova. Ma questo è un altro discorso. Adesso non resta che sperare che il servizio de Le Iene porti a riaprire il Caso David Rossi. Sarebbe uno squarcio di verità in un cielo plumbeo.

m.l.

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