‘ARANCIA MECCANICA’ A CHIUSI: DEVASTATA CASA DI CAMPAGNA DI NOTO IMPRENDITORE. C’E’ UNA GANG DEDITA AD ATTI VANDALICI SERIALI?

sabato 22nd, luglio 2017 / 16:02
‘ARANCIA MECCANICA’ A CHIUSI: DEVASTATA CASA DI CAMPAGNA DI NOTO IMPRENDITORE. C’E’ UNA GANG DEDITA AD ATTI VANDALICI SERIALI?
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CHIUSI – Un mese fa, esattamente il 19 giugno, riferivamo, su queste colonne, di una serie di atti vandalici, piuttosto pesanti, ai danni del parco dei Forti e dei giardini pubblici di Chiusi Scalo. Ci domandavamo chi fossero i vandali e come mai se la prendessero con il patrimonio pubblico. In un caso (il parco dei Forti) anche in modo reiterato, sfasciando di nuovo lampioni, fioriere e altri oggetti appena ripristinati dal Comune in vista della festa del Tria Turris.

In questi giorni si è verificato un altro atto vandalico. Se di atto vandalico si tratta. E se i danneggiammenti ai giardini sono stati pesanti, in questo caso i “vandali” ci sono andati pesantissimi. Una vera e propria azione da genio guastatori. La differenza però, rispetto agli episodi precedenti è che  stavolta è avvenuto ai danni di una proprietà privata: il podere, usato anche come rimessa e “tavernetta” per qualche cena, dalla famiglia Brignoli, titolare di una nota azienda commerciale a Chiusi Scalo.

Il podere, che si trova in località il Colle, non lontano dalla onomima Tomba etrusca, è stato praticamente devastato. I vandali (ammesso che siano solo vandali) dopo aver fracassato il citofono sono entrati nella proprietà scavalcando la recinzione e poi con una mazza trovata sul posto e con altri attrezzi, sassi e bottiglie, hanno sfasciato tutto qello che hanno trovato: lampioni del viale di accesso e del giardino, fioriere e vasi, finestre, porte, perfino il muro a mattoncini della loggia che porta al primo piano. All’interno hanno preso a mazzate lavandini, stufa, frigoriferi e ogni altro oggetto, compresi dei vecchi giocattoli, il trattorino tagliaerba e molte bottiglie vuote pronte per la prossima produzione di olio, alcuni vecchi ziri di terracotta. Tentato anche lo sbullonamento e quindi lo smantelamento di un piccolo cancello, da cui si può entrare solo a piedi e uno per volta…

Un’azione di distruzione completa, tale da far pensare ad una vera e propria spedizione punitiva. O a qualcosa tipo Arancia Meccanica, il famoso film di Kubrik anni ’70… Devastazione per il gusto di devastare. A quanto pare infatti non c’è stato alcun furto. Niente è stato portato via. In compenso i “vandali” hanno lasciato invece qualcosa: delle scritte sui muri, fatte con bomboletta spray a vernice rossa. Scritte però prive di senso compiuto. C’è anche un “Juve merda” che non manca mai, un riferimento ad una persona gay, una frase con la parola “cazzo” scritta con pudore “c…o”, come se chi ha ha deciso di fare quel macello avesse poi remore a scrivere per intero una ‘parolaccia’ che usano anche i bambini…   Tra i “graffiti” c’è anche un “I love Chiusi” con il cuoricino rosso (al posto della parola love). E questo è lo slogan che usa sempre il sindaco Bettollini in tutti i suoi post su facebook. Che sia un riferimento a lui, o al “potere costituito”? E’ solo una supposizione. Un indizio, peraltro molto labile. Ciò però potrebbe segnalare una qualche “continuità” con gli episodi di devastazione dei parchi pubblici… Le scritte  sembrano piuttosto simili, anche come grafia, ad altre che sono state lasciate sul muro dei bagni ai giardini dello Scalo e in altri luoghi, come la cabina nei pressi dell’ex passaggio a livello all’inizio di via Manzoni. Non c’è alcuna “A cerchiata”, simbolo degli anarchici comparso da qualche giorno in vari muri della città (dall’ex ospedale, a via Maroncelli a Chiusi Scalo). E la concomitanza temporale fa pensare che quelle A siano più che altro un depistaggio. Gli anarchici sono sempre stati incolpati, storicamente, per cose che non hanno commesso. Da Sacco e Vanzetti a Pinelli e Valpreda…

Allora, chi può aver compiuto la devastazione al podere Brignoli? E a quale scopo è stata perpetrata? Non si sa. Le ipotesi sono più di una: la prima è quella di un’azione mirata a colpire specificamente quella proprietà, una sorta di “vendetta” o avvertimento ad personam. Anche perché nei dintorni nulla è successo: né alla tomba del Colle, né ad altri poderi e ville. Ma per avvalorare una ipotesi del genere ci vorrebbe un movente. Che al momento non c’è. O non si conosce.

