25 APRILE, UNA BELLA FESTA. MA C’E’ CHI HA CAPITO E CHI NO…

mercoledì 26th, aprile 2017 / 16:34
25 APRILE, UNA BELLA FESTA. MA C’E’ CHI HA CAPITO E CHI NO…
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Il 25 aprile è la festa di fondazione della Repubblica Italiana. Prima ancora di quella del 2 giugno che ne fu conseguenza. Il 25 Aprile, in Italia, si celebra la Liberazione dal nazifascismo avvenuta nel 1945. Ovvero dall’occupazione di un esercito straniero  (quello tedesco di cui eravamo alleati fino all’8 settembre del ’43) e da una dittatura già caduta che ebbe il suo colpo di coda con la Repubblica di Salò. Una dittatura italianissima che per vent’anni, dal 1922 al ’43, aveva goduto pure di un largo consenso. Da una ventina d’anni a questa parte, a più riprese si è tentato di sminuire e infangare il 25 aprile. Di farlo passare come una festa di parte. Come la festa di una parte, cercando di riabilitare e di ridare dignità anche alla parte avversa. Agli sconfitti. Ci provò Berlusconi, poi via via ci hanno provato altri, da Pansa a Belpietro, alla giovane Maria Elena Boschi che forse ha studiato altre cose più che la storia… Tutto questo per ri-sdoganare un post fascismo mai sopito e per isolare, mettere all’angolo, una sinistra accusata di guardare al passato più che al futuro.

Anche ieri, 25 aprile 2017, in molte città e soprattutto nelle due principali città, Roma e Milano, la ricorrenza è stata segnata da polemiche e divisioni. E da tentativi di riscrivere la storia. Non senza provocazioni. Come la commemorazione dei caduti di Salò al Cimitero di Milano, città medaglia d’oro della Resistenza con circa 3.000 morti tra i combattenti partigiani…

Anche la storia della Brigata Ebraica, che diede certamente un contributo alla liberazione dell’Italia è stata strumentalizzata per dividere, per creare fratture, perché come quel nucleo di ebrei anche tanti militari italiani si unirono agli Alleati e combatterono al loro fianco contro i tedeschi. E quindi onore alla Brigata Ebraica, ma come a tutti gli altri e senza che ciò implichi preclusioni o chiusure…

La Resistenza culminata con l’insurrezione di Milano (e prima ancora a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna…) fu un moto di popolo, impersonato dai partigiani e da coloro che li sostennero e aiutarono, ma anche di militari che dopo l’8 settembre del ’43 decisero di continuare a combattere, dall’altra parte della barricata. La “medaglia d’oro” al valor militare Mario Morgantini, chiusino morto in combattimento ad Alfonsine (Ravenna) ne è un esempio. Il giovane Giuseppe Marino, militare siciliano di 20 anni catturato a Chiusi e impiccato a Montepulciano ne è un altro. Moto di popolo e di soldati. Ma comuque di una minoranza. Numerosa, coraggiosa, ma minoritaria rispetto al grosso de Paese. E sebbene alla Resistenza parteciparono uomini e donne, giovani e anziani, che avevano idee diverse, dai monarchici ai comunisti, dai cattolici ai socialisti, dai liberali agli anarchici, dai repubblicani agli “azionisti”, la resistenza fu comunque la lotta di una parte contro un’altra parte. La parte giusta contro la parte sbagliata. In questo senso, il 25 aprile, che celebra la vittoria della parte giusta, non può essere considerata e mai sarà la “festa di tutti“. E’ la festa dell’Italia e degli italiani democratici. Di chi scelse, allora, di darsi alla macchia, di sfuggire alla chiamata alle armi della Repubblica di Salò, di imbracciare il fucile o combattere i nazisti e i fascisti e di chi successivamente ha riteuto e ritiene di doverne tramandare la memoria, l’esempio, la storia…. Non è e non può essere la festa anche di chi combatté – magari in buna fede – dall’altra parte. Di chi, successivamente, ha ritenuto e ritiene il fascismo una opzione possibile, un’idea politica come un’altra, o come un incidente finito lì… Il 25 aprile non può essere e non sarà mai la festa di chi considera la guerra una soluzione, di chi propugna la violenza e la sopraffazione come metodo per dirimere le questioni nazionali o inernazionali, di chi considera i “diversi” una minaccia al proprio status quo.rossi cdl

Ieri, l’assessore di un Comune della zona che diede peraltro un contributo altissimo alla lotta di liberazione, ha scritto su facebook “L’anniversario della Liberazione è una di quelle giornate della memoria in cui, di fondamentale importanza, dovrebbe esserci la conoscenza e la comprensione di tutto il passato e non solo di una parte di esso, così da affrontare liberamente il presente e il futuro”. Ecco, si tratta di un altro tentativo di inquinare i pozzi. Di far passare l’idea che le due parti in conflitto fossero paritarie e con uguale dignità… E’ un errore e un amministratore pubblico non dovrebbe scivolare su queste bucce di banana, anche se eletto in una lista di centro destra. Il Comune in questione è Chianciano, dove comunque si è tenuta la celebrazione, l’assessore è Damiano Rocchi.

