CHIUSI, ORIZZONTI DIVERSI: IL FESTIVAL RIPARTE CON ROBERTO CARLONCELLI

mercoledì 14th, giugno 2017 / 16:28
CHIUSI, ORIZZONTI DIVERSI: IL FESTIVAL RIPARTE CON ROBERTO CARLONCELLI
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CHIUSI – Il pericolo che quest’estate Chiusi non avesse un festival è stato concreto e reale. Dopo lo stop al festival “targato Cigni” (per dirla con il sindaco Bettollini), la Fondazione ha provato a salvare il salvabile e a mettere in piedi una proposta alternativa, compatibile con le risorse disponibili. Fino a ieri non c’era la certezza di farcela. Da ieri sì. E così, questa mattina, il nuovo Orizzonti Festival è stato presentato pubblicamente alla stampa e alla cittadinanza. Dalla Fondazione. Non dal Comune.

Il “marchio” Orizzonti (che fu coniato nel 2003 da Manfredi Rutelli) è salvo, il festival continua. Avrà una edizione 2017 ed edizioni successive.  Quella di quest’anno sarà per forza di cose una edizione di “contenimento”, diciamo pure di sopravvivenza, per tenere il punto e mettere le basi per un progetto futuro.

Rimane un festival multidisciplinare, che proporrà cioè spettacoli e performances artistiche di vario genere: dalla musica alla danza, alla prosa, con una certa attenzione a linguaggi innovativi e originali. E per questo continuerà ad ottenere i finanziamenti ministeriali e regionali guadagnati nei tre anni precedenti da Andrea Cigni…

Come formula però il festival Orizzonti 2017 somiglia decisamente più al format Rutelli che non a quello di Cigni. Se non altro perché proporrà spettacoli acquistati “chiavi in mano” con attori e registi, musicisti che arrivano, recitano e se ne vanno e non  rimarranno in residenza per 10-15 giorni per produrre in loco l’opera da portare in palscoscenico. Secondo aspetto: legame forte, stretto, con le realtà culturali del territorio con le quali Andrea Cigni aveva deciso invece di tagliare i ponti.

Il nuovo direttore artistico è Roberto Carloncelli, che viene anche lui dalle realtà artistiche del territorio, ma è professionista che conosce bene l’ambiente teatrale nazionale.  E conosce bene anche Chiusi. Ha abitato a Castiglione del Lago e adesso vive a Po’ Bandino… La Fondazione gli ha messo in mano un budget di 70 mila euro, da non sforare assolutamente, e lui in pochi giorni e in tutta fretta, ha allestito un cartellone che non nè semplicemente una “toppa” sul buco che avrebbe prodotto lo stop al festival versione Cigni. Ma è un festival, un festival vero. Certo meno sfarzoso, meno roboante, meno costoso, più circoscritto nelle location, forse anche meno “audace e provocatorio” di quello di Cigni, ma con proposte artistiche per gusti e palati diversi. Lo ha detto lo stesso Carloncelli: “un festival un po’ più popolare e più ruffiano rispetto al pubblico”

Il sindaco-presidente Bettolini nel corso della preentazione ha sottolineato come questa situazone abbia stimolato una nuova attenzione da parte di operatori e cittadini, tanto che i contributi dei soci privati della Fondazione sono sensibilente aumentati. “Un segnale incoraggiante che spinge ad andare avanti”. Li ha ringraziati, così come ha ringraziato il precedente Cda della Fondazione e il nuovo, l’ex direttore Cigni e Manfredi Rutelli per le edizioni passate, la giunta e il gruppo consiliare di maggioranza per l’appoggio e il lavoro svolto…

La manifestazione si svolgerà dal 29 luglio al 5 agosto. Tutto tra Piazza Duomo, Teatro Mascagni e giardino di Largo Cacioli. Insomma un raggio di 100 metri. Niente più Chiostro San Francesco e “puntate” fuori porta. Il cartellone prevede spettacoli di prosa, musica e danza divisi tra circuito off , circuito serale e aperitivi musicali. Più alcune mostre sparse qua e là in varie location cittadine, a partire dai musei.

Biglietto a 10 euro per gli spettacoli serali, 8 euro per il circuito off e, per i residenti a Chiusi, tutti gli spettacoli a 5 euro… L’obiettivo è chiaro: favorire il più possibile l’affluenza del pubblico di casa.

L’apertura el festival, il 29 luglio, è affidata a un duo di giovani talenti: Giacomo Margheriti e Francesca Longari (pianoforte e canto lirico) come “aperitivo musicale”. Poi a seguire il balletto EUREKA, in piazza Duomo con i Kataklò, veri e propri mostri sacri della Athetic Dance Theatre.

