L’ITALIA CHE NON CI STA: LA PROTESTA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE E IL VOTO DI FIDUCIA

mercoledì 11th, ottobre 2017 / 17:50
L’ITALIA CHE NON CI STA: LA PROTESTA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE E IL VOTO DI FIDUCIA
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Sono in corso a Roma e in altre città d’Italia manifestazioni di protesta contro il cosiddetto Rosatellum bis. Ovvero la nuova legge elettorale che il governo ha deciso di far passare a colpi di fiducia. E proprio la decisione di porre la fiducia su una materia che dovrebbe essere invece discussa e approvata con il consenso più largo possibile, trattandosi delle regole del gioco, è il motivo scatenante principale delle proteste. In piazza davanti a Montecitorio, ma anche davanti a diversi Consigli regionali e prefetture ci sono i 5 Stelle, i movimenti a sinistra del Pd, da Rifondazione a Mdp-Art.1 a Sinistra Italiana…  I parlamentari inizieranno insomma le procedure per la fiducia in un Palazzo assediato…La fiducia è vista come un gesto di imperio, antidemocratico, autoritario. C’è anche chi evoca il fantasma del fascismo. Ovviamente anche  contenuti della legge sono oggetto di forte contestazione. Anche questa volta ci sono dubbi sulla costituzionalità delle legge elettorale e c’è la percezione che Pd, Forza Italia, Alfaniani, Lega abbiano voluto cucirsi addosso il vestito, per salvarsi il culo e evitare sorprese e ribaltoni… In effetti il Rosatellum bis (dal nome del deputato Rosati, del Pd) appare come una  legge fatta per favorire le coalizioni e, ancora una volta, che non rispetta gli standard democratici, assegnando due terzi dei seggi per via proporzionale ma con liste plurinominali (ovvero, i futuri deputati e senatori verranno poi scelti dai partiti).

Ma sembra soprattutto fatta apposta per mettere fuori gioco i 5 Stelle che potrebbero essere il primo partito (ma senza coalizione perché loro no si alleano con nessuno) e anche per bloccare sul nascere una eventuale lista unica di sinistra.  In sostanza, dice qualcuno è come se nel campionato di calcio, con il Napoli primo in classifica, Juve, Milan e Inter si mettessero d’accordo per cambiare le regole del gioco e favorendo alleanze tra loro o magari anche con Roma e Lazio o con altre squadre purché abbiamo la maglia a strisce… 

La questione della legge elettorale che appassiona  e divide il mondo politico, non è che appassioni più di tanto gli italiani, i quali hanno altri pensieri, come i licenziamenti annunciati all’Ilva di Taranto, alla Perugina e alla Colussi di Perugia per dire le situazioni che negli ultimi giorni sono balzate agli onori della cronaca… C’è il problema della ricostruzione post terremoto, quello delle strade malmesse, quello annoso e irrisolto delle liste di attesa infinite per una visita specialistica o una risonanza magnetica, c’è il problema non secondario, anche per questioni di integrazione e convivenza civile, dello ius soli, cioè di dare cittadinanza agli stranieri nati nel nostro paese, c’è il problema della sicurezza rispetto ai femminicidi (sempre più frequenti) e agli episodi di vandalismo e violenza gratuita. C’è il problema di fermare il decadimento del tessuto economico nelle città e nei territori, quello di valorizzare le risorse e i beni culturali, di far crescere la ricerca, di difendere e tutelare il paesaggio con azioni robuste di manutenzione e messa in sicurezza… insomma la legge elettorale sembra l’ultimo dei problemi. Ma si tratta, come dicevamo, delle regole del gioco. Delle istruzioni per l’uso del fondamentale esercizio democratico che è il voto.  Per questo ogni forzatura – come la fiducia – di fatto è una forzatura del sistema democratico. Da anni, ogni volta che si avvicina la scadenza elettorale si va avanti a forza di “porcate”: nel 2006, 208 e 2013 si votò con il “Porcellum” (dalla definizione di porcata data dallo stesso primo firmatario, il leghista Calderoli); nel 2015 è stata approvato l’Italicum dichiarato incostituzionale… ora spunta il Rosatellum…  Anche i soprannomi fanno piuttosto schifo, come le leggi stesse.

I partiti che sentono scricchiolare le loro poltrone si ingegnano e disegnano un quadro normativo a proprio vantaggio e anche quelli che si sono combattuti per decenni su questo si trovano sempre d’accordo, passando sopra a differenze e distinguo, in una grande mefitica marmellata. Ma un paese che non sa darsi regole condivise neanche su come giocare la partita e va avanti con questi stratagemmi può considerarsi un grande Paese? O è più semplicemente… un paese di merda, come dice quel personaggio del film “i Compagni” di Mario Monicelli?

Renzi, Berlusconi, Alfano, Salvini, tutti insieme, con la benedizione di Gentiloni e Mattarella. Secondo il sindacalista Giorgio Cremaschi “è la stessa operazione incostituzionale che abbiamo vissuto con l’Italicum e prima ancora col Porcellum, con la differenza che questa volta la porcata la fanno assieme gli autori delle due precedenti. Alla fine si sono trovati. Prima di loro leggi elettorali truffa erano passate con la prevaricazione della fiducia nel 1953, con Scelba, e nel 1923, con Mussolini. Giusto quindi chiamare la nuova legge elettorale “Fascistellum”. Ora, cambiano ancora le regole del gioco prima della partita, sperando di spartirsi il bottino. Sono nient’altro che dei bari e l’Italia potrà cominciare a riprendersi solo quando saranno spazzati via!”. Parole dure che oggi echeggiano, al di là delle differenze,  in tutte le manifestazioni a Roma, a Milano, a Firenze. Ovunque. Evidentemente la lezione del 4 dicembre 2106, con la vittoria del No al referendum a Renzi & c. non è bastata. E francamente rimane anche da capire cosa pensa di guadagnarci il Pd da un accordo di questo genere con Berlusconi, Salvini e Alfano.

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