MONTEPULCIANO, “VOCI DALLA MATERIA”: GIORGIO BRONCO E GUIDO FEI, DIALOGHI TRA SCULTORI

lunedì 28th, agosto 2017 / 10:50
MONTEPULCIANO, “VOCI DALLA MATERIA”: GIORGIO BRONCO E GUIDO FEI, DIALOGHI TRA SCULTORI
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MONTEPULCIANO – Dal 1 al 24 settembre 2017, nello spazio espositivo Sala “San Roberto Bellarmino”, sarà visitabile la mostra Voci dalla Materia, degli artisti Giorgio Bronco e Guido Fei.

La mostra, curata dal critico d’arte Andrea Baffoni, propone un dialogo fra due scultori il cui lavoro viene messo in relazione come espressione di un contenuto artistico e sociale. L’utilizzo della materia, nell’uno e nell’atro caso, allude a un puntuale messaggio di dialogo: il legno quale paradigma di elemento naturale e il ferro come richiamo alla pregnanza dell’uomo.
La mostra si sviluppa alternando le opere in legno di Fei a quelle in ferro di Bronco. Un interessante connubio che sottolinea due diverse metodologie operative: da un lato l’estrazione della forma da un elemento precostituito come il legno, come rispetto verso ciò che un tempo era vivente, dall’altro la riflessione sul dato umano attraverso l’utilizzo del ferro, materiale plasmato dal nulla e allusivo alle civiltà arcaiche.
Giorgio Bronco è di Città della Pieve, Guido Fei di Chiusi. Non è la prima volta che espongono insieme. Lo hanno già fatto anche a Montepulciano, presso la Fortezza nel 2016 con la iostra “Alterità condivise” (c’era anche il pittore Gianfranco Gobbini). Ma stavolta, come detto in precedenza, non si tratta di una semplice esposizione, quanto di un “dialogo”, come un lavoro o una “sonata” a quattro mani. Dove la materia è il pianoforte da cui esce la musica. Giorgio Bronco e Guido Fei parlano, raccontano, esprimono pensieri attraverso le forme (talvolta composizioni di più elementi) che ricavano dal ferro forgiato e plasmato e dal legno, per lo più di ulivo, che assume spesso sembianze umane. O comunque legate all’esperienza umana.

In entrambi gli artisti (54 anni l’uno, 69 l’altro) l’arte e le figure che realizzano sono spesso richiamo alla quotidianità, alla vita, al lavoro, all’esperienza, alle “catene” e ai sogni e alle speranze dell’uomo.  C’è nelle loro opere un substrato di coscienza civile che va al di là della pura espressione figurativa. Dell’esigenza di esprimere e realizzare qualcosa di bello a vedersi.

La mostrasi ianugura il 1 settembre alle ore 18,00. Sarà visitabile a ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 19,00. Tranne il lunedì che resterà chiusa.

 

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