Il giorno seguente, 30 luglio, in piazza Duomo, spettacolo del circuito off diretto dallo stesso Roberto Carloncelli: “Oleanna”, di David Mamet con Gianni Poliziani e Benedetta Margheriti.

Il 31 luglio alle ore 18,00 al Mascagni, ancora danza con “Pulcinella Quartet” della compagnia di Virgilio Sieni, altro nome primario nel mondo della danza italiana. Alle 21,00, in piazza Duomo, “DRAGPENNYOPERA”, con le Nina’s DragQueens…  (opera “en travesti” isapirata ad un testo del 1700)…

Si prosegue il 1 agosto con una serata musicale con il quintetto di ottoni e percussioni dell‘Orchestra regione della Toscana che eseguirà musicche di Morricone e Piazzolla.

Il 2 agosto, aperitivo musicale (largo cacioli) con i “Setteottavi” e poi alle 21,30 in iazza Duomo, “Vorrei essere figlio di un uomo felice” di e con Gioele Dix, noto cabarettista e “mattatore” del palscoscenico che sarà anche omaggiato del Premio Orizzonti 2017.

Giovedì’ 3 agosto, per il circuito Off, al Mascagni, ore 18,00 lo spettacolo  ‘one woman show’ con Teresa Bruno: “Rosa”. Poi, alle 21,30 in piazza Duomo, spetacolo di Danza Cinematic.2 Ballata, con la compagnia Sosta Palmizi.

Venerdì 4 agosto, apertivo musicale con la corale Arcadelt di Chiusi e poi, in piazza Duomo, “Il Crogiuolo” di Arthur Miller, con la compaghnia Il Gorro, di Passignano sul Trasimeno.

Sabato 5 agosto, chiusura affidata a “The human Jukebox” con gli Oblivion, dei veri e propri “guastatori musicali” che masticano qualsiasi tipo di repertorio: da Morandi ai Queen, da Ligabue ai cori Gospel…

Il logo del festival è l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, il titolo è #umano. L’idea di fondo è quella di un festival che riesca a coniugare creatività, arte, bellezza e umanità, nel contesto di una cittadina di provincia di 8.000 abitanti.

Si è capito, ancora più chiaramente, che al di là del motivo dei soldi (il debito pregresso e il rischio di aumentare la voragine), la scelta politica operata dalla Fondazione, su imput del sindaco presidente, e del Consiglio Comunale, è stata anche quella di fermare il progetto Cigni, ritenuto “fuori misura e fuori contesto e troppo provocatorio” non solo econonicamente, rispetto alla realtà di Chiusi. Si è capito che certi ambienti cittadini hanno spinto in questa direzione. Alla fine il risultato è che Cigni è stato “esonerato” senza tanti complimenti, ma il Festival continua, con un passo diverso (anche se lo spettacolo con le dragqueen e i tre spettacoli di danza potrebbero far pensare ad una certa continuità, che c’è invece solo per una questione di multidisciplinarietà, obbligatoria per mantenere i finanziamenti ministeriali).

Per il resto, la rinnovata apertura alle realtà culturali del territorio sembra essere il punto di forza per gli anni a venire. Il grimaldello per aprire molte porte, per creare un pubblico sensibile e attento, per valorizzare le eccellenze e far crescere le nuove leve, dando loro obiettivi sempre più elevati.

E se quest’anno i tempi strettissimi non hanno consentito di fare di più e diversamente, sarà forse il caso che Carloncelli, la Fondazione e il Comune, comincino fin d’ora a pensare per i prossimi anni a soluzioni che possano avvicinare ancora di più la popolazione al festival e alla cultura in genere. Coinvolgere tutta la città, comprese le periferie, le frazioni… Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna…” dice il proverbio. E quindi perché non pensare, in futuro, a spettacoli e performance low cost anche a Chiusi Scalo, nelle frazioni, nei quartieri, nei capannoni industriali dismessi? piccoli concerti, performances teatrali che non richiedano allestimenti scenici esagerati, ma solo due riflettori e un microfono. Cose che si possono fare ovunque.

Ad Andrea Cigni forse cose del genere non si potevano nemmeno chiedere, lui voleva volare alto e a modo suo, Carloncelli sembra avere un’impostazione diversa. Ed è del posto. Conosce l’ambiente e i suoi polli, come si suol dire. Questo, per un festival che vuole mettere radici profonde è una garanzia.  In questo momento l’importante e il primo obiettivo era “non fermarsi e ripartire”. Ma a bocce ferme, con calma, parliamone…

m.l.

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