CHIUSI: IL COMICO CONTESTATO AI ‘RUZZI’ E LA VERSIONE DI ALFIO ROSSI (IL CONTESTATORE)

mercoledì 06th, settembre 2017 / 12:03
CHIUSI: IL COMICO CONTESTATO AI ‘RUZZI’ E LA VERSIONE DI ALFIO ROSSI (IL CONTESTATORE)
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CHIUSI – Nell’articolo di domenica 3 settembre sulla vittoria delle Biffe ai Ruzzi della Conca di Chiusi Scalo, si fa riferimento anche ad un episodio accaduto la sera prima, sul finire dello spettacolo del cabarettista Mirco Darar. E cioè al fatto che uno spettatore disgustato dal linguaggio dell’artista lo ha interrotto e apostrofato piuttosto duramente.

Episodio che ha indotto lo stesso comico a postare un video su facebook, altrettanto duro con quello spettatore, accusato se non di omofobia e razzismo, quantomeno di bullismo e d violebnza nei suoi confronti. Sui social si è scatenata una ridda di commenti. Per lo più di “vergogna”, disappunto e riprovazione per quanto successo,  soprattutto verso lo spettatore.  Che si chiama Alfio Rossi ed è uno dei membri del Comitato delle Contrade di Chiusi Scalo, storico dirigente del Mar Nero…

Come abbiamo scritto nell’articolo citato, è probabile che Alfio Rossi abbia equivocato o abbia considerato sconvenienti certe battute del comico Darar nei confronti di gay e lesbiche, quando egli voleva forse solo ironizzare su una condizione che è anche la sua. Dichiarata e manifesta. Ed è quello il cavallo di battaglia della sua comincità. E ci pare anche che Mirco Darar abbia un tantino esagerato con quel video, cercando di farsi un po’ di pubblicità gratuita e a buon mercato.  A chi lavora su un palcoscenico può capitare di essere contestato. Succede. Fa parte del mestiere. Naturalmente come lo spettatore ha diritto di fischiare e contestare (nell’800 molte opere liriche finivano tra fischi e urla e con lancio di verdura sul palco, qualche tenore veniva cacciato prima che finisse la romanza), l’attore ha diritto di impostare lo spettacolo come meglio crede. E di portarlo a termine.

La versione di Mirco Darar la conosciamo. E’ nel suo video. Vista la polemica montante, Alfio Rossi ha deciso di fornire la sua versione. Per chiarire e spiegare il motivo della “piazzata”. Eccola:

Caro direttore,

visto quanto pubblicato su FB e i relativi commenti (naturalmente tutti a me contrari dal “mi vergogno del mio concittadino” al “se c’ero sai che succedeva”…) mi vedo costretto, per l’unica e ultima volta, ad intervenire perché reputo che vada sentita anche l’altra campana. Cioè la mia.

Quel signore che mi ha definito un violento, perché gli ho contestato il linguaggio vergognoso adoperato per tutto il suo misero intervento di fronte ad un bel numero di bambini, secondo me, fa della sua diversità una bella fonte di reddito a discapito di chi è “diverso” , ma invece che per il  reddito tutti i giorni deve combattere contro un mondo che per la grande maggioranza non lo vuole.

Non si può assistere (sabato sera in religioso silenzio perché non faceva proprio ridere) ad una serie di sproloqui ripetuti decine di volte del tipo “vuoi sapere come scopa una lesbica con un gay??” “sai cosa si dicono una lesbica e un gay dopo aver scopato?? E via dicendo.

Non si può assistere e se non ti va andarsene,  ma credo che si possa anche intervenire quando la goccia ha fatto traboccare il vaso.

Voglio fare una domanda a chi mi ha tanto contestato: quanto sarebbe stato felice e contento (se vi fosse stato) un gay nel sentire tutto ciò?

Sono stato tacciato di bigottismo perché ho cercato (e forse non ci sono riuscito) di difendere i diritti di chi è diverso. Molti di quelli che mi hanno contestato hanno dichiarato di non essere stati presenti e per questo ho deciso di scrivere la mia verità. Contestatemi pure. Offendetemi, non mi interessa sono pronto a rifarlo una, cento, mille volte per i motivi che ho cercato di spiegare.

Grazie per l’ospitalità concessami.

Alfio Rossi

Al di là di possibili equivoci e incomprensioni (Mirco Darar non offende i gay e le lesbiche, non ne fa delle macchiette, se mai ci ironizza, per rendere quella condizione sempre più “normale” nella percezione della gente, tant’è che si presenta con i tacchi a spillo, ma allo stesso tempo Alfio Rossi non voleva fare e non ha fatto un intervento omofobo o razzista, se mai sopra le righe, per risposta ad un linguaggio ritenuto scurrile e inadatto al contesto e alla platea…) la questione somiglia molto alla classica tempesta in un bicchiere d’acqua. Con i commenti che inseguono i commenti indipendenteente dal fatto che li ha generati. E la palla di neve diventa una valanga inarrestabile…

L’episodio può essere stato ed è stato spiacevole, ma nessuno deve vergognarsi di essere cittadino di Chiusi, che non è una città omofoba e razzista (anche se qualche omofobo e razzista c’è, come dappertutto), anzi ha dimostrato di essere una città gay friendly. Più aperta di altre, almeno su questo aspetto. Peggio, molto peggio dell’intervento di Alfio Rossi le pressioni sotterranee per far chiudere il festival Orizzonti versione Cigni o comunque per allontanare “quella carovana di… “.  O la processione dal sidaco per protestare contro spettacoli sconvenienti e troppo osé… Quello sì che è oscurantismo!

Quindi per noi la cosa finisce qui. E qui secondo noi deve finire.

m.l.

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