CITTA’ DELLA PIEVE, LE POLEMICHE SUL PRONTO SOCCORSO CHE NON C’E’. IL PD A META’ STRADA TRA SINDACO E REGIONE

mercoledì 27th, settembre 2017 / 16:28
CITTA’ DELLA PIEVE, LE POLEMICHE SUL PRONTO SOCCORSO CHE NON C’E’. IL PD A META’ STRADA TRA SINDACO E REGIONE
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CITTA’ DELLA PIEVE – Dopo il tragico incidente sulla Sr 71, la presa di posizione del sindaco Scricciolo con la minaccia delle dimissioni sue e della giunta e la risposta, per nulla rassicurante dell’assessore regionale Barberini, anche il Pd pievese dice la sua.  Affermando di condividere pienamente la posizione dell’Amministrazione comunale, il Partito Democratico chiede agli organi regionali di tenere fede agli impegni a più riprese assunti con la comunità pievese

La riorganizzazione sanitaria, che non supplisce alla mancata realizzazione del monoblocco ospedaliero di cui questo territorio lamenterà sempre l’assenza – scrive il Pd – prevedeva il mantenimento di un efficiente servizio di emergenza urgenza a Città della Pieve che il primo atto deliberativo aziendale del 2104 definiva ‘Primo Soccorso’. Il surrogato nel frattempo realizzato (Punto di Prima Assistenza), pur rispondendo in modo efficiente alle richieste dell’utenza risulta ancora incompleto nelle risposte e carente della indispensabile integrazione con la struttura del 118. Senza entrare in sterili quanto inutili polemiche con gli interventi ed i richiami inappropriati comparsi sulla stampa in risposta alla legittima richiesta della nostra Amministrazione Comunale, si ribadisce con energia la necessità che l’intero personale attualmente presente in due strutture distinte (PPA e Unità di 118) possa integrarsi, come logica vuole, in un’unica unità, consentendo così di rispondere in modo efficace alle molteplici necessità. Tale organizzazione risulterebbe peraltro capace di garantire una adeguata funzionalità ed operatività anche nel soccorso mobile potendo ricorrere, in casi di estrema urgenza, a due equipaggi anziché uno“.

Il Pd pievese non cita neanche di striscio la minaccia di dimissioni del sindaco e della giunta se non dovessero arrivare risposte concrete e accettabili da parte dei vertici della sanità e della Regione. E non fa riferimento neanche alla risposta tutt’altro che interlocutoria e praticamente definitiva dell’assessore regionale Barberini. Anzi, “esprime piena convinzione che gli organi preposti non tarderanno ad adottare i giusti ed attesi provvedimenti per garantire risposte certe e risolutive alle problematiche dell’emergenza sanitaria non più procrastinabili“.

Insomma il Pd sembra avere ancora fiducia nei vertici della Asl e della Regione, più di quanta ne abbia Fausto Scricciolo, che invece non ha esitato a mettere sul piatto le proprie dimissioni,  come atto estremo di protesta e di indignazione per il mancato rispetto delle promesse fatte al momento della chiusura dell’ospedale. La nota del Pd non è una smentita o una presa di distanze del partito di maggioranza dalle dichiarazioni del sindaco, ma poco ci manca. Il Pd dice di condividere la posizione dell’Amministrazione, ma di fatto dice cose diverse.

Così come l’ex consigliere del centro destra Lorenzo Berna che accusa il Pd di scelte scellerate, anche il Pd torna a piangere sul latte versato e cioè sulla mancata realizzazione dell’Ospedale unico, che sembrava ad un passo  (furono messi i picchetti all’area interessata, nei pressi di Villastrada) e che poi è “saltato” per ragioni di forza maggiore e per scelte diverse della Regione.  Sempre però avallate dal Pd locale.

Il sindaco Scricciolo si trova adesso tra l’incudine e il martello: sotto accusa per aver accettato e sostenuto la riconversione dell’ospedale (magari per salvare il salvabile) e ora in rotta di collisione pure con la Regione che non ha rispettato gli impegni assunti.

Secondo Berna e alcuni esponenti di opposizione (i 5 Stelle), dopo la risposta di Barberini, dovrebbe dimettersi senza se e senza ma, anche per recuperare una sorta di credibilità e dignità cittadina, mettendosi di fatto a capo della protesta.

Ma il Comitato che si è costituito per chiedere il Pronto Soccorso non ritiene l’Amministrazione un soggetto credibile come alleato nella lotta. Il quadro politico è piuttosto “scomposto”.

Ma ci sono stati 3 morti in pochi mesi: una donna in piazza Plebiscito e i due coniugi in moto sulla 71, per i quali i soccorsi hanno funzionato in modo discutibile. E probabilmente, almeno nel caso dei motociclisti, non nei tempi dichiarati con troppa sicumera dall’assessore regionale Barberini. Questo è il problema. Il Pd sembra proporre una toppa che potrebbe anche consentire un funzionamento migliore. Ma non è ciò che aveva chiesto il sindaco: ovvero un Pronto Soccorso vero e non una struttura che in qualche modo ne possa fare le veci.

 

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