CHIUSI, QUANDO L’ASFALTATURA DI UNA STRADA DIVENTA “UNA COSA DI SINISTRA”

giovedì 04th, maggio 2017 / 16:17
CHIUSI, QUANDO L’ASFALTATURA DI UNA STRADA DIVENTA “UNA COSA DI SINISTRA”
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CHIUSI –  Due buone notizie.  La prima è che la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza idraulica dell’area della Fornace. Si tratta di un intervento per 450 mila euro teso ad evitare il rischio di inondazioni ed è propedeutico a qualsiasi progetto di recupero o riconversione dell’area della vecchia fabbrica dei mattoni.  Ora la giunta procederà al progetto esecutivo e all’espletamento della gara d’appalto. L’opera messa in cantiere è il tassello mancante e necessario messo sul tavolo dal Comune per incentivare e rendere possibile l’avvio del Piano di recpero della Fornace, sul quale ha avviato da qualche mese una trattativa con la proprietà. Vedremo se qualcosa si muoverà…

La seconda notizia è invece il rifacimento dell’asfalto in via Manzoni a Chiusi Scalo.  I lavori, partiti ieri sono in corso e vedono la compartecipazione finanziaria della ditta Lodovichi Spa, la ditta che produce traversine ferroviarie e che ha sede in fondo alla strada in questione.

Si tratta di una compartecipazione che si configura sostanzialmente come un risarcimento alla comunità, in quanto proprio i pesanti camion che vanno e vengono dalla Lodovichi hanno costituito e costituiscono la causa principale del deterioramento del manto stradale, con conseguenti avvallamenti e quindi disagi anche sotto l’aspetto del rumore, per i cittadini.

Il sindaco su facebook, annunciando i lavori, ha pubblicamente ringraziato l’azienda, affermando che non riultano precedenti del genere. Per la verità la ditta Bioecologia ha compartecipato alla realizzazione dei marciapiedi in via Mazzini, quartiere Biffe. In quel caso come “ringraziamento” al Comune per aver convogliato parte consistente delle acque reflue della zona ad depuratore gestito dall’azienda. In questo caso (via Manzoni) è invece, come dicevamo, un “risarcimento” volontario a fronte di un danno pregresso. Una cosa doverosa e di buon senso da parte della ditta interessata. Perché la Lodovichi Spa è sì una delle aziende più importanti che ancora resistono a Chiusi, dà lavoro a decine di persone, ma per anni ha prodotto anche disagi, come danni stradali, pericolo per i pedoni, rumore e inquinamento. Per tre volte ha trascinato questo giornale e altre testate in Tribunale per aver denunciato esalazioni maleodoranti, fastidiose e pericolose per l’uso di sostanze cancerogene, e tre volte ha perso. Con il Tribunale che certificò il danno prodotto. Son passati più di 20 anni… Il problema dell’inquinamento e uso di sostanze cancerogene, anche grazie a quelle battaglie, è stato – pare – superato. Quello del traffico pesante nel centro abitato (rumore, pericolo, inquinamento) invece è rimasto ed è tutt’ora presente.

Quindi se adesso la ditta compartecipa al rifacimento degli asfalti in via Manzoni fa solo cosa buona e giusta. Per il Comune invece il fatto di aver ottenuto tale compartecipazione è un “precedente” importante e significativo. Perché d’ora in avanti uguale modello potrà essere applicato anche in altre circostanze simili. Se la vogliamo buttare in politica diciamo che è pure “una cosa di sinistra“.

Ma al di là di questo e al di là dell’asfalto, è chiaro che un’azienda delle dimensioni e delle caratteristiche della Lodovichi Spa, che ha peraltro necessità di un traffico imponente di mezzi pesanti, non dovrebbe stare a ridosso dell’abitato e dovrebbe avere quantomeno un acceso diverso e alternativo rispetto ad una strada comunale urbana. I camion e i tir in mezzo al paese sono un fattore di rischio e di disagio e causa di danno ad una strada e a un quartiere che hanno già molti problemi anche con il deflusso delle acque piovane e delle fognature. Forse, oltre alla compartecipazione all’asfaltatura, comunque importante, si dovrebbe cominciare a pensare seriamente ad una diversa ubicazione della fabbrica delle traversine (le zone industriali un tempo non c’erano, ma adesso ci sono), o quantomeno ad un accesso dedicato e specifico, evitando il transito pesante  in via Manzoni e via Cassia Aurelia. Sarebbe già un bel passo avanti.

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