ECCEZIONALE SCOPERTA A CITTA’ DELLA PIEVE: NELLA CRIPTA DEL DUOMO FRAMMENTI DI UN DIPINTO DI BENOZZO GOZZOLI DELLA META’ DEL ‘400

venerdì 01st, settembre 2017 / 18:18
ECCEZIONALE SCOPERTA A CITTA’ DELLA PIEVE: NELLA CRIPTA DEL DUOMO FRAMMENTI DI UN DIPINTO DI BENOZZO GOZZOLI DELLA META’ DEL ‘400
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CITTA’ DELLA PIEVE –  Eccezionale scoperta durante i lavori per il recupero dei resti dell’antica pieve romanica su cui nel XVII secolo è stato edificato l’attuale Duomo di Città della Pieve. Si tratta di frammenti pittorici che lo storico dell’arte Luca Castrichini seguendo alcune indicazioni dello storico locale Luca Marchegiani, attribusce a Benozzo Gozzoli, uno dei massimi esponenti del Rinascimento italiano, morto nel 1497. I lavori sono ancora in corso e l’attribuzione del ciclo pittorico in questione a Benozzo Gozzoli  è secondo i due studiosi inequivocabile perché  richiama un’opera precedente del pittore fiorentino realizzata ad Orvieto, come collaboratore del Beato Angelico. “Infatti la decorazione tripartita, con fasce verdi di alloro al centro, scure a sinistra e amaranto a destra, con fiori appena sbocciati, chiusi o completamente aperti, è opera di un medesimo cartone che Gozzoli ha proposto nei costoloni della cappella di San Brizio ad Orvieto e, successivamente anche nella cappella Nicolina a Roma, che farebbe datare gli affreschi di Città della Pieve al 1450 circa. Più precisamente al periodo successivo alla chiusura del cantiere di Orvieto. “Seppure ci troviamo di fronte a pochi frammenti – riferiscono gli studiosi – colpisce la qualità di alcuni dettagli che miracolosamente sono giunti fino a noi. Tra questi il brano con un prato che, malgrado, la perdita dell’intera declinazione dei colori verdi, sembra un tratto distintivo del Gozzoli”.

Di questo ciclo sopravvive anche un altro frammento, molto interessante. “In pochi centimetri di superficie si trovano due porzioni di tondi con all’interno due sante: S. Maria Maddalena e santa con velo e palma fiorita (forse Santa Filomena) uniti da una decorazione a girali con fiori e boccioli ed angeli monocromi, di grandissima qualità…”.

Quindi il restauro delle cripte del Duomo, di per sé fatto di grande interesse, ha riservato una ulteriore sorpresa. E l’affresco di Benozzo Gozzoli testimonierebbe la presenza di importanti artisti toscani a Castel della Pieve nel ‘400, quando cioè il suo figlio più illustre, Pietro Vannucci, detto il Perugino comiciava a muovere i primi passi come pittore. Molti dipinti del 300 e del ‘400 presenti in città sono andati perduti durante le numerose ristrutturazioni delle chiese cittadine susseguitesi nei secoli.

Tra l’altro Benozzo Gozzoli è famoso per alcuni dipinti  realizzati in Umbria: a Orvieto, ma anche a Montefalco, a Narni, a Perugia… Ora la certezza che egli lavorò anche a Città della Pieve, che evidentemente era già un centro importante.  Le cripte del duomo appena recuperate sono la testimonianza meglio conservata dell’archiettetura gotica in loco e dell’antica pieve demolita per ampliare il Duomo dedicato ai santi Gervasio e Protasio.

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