MONTEPULCIANO: SEQUESTRATA LA VILLA DI ANGELO BALDUCCI, IL DIRIGENTE DEI LAVORI PUBBLICI E “GENTILUOMO DEL PAPA” CONDANNATO PER GLI APPALTI DEL G8 (E NON SOLO)

mercoledì 05th, aprile 2017 / 17:14
MONTEPULCIANO:  SEQUESTRATA LA VILLA DI ANGELO BALDUCCI, IL DIRIGENTE DEI LAVORI PUBBLICI E “GENTILUOMO DEL PAPA” CONDANNATO PER GLI APPALTI DEL G8 (E NON SOLO)
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MONTEPULCIANO – Ricordate Angelo Balducci, il Provveditore alle opere pubbliche e Presidente del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici indagato una decina di anni fa per gli appalti del G8 che doveva tenersi a La Maddalena e poi si tenne a L’Aquila, per i Mondiali di Nuoto di Roma e per le celebrazioni del 150° dell’unità d’Italia?

Ebbene il 24 febbraio scorso con la pronuncia della Corte di Cassazione, Balducci èà stato condannato in via definitiva per concorso in corruzione aggravata. Dal processo sono emersi i rapporti di affari illeciti tra Balducci e note imprese edili romane vincitrici di gare pubbliche per oltre 300 milioni di euro.

Nello specifico, è emerso che, in cambio dell’assegnazione delle commesse pubbliche, le imprese appaltatrici avevano veicolato ingenti flussi finanziari, anche attraverso triangolazioni, verso una società cinematografica – direttamente riconducibile a Balducci – che si occupava della produzione di film il cui attore principale era il figlio di Angelo, Lorenzo e avevano finanziato l’acquisto o la ristrutturazione di diversi immobili di pregio della famiglia Balducci, sparsi in tutta Italia.

Dopo la condanna è scattato il sequestro finalizzato alla confisca di beni mobili, immobili, quote societarie, titoli e contanti per circa 9 milioni di euro, più altri 3 milioni detenuti in Lussemburgo da una società fiduciaria. In particolare sono stati sequestrati a Balducci 27 immobili, tra appartamenti, ville e terreni, due auto e una moto oltre ai citati rapporti bancari e societari. Tra gli immobili figura anche una lussuosa villa nel comune di Montepulciano.

Nel 2010, durante l’inchiesta sugli appalti del G8, da una serie di intercettazioni emerse anche un altro scenario che inizialmente sembrava afferire solo alla sfera sessuale privata dello stesso Balducci, ma che invece finì per adombrare un reato diverso dalla corruzione: quello di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile con potenziale ricatto. E la pista portò addirittura dentro le stanze ovattate del Vaticano. Balducci, dal 1995, è infatti “Gentiluomo di Sua Santità“, un incarico che non decade con la fine di un pontificato ma che rende il titolare un membro a vita della “famiglia pontificia”. Un dignità che viene attribuita -si legge nell’Annuario Pontificio – “a persone che si distinguono per prestigio personale e che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Santa Sede”. Ebbene l’ing. Balducci per procurarsi incontri a luci rosse con prestanti giovanotti, spesso di colore, si avvaleva infatti di un 40enne nigeriano che cantava nel Coro di San Pietro e reclutava – pare – anche dei seminaristi e li presentava a Balducci classificandoli per altezza, peso, colore della pelle e misure anatomiche…

L’inchiesta fece tremare alcuni palazzi pontificie non solo quelli del Ministero dei Lavori Pubblici. E fece capire come l’intreccio tra politica, affari e sesso mercenario non fosse questione che riguardava solo Berlusconi, ma fosse (e forse è ancora), in questo Paese, endemico al potere.

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