IL LARS ROCK FEST PARTE COL BOTTO: GRANDE CONCERTO DELLA “GANG OF FOUR”. E STASERA ARRIVANO I PUBLIC SERVICE BROADCASTING

sabato 08th, luglio 2017 / 12:11
IL LARS ROCK FEST PARTE COL BOTTO: GRANDE CONCERTO DELLA “GANG OF FOUR”. E STASERA ARRIVANO I PUBLIC SERVICE BROADCASTING
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CHIUSI –  Quella strana e irriverente divinità etrusca che fa la linguaccia come Mik Jagger, che il disegnatore Daniele Pampanelli ha fatto diventare il logo del Lars Rock Fest, può giustamente e a buon diritto sorridere. Perché il festival chiusino è cominciato bene. Diciamo pure con il botto, ieri sera.

Tanta gente ai giardini dello Scalo. Ristorante gremito, fila alla birreria e al bar e anche alla bancarelle del mercatino, dove i vecchi vinili la fanno da padrone. Ottimo anche il concerto. Dopo le due band di apertura Hawah e MRM, piuttosto cupa la prima e molto elettronica la seconda (solo basso e sinth), è salita sul palco The Gang of Four, la Banda dei Quattro, che non si è risparmiata. E si è capito perché alcune riviste cult abbiano più volte scritto che che la band inglese è tra quelle che hanno cambiato il mondo e la musica, influenzando altre formazioni e altri artisti come i R.E.M. o Kurt Kobain…

Chitarra tagliente, basso pulsante, batteria robusta, più la voce intrigante di John “Gaoler” Sterry a tenere insieme il tutto. Gran movimento sulla scena e grande ritmo. Volume alto. Ma tutt’altro che rumore molesto.

Andy Gill, unico “socio fondatore” della band è ancora lui, come alla fine degli anni ’70. E gli altri (Thomas Mc Niece al basso e Johnny Finnigan alla batteria) non sono da meno.

Chiusi si ricorderà a lungo della loro performance al lars, come di quella dei Wire un anno fa e prima ancora della Pfm, di Tony Esposito e degli Stormy Six invece “infiammarono” vechie feste de l’Unità o dei giovani comunisti, sempre lì, in quello stesso spazio dei giardini di Chiusi Scalo. Ha suonato per più di un’ora e mezza, fin quasi all’una di notte The Gang of Four e il pubblico ha apprezzato. E se al ristorante, al mercatino e in giro per il festival molti erano chiusini, sotto al palco c’era un pubblico non solo autoctono. E non solo dei dintorni, anche se da Città della Pieve, Castiglione del Lago, Cetona, Montepulciano di gente ne è venuta parecchia. Si sentiva parlare romano, aretino, fiorentino, perugino e ternano…  Avvistati anche giornalisti di Blow Up, Mucchio Selvaggio e altre testate nazionali… Non male insomma per la prima serata.

Per gli oltre 100 volontari impegnati nella manifestazione una faticaccia, ma anche una bella soddisfazione.

Questa sera, seconda puntata con In Zaire, Warias e gli attesissimi Public Service Broadcasting. Il disco appena uscito Evrey Valley, con le voci originali dei minatori del Galles, registrate alla radio 30 anni fa, inserite nella “partitura” e unite a a chitarra, percussioni e sintetizzatori è una “lezione di storia, di economia e di politica” spiegata attraverso la musica del futuro…

Raccontano l’ascesa e la caduta del settore minerario e quindi i cambiamenti sociali avvenuti in Inghilterra dalla Tatcher in poi…

Da non perdere. Tra l’altro, al Lars Rock Fest si mangia pure bene. E quell’etrusco che fa la linguaccia ha la faccia simpatica.

M.L.

 

 

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