La consigliera comunale chusina dei 5 stelle Bonella Martinozzi ha postato sempre su facebook il testo dell’Inno di Mameli, scrivendo: “l’unico che può unire pensieri e ideali diversi“. Perché “Bella ciao” no? verrebbe da chiedere. E anche questo sembra un modo implicito di “delegittimare” Bella Ciao e il 25 aprile per quello che è. E magari sdoganarne una versione “bibartisan” per affermare ancora una volta che destra e sinistra, fascismo e antifascimo sono categorie del passato… Guarda caso, però chi lo afferma quasi sempre da lì’ viene  (dalla destra, dal fascismo come cultura ).rossi monte

In compenso in alcuni comuni del territorio il 25 Aprile è stato celebrato e le manifestazioni hanno visto una partecipazione più folta e più forte che in passato. Parliamo di Castiglione del Lago, Montepulciano, Torrita, Sinalunga, Cetona e Chiusi. A Città della Pieve invece nessuna manifestazione. E qualche cittadino, sui social lo ha fatto notare, con rammarico.

A Chiusi c’è stata, come sempre,  una manifestazione itinerante con deposizione di corone e inaugurazione di monumenti a Montallese, Macciano, Rione Carducci, Chiusi Scalo e Chiusi città con la banda, il sindaco, le autorità militari e il corteo. In ogni “stazione” dell’itinerario la partecipazione è stata ampia e sentita.

A Chiusi Scalo insieme ai rappresentati delle istituzioni, di varie associazioni e dei partiti di maggioranza e opposizione (Pd, Psi e Possiamo; i 5 Stelle non pervenuti) hanno partecipato al corteo anche una famiglia di turisti inglesi e alcuni cittadini immigrati di origine nordafricana, indiana e pakistana. Anche i loro connazionali, magari dei loro parenti, parteciparono alla guerra di liberazione con le truppe Alleate in questo territorio. Giusto (e bello) quindi vederli sfilare, in festa pure loro.

Anche i discorsi pronunciati dai sindaci nelle varie manifestazioni nel ribadire i valori della resistenza, della democrazia e dell’antifascismo, hanno preso le distanze da atteggiamenti “divisivi” e strumentali, segnando in qualche modo anche un “avvertimento” a chi nello stesso Pd a livello nazionale si è infilato nel ginepraio delle polemiche e dei cortei separati…

Bettollini ha pronunciato un discorso non solo di circostanza, ha tenuto la barra dritta sui valori, ma ha anche fatto accenni coraggiosi ad un’Europa che così non va, ai populismi, al vento di destra che soffia in tanti paesi e che fa leva sulle paure e sulle difficiltà della gente, fomentate da vecchi e nuovi fascisti…macciano

A Chiusi il 13 e 14 maggio si terrà un gemellaggio tra la locale sezione ANPI e l’ANPI Barona di Milano… Il sindaco e la giunta hanno già fatto sapere che ci saranno. Senza se e senza ma… Come è giusto che sia.

In questa occasione Juri Bettolini, Andrea Rossi, Eva Barbanera si sono dimostrati più attenti di Orfini, Sala e delle Marieeleneboschi di turno…

Qualcuno, anche nel Pd, ha capito e qualcuno no, che, per dirla con il blogger Davide Astolfi,  “per una parte importante del paese esiste una religione civile, a livello di affetto seconda solo alla mamma. Essa è composta da Costituzione, 25 Aprile, Primo Maggio. Tutte le religioni si possono dissacrare, ci mancherebbe. Anzi, forse proprio si deve farlo. Non so però quanto convenga dal punto di vista politico muoversi come elefanti in una cristalleria su questi temi quando si parte da una posizione di centrosinistra: da Renzi sulla Costituzione ad alcune svisate eurodance della manifestazione europeista di ieri.  Chi ha a cuore quegli affetti della religione civile rimane ferito, chi magari neanche li ha ma è un avversario politico ci marcia sopra col trattore, anzi con la ruspa. Quindi, a che pro?“. 

Ha ragione il blogger Astolfi. Il problema sorge quando la ragione lascia il posto al tifo…

m.l.

 

Nelle foto: immagini della manifestazioni a Chiusi (in copertina); Castiglione del Lago, Montepulciano e Macciano di Chiusi, dove è stato scoperto un monumento ai caduti.

 

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