DELUSA DA RENZI E DAL PD ROSY BINDI ANNUNCIA IL RITIRO DALLA POLITICA. E POI…

lunedì 10th, aprile 2017 / 17:34
DELUSA DA RENZI E DAL PD ROSY BINDI ANNUNCIA IL RITIRO DALLA POLITICA. E POI…
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SINALUNGA –  Ernest Heminguay scrisse “Addio alle armi“. Un racconto di amore e guerra. Rosy Bindi annuncia il suo “addio alla politica“. Che è in qualche modo l’epilogo di un periodo di amore e guerra. Amore per la politica, per l’impegno civile e la guerra con un modo di farla, anche del suo stesso partito,  che è diverso da quello che ha sempre propugnato. A 66 anni, dopo 28 anni da parlamentare la Rosy, a fine legilslatura non si ricandiderà. Né al parlamento italiano, né a quello europeo, dopo essere stata deputata in entrambi.

E’ lei stessa a parlare di amore e guerra, nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano di oggi:   “Ho lavorato in questo Palazzo per ventitré anni, e prima ancora altri cinque a Strasburgo. La passione mi ha tenuta viva e integra. Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde. Finita questa legislatura lascerò il campo” dice Rosy Bindi, aggungendo che “la vita è più e meglio di ciò che facciamo, per quanto onorevole e gratificante. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia. E poi viaggiare un po’. Come dice Romano Prodi, finora sono stata in tutti gli aeroporti del mondo. Ma non mi ritirerò a vita privata. Maria Eletta Martini e Tina Anselmi finché hanno potuto si sono impegnate. E io vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative“.
Cita due figure che sono state certamente un punto di riferimento per lei fin dai tempi in cui militava nell’Azione Cattolica e nella Dc. Ma sempre con un piede a sinistra. Forse anche per il fatto di essere nata e di abitare a Sinalunga, ex roccafore operaia della Valdichiana mezzadrile, rossa e comunista.
Qualche anno fa, prima ancora che nascesse il Pd, ai tempi della Margherita in un’intervista a Primapagina disse che “non bisogna essere per forza comunisti per essere di sinistra“. E per un periodo abbastanza lungo, la Rosy (anche con la i normale, Rosi), pur provenendo dall’area cattolica e dalla Dc, di cui fu segretaria-commissaria in Veneto, è stata senza dubbio una figura rilevante della sinistra. Invisa come poche altre a Berlusconi e per molti versi più a sinistra di tanti esponenti locali e nazionali del Pci e poi del Pds e dei Ds. Questo giornale fu tra i primi ai tempi del primo Ulivo (1996) a lanciare la proposta di una sua candidatura come deputato della Valdichiana. Cosa che poi avvenne.
Ai tempi delle primarie tra Renzi e Bersani si schierò con Bersani. Adesso è presidente della Commisione Antimafia.
Certo, in qualche occasione, anche a livello locale, provinciale e regionale, magari per non creare problemi o fratture rischiose nel proprio partito si è anche lei allineata al pensiero dominante, ha preferito non schierarsi, ma nel complesso ha svolto un ruolo positivo, importante.
Non ha mai amato Renzi e il renzismo:  “Ho lasciato una casa incompiuta e ora la ritrovo un po’ diroccata. Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell’uomo solo al comando. Se riprende la strada iniziale, forse avrà vita, altrimenti… “.
In vista delle prossime Primarie del 3 di aprile dice che Orlando ed Emiliano sono due competitors veri e che tra i due si sente più vicina ad Orlando: “I miei amici stanno con lui, e io mi sento naturalmente più vicina alla sua idea di governo plurale del partito”. Quindi, come già ai tempi di Bersani, la cattolica ed ex democristiana Rosy Bindi sta con l’esponente che viene dai Ds e non dall’alveo Dc. Naturalmente non rinnega niente del suo essere cattolica, esponente convinta di quel cattolicesimo conciliare sempre attento alle questioni sociali, alla solidarietà vera, ai valori propri della sinistra. Non a caso vede in Papa Francesco “l’unico leader da seguire” in questo momento.
Anche in Valdichiana, terra con la quale la Rosy ha sempre mantenuto contatti anche quando era ministro, si è trovata spesso in sintonia con il Vescovo Cetoloni che da qualche anno è a Grosseto e che noi chiamavamo amichevolmente “il compagno vescovo”. Più con lui che con altri esponenti della curia poliziana e chiusina sempre timorosi di uno spostamento troppo a sinistra della chiesa locale…
Adesso, nell’annunciare l’addio al Parlamento e alla politica attiva, dice che vuole tornare a studiare, a  lavorare nella formazione politica. Se lo farà anche in Valdichiana farà opera meritoria perché ce n’è bisogno, e ce ne sarà…  La politica è scaduta a tifo da stadio, a battaglia tra cordate, correnti e comitati d’affari o di pressione. Una figura prestigiosa, che ha visto da vicino il volto assassino del terrorismo e ha attraversato da protagonista i decenni della mutazione genetica dei partiti può dare ancora molto, anche senza sedere in Parlamento. E di sicuro ci sarà chi la tirerà per la giacchetta per convincerla a fare il sindaco di Sinalunga…
m.l.
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