CHIUSI, GLI AUTARCHICI FANNO FESTA: 3-1 AL MONTECCHIO, SALVEZZA CONQUISTATA!

lunedì 15th, maggio 2017 / 17:02
CHIUSI, GLI AUTARCHICI FANNO FESTA: 3-1 AL MONTECCHIO, SALVEZZA CONQUISTATA!
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CHIUSI  – Era l’ultima chance. L’ultima chiamata. Stavolta davvero la partita da dentro o fuori, senza appello. E gli “autarchici” chiusini che durante la stagione di partite decisive ne hanno toppate più d’una, stavolta no, non l’hanno toppata. Anzi, hanno tirato fuori gli artigli e le palle (ormai lo dicono anche in tv) e la partita della vita l’hanno vinta, nettamente: 3-1 fuori casa, a Montecchio, frazione di Cortona.  Gol di Pucci, Marchetti e Alessandro Feri.  Certo, l’avversario non è apparso irresistibile. Un Montecchio che nelle due gare di play out ha preso 7 gol e ne ha fatti 2. Un crollo fragoroso quasi come quello del muro di Berlino… Evidentemente non era un gran muro, e il cemento di qualità di modesta. Prima il Chianciano poi anche il “Città di Chiusi” hanno espugnato il campo aretino, conquistando al penultimo e all’ultimo tuffo una salvezza sofferta, ma proprio per questo ancora più esaltante.

Per la formazione chiusina, trovatasi a disputare il campionato di Seconda Categoria senza preavviso, in forza di un ripescaggio, la stagione è stata una specie di calvario… Ma i ragazzi di Brilli non hanno mai mollato, neanche nei momenti più bui, neanche dopo certe sconfitte che avrebbero fiaccato le gambe a un elefante….

Ci hanno creduto fino in fondo, con tenacia e pazienza. Una pazienza inusitata in una banda di ragazzi focosi che vivono il campo e la maglia in maniera quasi viscerale… Identità, appartenenza, rabbia agonistica sono i tratti salienti del Dna degli “autarchici” che la prossima stagione faranno ancora la Seconda, accorciando di una categoria la distanza dalla prima squadra chiusina, retrocessa dall’Eccellenza alla Promozione.

Dopo tre anni sarebbe forse il momento di rivedere anche i rapporti tra le due società. Una squadra in Seconda può infatti rappresentare una valida “palestra” per giocatori emergenti delle giovanili e anche un degno finale di partita per giocatori sul viale del tramonto in forza alla formazione principale… Ma questi sono ragionamenti da fare a mente fredda. Ora per la prima squadra è tempo di bilanci e di rifondazione, dopo una retrocessione non preventivata; per gli autarchici è tempo di festeggiare una salvezza non scontata e ad un certo punto apparsa addirittura una chimera… Ieri sera l’allenatoree della Roma Spalletti, dopo la vittoria sulla Juve, ha esaltato la “tigna” dei suoi giocatori… Ecco, nel caso degli “autarchici” proprio la tigna è stata l’arma in più, la molla che ha fatto conquistare la salvezza, nel modo in cui è stata conquistata.

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