AVANTI POPOLO! LISTA UNICA A SINISTRA DEL PD E PROGETTO COSTRUITO DAL BASSO CON FACCE NUOVE. CI VOGLIAMO PROVARE?

giovedì 08th, giugno 2017 / 12:52
AVANTI POPOLO! LISTA UNICA A SINISTRA DEL PD E PROGETTO COSTRUITO DAL BASSO CON FACCE NUOVE. CI VOGLIAMO PROVARE?
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APPUNTAMENTO A ROMA IL 18 GIUGNO. I PROMOTORI ANNA FALCONE E TOMASO MONTANARI: “RIPARTIANO DAL GRANDE TEMA DELLA DISEGUAGLIANZA”

Eppur si muove… C’è vita a sinistra del Pd. Il prossimo 18 Giugno potrebbe essere una data importante. Quella di una rinascita. Dopo quai un decennio di nulla e di divisioni intorno al nulla, l’idea che una sinsitra in questo Paese possa ancora avere cittadinanza, spazio e voce comincia a farsi strada. Era l’ora, verrebbe da dire. E la cosa più interessante è che l’iniziativa per l’incontro el 18 giugno a Roma, non viene dai reduci di Rifondazione, o da Bersani e D’Alema, né da qualche altro personaggio noto che ha imboccato la via di Damasco, rispetto al renzismo. Viene da due facce nuove. Due studiosi, non politici di professione (e anche questo è elemento significativo). Si tratta di Anna Falcone e Tomaso Montanari. La giurista che ha fatto da portavoce per il Comitato del NO al referendum del 4 dicembre e lo storico dell’arte dell’Università di Napoli che si è fatto apprezare per le sue “lezioni” televisive su Caravaggio e che ha pubblicato qualche giorno da il  decalogo per i sindaci in materia di gestione della cultura, di cui abbiamo parlato anche su queste sesse colonne.

Anna Falcone, vice presidente del Comitato per il ‘No’ al referendum di Ottobre durante un’ iniziativa organizzata a Napoli, 15 Giugno 2016. ANSA/CIRO FUSCO

Ciò che Anna Falcone e Tomaso Montanari propongono è una piattaforma politica, civica e di sinistra sulla quale costruire una nuova rappresentanza.

“Siamo di fronte ad una decisione urgente, che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame”.
Al centro del documento Falcone-Montanari c’è la grande questione della diseguaglianza.
«Pensiamo che il primo passo di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloro che vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità».
Da qui la proposta politica: «È necessario aprire uno spazio politico nuovo, in cui il voto delle persone torni a contare. Soprattutto ora che sta per essere approvata l’ennesima legge elettorale che riporterà in Parlamento una pletora di “nominati”. Soprattutto in un quadro politico in cui i tre poli attuali: la Destra e il Partito Democratico, purtroppo indistinguibili nelle politiche e nell’ispirazione neoliberista, e il Movimento 5 Stelle o demoliscono o almeno non mostrano alcun interesse per l’uguaglianza e la giustizia sociale».

L’obiettivo, scrivono i due firmatari dell’appello è “una Sinistra unita, in un progetto condiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile. Un progetto capace di dare una risposta al popolo che il 4 dicembre scorso è andato in massa a votare “No” al referendum costituzionale, perché in quella Costituzione si riconosce e da lì vorrebbe ripartire per attuarla e non limitarsi più a difenderla”.

La rincorsa al centro e la via maggioritaria, si legge ancora nel documento, hanno fatto sì che «una classe politica che si diceva di sinistra è andata al governo per realizzare politiche di destra».  Serve, sostengono Anna Falcine e Tomaso Montanari, “un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership e metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione. Un progetto che costruisca il futuro sull’economia della conoscenza e su un modello di economia sostenibile, non sul profitto, non sull’egemonia dei mercati sui diritti e sulla vita delle persone. Un progetto che dia priorità all’ambiente, al patrimonio culturale, a scuola, università e ricerca: non alla finanza; che affronti i problemi di bilancio contrastando evasione ed elusione fiscale, e promuovendo equità e progressività fiscale: non austerità e politiche recessive”.
Con una precisazione di metodo: “un simile progetto, e una lista unitaria, non si costruiscono dall’alto, ma dal basso. Con un processo di partecipazione aperto, che parta dalle liste civiche già presenti su tutto il territorio nazionale, e che si apra ai cittadini, per decidere insieme, con metodo democratico, programmi e candidati… Perché una sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo. Appuntamento a Roma il prossimo 18 giugno: chiunque si riconosca in questi valori, e voglia avviare insieme questo processo sarà il benvenuto”…

Pippo Civati ha detto che ci sarà. E così anche Sinistra Italiana. Ci saranno anche Rifondazione e quelli di MDP-Art.1 (gli “scissionisti” del Pd, D’Alema, Bersani, Rossi, Speranza ecc..). Non è chiaro se parteciperà anche Pisapia con il suo “campo progressista”.

Certo una lista di sinistra, unitaria e unica a sinistra del Pd, potrebbe andare decisamente oltre la soglia del 5%, anzi alcuni sondaggi la accreditano del 10%, forse anche qualcosa in più. Il problema è che a sinistra è sempre stato più facile dividersi che unire le forze. Ed è chiaro che se la cosa si riducesse ad un “accordo elettorale” di palazzo fra tre o quattro soggetti il progetto nascerebbe con le gambe corte. Se invece, come dicono i promotori, “nascerà e si costruirà dal basso, nei territori“, avrà certamente un respiro diverso e radici più profonde. C’è da augurarsi che i vari D’Alema, Bersani & C. che hanno grandi rsponsabilità per la disgregazione della sinistra e per l’ascesa di Renzi e la sua scalata alla conquista del Pd, restino qualche passo indietro, un po’ defilati, e non tentino di mettere il cappello all’iniziativa. C’è da augurarsi che anche Pisapia e quella parte di centro-sinistra non proprio antagonista, ma comunque non renzista e non ammaliata da un possibile governo con Berlusconi, possano almeno “andare a vedere”…

Sarà anche interessante vedere come l’appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari verrà accolto e valutato dai comitati sparsi in tutta Italia, dalle liste civiche e di sinistra (vedi Possiamo a Chiusi, Progetto Democratico a Castiglione del Lago, la Piazza a Pienza, per dare un’idea). Per ora, nel territorio, nessuno si è pronunciato anche se, scorrendo i social, si nota un certo interesse di singoli militanti, per l’iniziativa del 18 giugno. Se son rose fioriranno.  E se in Gran Bretagna vincesse Corbyn…

m.l.

 

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