Lettera aperta a Roberto Saviano

martedì 11th, luglio 2017 / 12:56
Lettera aperta a Roberto Saviano
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Caro Saviano il tuo ragionamento è ideologia pura. Questo il tuo argomentare. “Mi permetto di parafrasare così le parole del segretario del partito di centrosinistra, ossatura della maggioranza di governo – continua- se vi considerate di sinistra non dovete sentirvi moralmente in colpa se iniziate ad avvertire impulsi razzisti. Non siete voi a essere razzisti, sono i negri a essere troppi. Ma vi assicuro che continuerò ad avere moralmente a cuore gli affari di chi tra voi produce armi da vendere ai paesi in guerra, impedendo che si creino condizioni di vita accettabili per i negri ‘a casa loro’. Per Renzi dunque l’Italia non ha il ‘dovere morale di accogliere’ ma di ‘aiutare a casa loro'”. In pratica tu proponi che solo portando le popolazioni dell’ Asia e di tutta l’Africa in Europa, si risolverebbe il problema. Anche il ministro Orlando, nel criticare Renzi, “Non sono parole di sinistra le sue”, evidentemente pensa che la strada della carità e non quella del Diritto, sia la migliore da seguire. Soprattutto tramite questa pratica, questo mi pare di intuire, l’Occidente, l’Europa in particolare, si riscatterebbero dagli orrori del colonialismo, dello sfruttamento, della rapina delle materie prime che è stato perpetrato per secoli nei confronti del sud del mondo. Quindi pietismo, carità, è la tua ricetta per risolvere gli immani problemi di quelle vaste aree geografiche e di quelle popolazioni. A fare cosa in Europa, non ti balena minimamente per la testa. Bene. Io ti propongo una strategia molto più radicale, impegnativa, attraverso la quale l’Occidente potrebbe davvero mostrare un nuovo volto a quella parte sofferente del pianeta e magari, anche riscattarsi da un passato non certo brillante in questo senso. Un disegno politico basato sulla cooperazione tra nord e sud del mondo. Una cooperazione che veda impegnati i Paesi avanzati in un’opera di aiuto non caritatevole, ma che puntando ad un nuovo modello di sviluppo, provi a rimettere in discussione le logiche economiche che hanno fin qui governato l’economia, partendo da una revisione radicale dei nostri stili di vita improntati certamente anche ad un certo spreco. Quindi tecnologia, quindi sviluppo, quindi aiutare processi di democratizzazione di quelle popolazioni attraverso l’affermazione dei Diritti, così come previsto dalla carta dell’ONU. In questa ottica le parole di Renzi, a me risultano assai condivisibili, perché foriere di ragionamenti, riflessioni, di un modo di intendere i rapporti tra i continenti. Parole che se messe in pratica, certamente vedrebbero l’Occidente costretto a impegnarsi su un piano di lungo periodo, il solo a mio avviso, che possa far intravvedere una via d’uscita da questa situazione disperata. Ovviamente niente denari a pioggia, finirebbero per alimentare ancora una volta quelle cricche criminali che si trovano al potere anche con il bene placito dell’Occidente. L’unico percorso peraltro possibile, per stroncare l’estremismo religioso, che si alimenta dell’angoscia in cui milioni di persone sono state relegate a vivere e che non a caso, non vuole vedere processi di sviluppo in quell’aree. Sarebbe anche la sola tattica in grado di battere la logica che anche in questi giorni si è riaffacciata da parte di alcuni governi europei: mandare un po’ di soldi da quelle parti affinché si fermino i gommoni dei disperati. Quindi un’elemosina che non aggredisce alla radice le ragioni di tanto disastro sociale, solo una logica misericordiosa. La stessa che piace tanto alla chiesa di Bergoglio. Ma soprattutto non impegnerebbe i governi, la politica, a ripensare un metodo. Una nuova Europa, protagonista nel mondo.
Come vedi caro Saviano, le parole di Renzi, aprirebbero uno scenario dentro al quale tutto l’Occidente dovrebbe vedersi costretto ad avviare un percorso nuovo che metta al centro l’uomo. Certo fino ad ora abbiamo visto il protagonismo delle multinazionali, lo scintillare dei poteri finanziari, che hanno e ancora oggi esercitano un condizionamento, dettano regole, alle quali la politica, i governi si sono piegati. Oggi si tratta di ribaltare quello scenario, con il ritorno sulla scena della politica, quella con la P maiuscola. Una politica espressione di una volontà popolare adeguatamente informata, che faccia ricomparire quella capacità di elaborare e decidere, a cui tutto il resto si dovrà adeguare. Io non dispero di poter vedere un giorno l’Africa, trasformarsi in un continente simile ai Paesi scandinavi. Non è un sogno astratto, piuttosto è la consapevolezza che quella immensa terra, ha tutto ciò per di venirlo. Fino ad oggi a causa dei mille interessi inconfessabili, è mancata la volontà. Certo, ci sarebbe bisogno di una sinistra che sia in grado di elaborare, di proporre percorsi per raggiungere obbiettivi e costruire intorno a tutto ciò, una partecipazione di popolo. Una sinistra che torni a battersi per i suoi valori che non sono affatto superati.
Renato Casaioli
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