CHIUSI: E’ L’ORA DEL LARS! STASERA SUL PALCO THE GANG OF FOUR, PIETRA MILIARE DEL POST PUNK INGLESE

venerdì 07th, luglio 2017 / 11:51
CHIUSI: E’ L’ORA DEL LARS! STASERA SUL PALCO THE GANG OF FOUR, PIETRA MILIARE DEL POST PUNK INGLESE
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CHIUSI – Di festival musicali e specificatamente di festival rock in questo periodo è piena l’Italia. Ma la rivista Mucchio Selvaggio che per gli appassionati del genere è una sorta di Vangelo (e non da adesso) segnala come festival del week end il Lars Rock Fest di Chiusi. Già questo è un indizio che fa capire come e quanto l’iniziativa sia cresciuta e si proponga come un appuntamento di livello nazionale. Tra l’altro, come abbiamo già scritto più volte, non è un festival rock generalista (o generico), ma offre fin dalla prima edizione – siamo alla sesta – una proposta musicale specifica, particolare: nuove leve e band che usano largamente l’elettronica oltre gli strumenti tradizionali,  ma anche una attenzione particolare a quel tipo di rock soprattutto britannico che divenne punk e post punk e infiammò l’Inghilterra tra la metà degli anni ’70 e l’89…

L’anno scorso toccò ai Wire. Quest’anno ad aprire la tre giorni chiusuina, sarà, questa sera, “The Gang of Four” ovvero la Banda dei 4, nome che fa certamente riferimento esplicito a quella poco allegra combriccola cinese dei tempi del libretto rosso. Si tratta, sempre secondo quelli di Mucchio Selvaggio di una band tanto importante quanto poco nota fuori dai confini britannici. Una band che ha segnato quell’epoca come i Wire e i Clash, per intenderci. Per The Gang of Four, il Lars Rock Fest sarà l’unica data italiana. Insomma sono venuti apposta da Londra per suonare a Chiusi. Loro che infiammavano l’Inghilterra ai tempi della Tatcher, che inondavano le radio, che venivano spesso censurati perché le canzoni che cantavano erano considerate sovversive, di incitamento alla rivolta sociale. Ecco, questa sera li avremo sul palco del Lars… Mica male!

Il genere punk e post punk può anche non piacere, non è il rock sofisticato, quasi sinfonico, dei Led Zeppelin e dei Pink Floyd, musicalmente è più semplice, meno armonico, c’è meno ricerca stilistica. Quello deella gang of Four echeggia sonorità funk e addirittura vicine alla disco music, ma è comunque roba forte…

E l’occasione per vedere e ascoltare in Italia la ‘Banda dei 4’ è di quelle ghiotte, che non si presentano tutti i giorni. La band ha visto alcuni suoi brani nella top 500 della rivista  Rolling Stones (altro Vangelo) e dicono i critici che abbia influenzato il panorama musicale e altri artisti, più di quanto dicano le vendite dei loro dischi… E se dei rockers di Leeds cominciarono a suonare citando i testi neomarxisti della scuola di Francoforte, viene da pensare che non fossero degli sprovveduti o semplicemte dei rokers arrabbiati.

Domani sera, sabato, arriveranno i Public Service Broadcasting, inglesi pure loro. Non si sa se eseguiranno qualche brano del loro ultimo disco Every Valley che presenteranno ufficialmente il giorno dopo. E anche loro parlano di temi sociali, delle miniere e dei minatori del Galles, dei guasti prodotti dalla globalizzazione e dalle privatizzazioni…  Dopo l’exploit di Corbyn sarà interessante saere cosa ne pensano. Li intervisteremo.

Poi domenica sera, gli Austra, dal Canada…  Più una serie di gruppi che offrono uno spaccato di ciò che bolle nel pentolone del rock di questi tempi… In Zaire, Warias, His Clancyness, Wrongonyou, MRM, Hawah, Blanket Fort, Girless…

Che il Lars Rock Fest non sia un festival qualunque, lo dice anche il fatto che una troupe di Radio Rai 3 registrerà alcuni concerti, a partire da quello della Gang of Four di questa sera, per poi farne uno speciale che andrà in onda in seguito.

Ma il Lars, ai giardini pubblici di Chiusi Scalo, non sarà solo musica. Ci saranno 10 disegnatori della Biblioteca delle Nuvole di Perugia che si sfideranno e realizzeranno in diretta  le loro opere, ci sarà la mostra Fotografica multisensoriale “Rumore” allestita dasi Flashati di Chiusi, poi laboratori per bambini, corsi di Yoga, una cianotypia per stampa cartoline personalizzate, presentazioni di libri, mercatino dei “vinili” e altri oggetti, e – come in ogni festival che si rispetti – birra, vino e buona cucina nel ristorante del villaggio che offre un menù (a)tipico con piatti tradizionali del territorio come brustico, pici al sugo di lago, carne chianina, ma anche pollo al curry e pietanze vegetariane e vegane…

Chi si fermerà allo stand ristorante, alla birreria o passeggerà per i giardini, senza avvicinarsi troppo all’area concerto,  non sarà conteggiato nel “numero chiuso” degli spettatori stabilito dalla Circolare Gabrielli e dalla Commissione Pubblico Spettacolo. Un buon numero di stuart garantirà la vigilanza.

Il Meteo dice cielo sereno e temperature alte…  Ci vediamo al Lars!

 

 

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