CHIUSI: FONDAZIONE E FESTIVAL, PODEMOS E 5 STELLE METTONO SOTTO ACCUSA BETTOLLINI & C.

giovedì 15th, giugno 2017 / 15:45
CHIUSI: FONDAZIONE E FESTIVAL, PODEMOS E 5 STELLE METTONO SOTTO ACCUSA BETTOLLINI & C.
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CHIUSI – Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa congiunta di 5 Stelle e Possiamo sul tema caldo di questi giorni: la Fondazine Orizzonti e il festival prima cancellato e poi resucistato sotto veste diversa e con nuovo direttore artistico. Un primo risultato la vicenda lo ha certamente prodotto: ed è il fatto che adesso le due forze di opposizione viaggiano in tandem, d’amore e d’accordo su tutto. Già era successo sul palasport. Adesso, sulla questione festival-fondazione sembra esserci ancora più sintonia e unità d’intenti.

Sul festival resuscitato all’improvviso con un colpo di teatro e senza farne menzione con nessuno i due gruppi di minoranza dicono che “è il minimo che si potesse fare, per salvare un ‘marchio’ e una iniziativa importante”, danno credito al nuovo direttore artistico Carloncelli (“è persona competente e seria e conosce il territorio”), ma sottolineano come “ancora una volta il sindaco, la giunta e la Fondazione hanno agito come se si trattasse di un giocattolo personale, di una cosa loro, senza il minimo rispetto del Consiglio Comunale e dei cittadini, nonostante l’articolo 14 dello Statuto della Fondazione preveda espressamente che il Consiglio Comunale sia informato degli indirizzi e delle decisioni. Hanno violato anche lo statuto!”

“E’ inaccettabile che il sindaco-presidente della Fondazione gestisca la questione in questo modo!” ha detto a consigliera 5 Stelle Martinozzi. E tutti gli altri, Scaramelli, Lottarini e Cippitelli hanno ricordato che nella seduta del Consiglio di venerdì scorso nessun cenno è stato fatto al festival 3.0 che era evidentemente già in gestazione… “Quella mancata comunicazione su ciò che si stava preparando è stata una mancanza di rispetto verso il Consiglio stesso, verso le minoranze, verso la cittadinanza”.

Quano alle pressioni di alcuni ambienti cittadini affinché si mettesse fine all’esperienza Cigni, non perché costosa o fuori portata, ma perché considerata “troppo audace e provocatoria” (pressioni in qualche modo emerse nella seduta del consiglio comunale di venerdì ma anche nella conferenza stampa della Fondazione di ieri mattina, e accennate negli articoli di primapagina) Luca Scaramelli dei Podemos non ha esitato ad affermare che “questo sarebbe un segnale peggiore di tutto il resto, peggio del buco di bilancio, delle omissioni nei controlli ecc. perché segnalerebbe uno scivolamento verso una deriva oscurantista preoccupante… “.

Ma al di là del festival resuscitato, la conferenza delle opposizioni si è soffermata soprattutto sull’aspetto politico. E cioè su come la questione è stata affrontata e gestita in primo luogo dal sindaco Bettollini, primo e principale accusato…

5 Stelle e Possiamo hanno parlato espressamente di “improvvisazione e approssimazione al potere”, di “navigazione a vista, senza visione di prospettiva e senza programmazione” da parte di una amministrazione che “ha detto tutto e il contrario di tutto, passando dal definire il festival Orizzonti, versione Cigni, uno dei migliori d’Italia, pronto a sorpassare addirittura il Festival di Spoleto, alla decisione di cancellarlo con un colpo di spugna improvviso, causa una ‘tensione finanziaria’ conosciuta da almeno 3 anni…”

Bettollini è stato messo sotto accusa per non aver risposto alle domande postegli in consiglio Comuale, per non aver controllato i conti quando era assessore al bilancio, per non averlo fatto da pro-sindaco e da sindaco… Per  essersi accorto tardivamente della situazione e per  aver cercato di fermare l’emorragia in modo del tutto personalistico e improvvisato, stile uomo solo al comando…

Hanno ricordato e sottolineato i due gruppi di opposizione di aver chiesto le dimissioni del sindaco e dell’assessore alla cultura proprio per questi  motivi, per la “palese e conclamata inadeguatezza e incapacità di gestire la questione” e per “l’atteggiamento arrogante e irrispettoso del sindaco verso le minoranze, verso il Consiglio, verso la cittadinanza tutta, rispondendo solo alla sua ‘claque”‘e agli ambienti di riferimento… ”

Insomma, al di là dell’ok al festival, “perché era giusto salvarlo”, le distanze tra opposizioni e amministrazione rimangono abissali. Forse mai così abissali…

Anche la scelta di riportare le redini della Fondazione in mano al Comune, con la presidenza al sindaco pro-tempore, che pure era uno dei punti del programma dei Podemos, è vista, “alla luce dei fatti” come una mossa per accentrare potere nelle mani del sindaco e continuare a gestire le attività culturali come in precedenza. Anzi sia Possiamo che i 5 Stelle non hanno mancato di rimarcare come anche “il tentativo di addossare le colpe del disastro finanziario e non solo, al precedente management della Fondazione e al direttore artistico Cigni sia un modo per svicolare dalle responsabilità vere, che sono dei sindaci Scaramelli e Bettollini e dell’amministrazione in primo luogo…”

Quanto al futuro, e cioè al ripianamento del deficit della Fondazione con un mutuo (cosa annunciata ieri dal sindaco-presidente Bettollini, ndr), le opposizioni si domandano chi pagherà le rate e quanto sarà il contributo del Comune alla Fondazione per il 2017 e per gli anni a venire…

In sostanza la Conferenza ha pigiato, ancora una volta  sul tasto delle incongruenze, delle omissioni, degli errori, degli atteggiamenti arroganti del sindaco e dell’amministrazione, piuttosto che entrare nel merito della politica cultuirale, del come impostarla e gestirla. Ma, secondo 5 stelle e Possiamo, “oggi il problema è questo e se non si capisce e si risolve questo, è praticamente inutile parlare del che fare…”.

m.l.

 

 

 

 

 

 

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