La seconda è quella della “gang” che dopo aver devastato i parchi pubblici (di più facile accesso) alza il tiro e la posta entrando in una proprietà privata chiusa, sfasciando non solo oggetti esterni, ma anche l’interno. Il che presuppone, appunto, un salto di qualità nel gesto. Il gioco per rompere la monotonia, per scatenare l’adrenalina e dimostrare qualcosa a se stessi o ad altri. Chiaro che quello che è successo al podere Brignoli (come nei giardini) non è opera di un lupo solitario, ma di un “branco”.

C’è chi pensa addirittura ad un gioco di quelli che circolano su internet e che incitano alla violenza in qualche caso anche contro se stessi.  Ma anche questa è solo ua supposizione. Magari la scelta di quel podere è stata causale, dettata solo dalla posizione abbastanza isolata e decentrata e dal fatto che di solito non c’è nessuno dentro e quindi  potrebbero non entrarci nulla né il nome del proprietario, né i riferimenti al sindaco e al potere…

Ma, al dilà del fatto, comunque grave anche per l’entità dei danni (non trascurabile), la cosa che più preoccupa è la “serialità” di certi fatti. Ieri sera, alla festa del Pd, di fronte a 200 persone, il sindaco Bettollini ha riferito dei danneggiamenti reiterati subiti dal patrimonio pubblico nei giardini e parchi, al cimitero, nelle aiole; ha denunciato questa deriva di disprezzo verso i “beni comuni” e ha auspicato di poter presto installare una serie di videocamere di sorveglianza. Il problema insomma esiste e non è irrilevante.

L’ultimo caso, quello ai danni della famiglia Brignoli, quindi di un privato, non sposta di molto la questione. Anzi, se mai la aggrava. Perché adesso non solo i parchi pubblici sono nel mirino, ma anche le case private, le ville, i poderi. L’Arancia Meccanica potrebbe insomma ripetersi a danni di altri. Il fatto segnala dunque una escalation e un problema di sicurezza più complessivo. Cosa potrebbe succedere se i ‘devastatori’ trovassero all’interno di un edificio preso di mira una persona anziana sola o una persona magari non anziana e armata?

Vista la “ferocia distruttiva” quasi scientifica dimostrata nella spedizione al podere Brignoli la cosa appare non  rubricabile come “ragazzata”. O come semplice atto vandalico. Se nel caso dei giardini basta poco, qualche sasso, qualche bottiglia per sfasciare lampioni e fioriere, in questo frangente i “guastatori” hanno mostrato non solo rabbia cieca, ma anche volontà distruttiva, determinazione, forza fisica e organizzazione. E non hanno lasciato tracce. Nemmeno una sigaretta. Anche questo è un segnale di salto di qualità…

Il fatto è successo quasi una settimana fa, presumibilmente nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 luglio, da allora le indagini condotte dai carabinieri non si sono fermate un attimo. Ed è con il riserbo dovuto alle indagini che si spiega anche il ‘silenzio’ dei primi giorni. Ad oggi, nessuna novità. Ma si ha l’impressione che le forze dell’ordine qualche idea se la siano fatta e ce l’abbiano. Il cerchio, insomma potrebbe stringersi alla svelta. Ma il fatto che ci sia a Chiusi e dintorni una gang (o più d’una) dedita a spedizioni punitive e devastazioni seriali è comunque, e al di là di ogni congettura, un fatto sociale rilevante. Negli ultimi mesi, diciamo da un anno a questa parte – come abbiamo già accennato –  sono diversi gli espisodi di questo tipo: oltre ai citati casi dei giardini dello Scalo, del cimitero e del parco dei Forti, era già successo alla casa in ristrutturazione di una imprenditrice chiusina nei pressi di Città della Pieve, era già successo ad un locale notturno… Tutti devastati con le stesse modalità.

Chiusi non è mai stata un’isola felice, neanche quando giravano certamente più soldi, più idee e più persone… Adesso rischia di ritrovarsi ad essere una città assediata e sotto scacco. Questo non va bene. E non è più tollerabile. Il sindaco ieri sera lo ha ha fatto capire. Ma il rischio è quello di risposte individuali, “di pancia”, poco ponderate e sbagliate. La politica, intesa come forze di maggioranza e di opposizione, ha qualcosa da dire in proposito?

Marco Lorenzoni

 

 

 

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