CITTA’ DELLA PIEVE: IL PALIO 2017 AL CASALINO! FOLLA DA GRANDI OCCASIONI, CORTEO STORICO MAESTOSO

lunedì 21st, agosto 2017 / 11:46
CITTA’ DELLA PIEVE: IL PALIO 2017 AL CASALINO! FOLLA DA GRANDI OCCASIONI, CORTEO STORICO MAESTOSO
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CITTA’ DELLA PIEVE – Il Palio dei Terzieri 2107 va al terziere Casalino. I ‘robinhood’ del Castello, detentori del panno, non sono mai entrati in partita. Quelli del Borgo Dentro hanno provato a rimanere attaccati alle costole dei rossoblu e solo nella manche finale hanno dovuto inchinarsi. Il terzetto della “Maremma” (così i pievesi chiamano il rione Casalino, quello di Corso Vannucci) costituito dagli arcieri Castellani, Chionne e Casucci ha totalizzato rispettivamente 30, 39 e 45 punti per un totale di 114. Ed è stato proprio l’esperto Casucci l’eroe della giornata. Perché i primi due erano stati “eguagliati” dagli arcieri del Borgo Mezzetti e Rampi. Il terzo, Massarelli, si è fermato a 39. Totale 108. E tra i contradioli c’è chi recrimina sulla condotta “poco tattica” degli arcieri giallo-neri. I tre tiratori del Castello, Tittocchia, Cesaretti e Lepri, non sono andati oltre gli 81 punti. Una disfatta vera e propria per i campioni in carica.

Tripudio e gioia nel quartier generale del Barbacane, al canto della “verbena” senese  e l’arciere Casucci, a buon diritto, nella storia.

Ma ancora una volta non ha vinto solo il terziere che ha fatto meglio nella “caccia del toro“, ha vinto tutta Città della Pieve. Ha vinto il “popolo del Palio”: un corteo storico suggestivo e curatissimo anche nei minimi particolari fatto di 1.000 figuranti è un evento nell’evento ed è tale da far invidia al Palio di Siena e ad altre manifestazioni umbre come la corsa dei Ceri a Gubbio o la Quintana di Foligno. Tant’è che il Palio pievese richiama nella città del Perugino migliaia e migliaia di spettatori. Come succede solo per grandi e grandissimi eventi.

Se in generale il turismo ha registrato un calo sensibile anche a Città della Pieve (qualcuno dice a causa del terremoto dello scorso anno che ha penalizzato tutta l’Umbria, qualcun altro dà la colpa ad un certo immobilismo e alla “frenata” da parte dell’amministrazione comunale, altri ancora addebitano la flessione alla crisi economica complessiva…), il Palio non ha subito contraccolpi e flessioni. Il Palio è il Palio. Ed evidentemente funziona. La stessa sfida tra gli arcieri è avvincente e piuttostro rapida, cosa che non guasta.

Un nostro sondaggio su quale sia la manifestazione storica più riuscita e ben fatta (la classifica, ancora aperta, figura in alto a sinistra sulla home page del sito www.primapaginachusi.it e si può ancora votare) vede il Palio dei Terzieri di Città della Pieve al secondo posto, dietro al Tria Turris di Chiusi Città e davanti al Bravìo delle Botti di Montepulciano, Corsa delle Brocche di Cetona, Ruzzi della Conca di Chiusi Scalo, Giostra del Saracino di Sarteano e Palio di Piancastagnaio.

Naturalmente l’opinione dei lettori è insindacabile e sempre e comunque legittima. Ma il primato del Tria Turris è probabilmente frutto di una maggiore attenzione al sondaggio da parte dei lettori chiusini. E la cosa ci fa piacere. La manifestazione medievale che si svolge a fine giugno nel centro storico di Chiusi è sicuramente suggestiva e in crescita rispetto alle prime edizioni, ma per coinvolgimento e pathos, per numero di figuranti, per la qualità e la cura dei costumi, delle armi e degli allestimenti, per budget economico messo in moto, per presenza di pubblico, non è oggettivamente paragonabile, neanche lontanamente, al Palio dei Terzieri o al Bravìo di Montepulciano. Nemmeno alla Giostra del Saracino di Sarteano. Tutte manifestazioni che hanno storie più lunghe e passioni più radicate alle spalle.

La lotta come migliore rievocazione storica è a nostro avviso ristretta al binomio Palio dei Terzieri di Città della Pieve – Bravìo delle Botti di Montepuciano. Con la Giostra del Saracino, prima per rivalità contradiola, come terzo incomodo. Il Palio che si è tenuto ieri nella città del Perugino ha toccato vette piuttosto alte. Vediamo come risponderà domenica prossima il Bravìo nella “perla del ‘500”. E già la location è un valore aggiunto non da poco.

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