CHIUSI, CONDANNA A MORTE PER I PINI DI VIA OSLAVIA. SI ATTENDE SOLO L’ESECUZIONE

venerdì 30th, giugno 2017 / 12:34
CHIUSI, CONDANNA A MORTE PER I PINI DI VIA OSLAVIA. SI ATTENDE SOLO L’ESECUZIONE
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BATTIAMOCI AFFINCHE’ VENGANO SOSTITUITI CON ALBERI VERI E NON CON ARBOSCELLI…

CHIUSI – “Il taglio dei pini (a Chiusi e Città della Pieve) cambierà inevitabilmente i connotati al paesaggio e all’immagine consolidata dei due paesi. Soprattutto delle loro strade di accesso. Quello delle radici superficiali che rovinano le carreggiate stradali e i marciapiedi è un problema reale. Così come quello degli aghi che intasano le fogne. Sembra invece esagerata la preoccupazione che i pini ormai piuttosto vetusti possano cadere, perché indeboliti. Si tratta di alberi longevi, che hanno una vita media di 200-250 anni “in natura”, mentre in ambiente urbano la durata è minore, diciamo la metà: quindi 100, 120 anni. Sia quelli di Via Oslavia a Chiusi, sia quelli sulla S.R. 71 a Città della Pieve hanno dai 50 ai 70 anni, quindi sono ancora ampiamente nel range di vita media di quel tipo di pianta. Però per i pini chiusini la condanna a morte è stata pronunciata e si attende solo la data dell’esecuzione. Che sarà un’esecuzione di massa. Uno dopo l’altro come i martiri della Fosse Ardeatine. Quelli di Città della Pieve sono in attesa della sentenza. Ma le speranze che possano cavarsela sono esigue. Se la direzione dei due governi locali sembra chiara, non si da cosa ne pensino le opposizioni”.

Così scrivevamo su queste stesse colonne il 29 marzo scorso. Sono passati tre mesi esatti. E la “sentenza” per i pini di via Oslavia a Chiusi Scalo è stata confermata dalla seduta del consiglio Comuale del 28 giugno. “Consiglio infuocato sul taglio degli alberi”, titola oggi La Nazione, anche se a dire il vero il “fuoco e le scintille” sono state quelle del diverbio tra il capogruppo dei podemos Scaramelli e il capogruppo di maggioranza Annulli, su una battuta. Ma non sul merito della questione. Comunque le opposizioni hanno votato contro… La consigliera 5 Stelle Bonella Martinozzi spiega che “gli alberi andrebbero abbattuti solo nel caso vi siano problemi di sicurezza e sostituiti con alberelli già abbastanza grandi , non con arbusti dai quali nessuno di noi prenderà l’ombr. Se a Chiusi Scalo tolgono anche l’ultima via alberata prenderà l’aspetto di una landa desolata”. Una posizione non proprio accondiscendente, ma nemmeno troppo “infuocata” parrebbe.

Come sarà via Oslavia senza i pini è facile intuirlo. E noi lo avevamo scritto, riportando tra l’altro la notizia riferita allora dal sindaco, che “la Soprintendenza ha dato il nulla osta, a patto che i pini vengano sostituiti con altri alberi alti almeno 5 metri. Questo per non snaturare troppo il “quadro d’insieme” e il look di una strada che è nata con i pini nel dopoguerra (Piano Fanfani) e senza ne risulterebbe fortemente alterata“.

Probabilmente già entro l’estate, contestualmente ai lavori di adeguamento della strada con realizzazione di una rotonda e rifacimento dei marcipiaedi e dell’asfalto (230 mila euro di investimento), i pini di via Oslavia verranno abbattuti. Sono 25.  Tutti sul lato destro a scendere (quello di Piazza XXVI Giugno). La strada “nata con i pini” 7o anni fa cambierà completamente volto. Il colpo d’occhio per chi vi abita e per chi si troverà a passare di lì, sarà certamente diverso. Difficile che se ne possa salvare qualcuno, anche se non a rischio.

La decisione è presa. C’è da augurarci (e ci batteremo per questo) che la prescrizione della Soprintendenza venga rispettata. E nel caso fosse nel frattempo “sparita”, ci batteremo perché venga comunque attuata. E quindi al posto dei pini vengano messi a dimora alberi veri alti almeno 5 metri, meno invasivi, ma in grado di garantire ombra, ossigeno e verde… Ci auguriamo che le opposizioni facciano almeno questa battaglia, mobilitando la cittadinanza se necessario.  Qualcuo dirà: tagliamo 20-25 pini in via Oslavia, ma pianteremo 400 alberi nell’area del nuovo palaport di Pania. Il saldo sarà decisamente positivo: sì, ma non sarà la stessa cosa. Perché gli alberi in mezzo alle case hanno una funzione e un valore diverso da quelli delle aree verdi o di campagna… 

Soprattutto nei centri abitati il verde è fondamentale. Cancellarlo con un taglio indiscriminato delle piante, è sempre una ferita, mai un abbellimento. Non solo: tagliare gli alberi significa anche modificare il microlima: meno ossigeno, meno odori, meno refrigerio… Certo, salvare le piante nei centri abitati non vuol dire piantare un ulivo dentro al pozzo di Piazza del Duomo, che è un monumento storico. Ecco, quella è una castroneria. Che ci auguriamo sia provvisoria e venga alla svelta corretta, riportando quell’ulivo dove deve stare…

Purtroppo la tendenza a tagliare gli alberi piuttosto che piantarne di nuovi è ultimamente molto in voga. Un po’ perché la manutenzione costa, un po’ perché nessuno vuole correre il rischio di trovarsi nei guai se un albero cade e crea danni a persone o cose. Un po’ perché c’è una mentalità diffusa (forse retaggio della cultura contadina) per la quale se una pianta non ha una utilità specifica e al contrario crea dei problemi a strade, marciapiedi, fognature, meglio tagliarla per fare legna…

A Cetona sono stati tagliati due pini quasi secolari nei giorni scorsi. Anche lì le polemiche non sono mancate, ma la sega non si è fermata. A Città della Pieve sono a rischio decimazione tutti i pini (identici a quelli di via Oslavia) che costeggiano la S.R. 71 all’altezza di San Litardo e pure quelli, sempre sulla 71, dopo l’ospedale, in direzione Monteleone d’Orvieto…

A differenza del passato, adesso c’è una sensibilità ambientalista maggiore. Si sta tutti più attenti a cosa mangiamo, agli sprechi, si curano con attenzione terrazzi e giardini… Ma su questa storia degli alberi nei centri abitati invece la sensibilità sembra scomparire di colpo. Nessuno che si incazza, nessuno che reagisce, nessuno che si incatena ad una pianta per evitarne il taglio, come è avvenuto di recente con gli ulivi in Puglia… Qui da noi siamo più sensibili alle salvaguardia delle sospensioni delle automobili, evidentemente.

m.l.

 

 

 

 

 

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