Ultima briscola a Chiusi Scalo: il Bar Luna Rossa chiude i battenti

mercoledì 29th, marzo 2017 / 16:09
Ultima briscola a Chiusi Scalo: il Bar Luna Rossa chiude i battenti
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CHIUSI – Il “triangolo” di Chiusi Scalo continua a perdere i pezzi. Alle già tante saracinesche abbassate e chiuse ormai da tempo, se ne aggiungerà presto un’altra. Il 31 marzo infatti chiuderà i battenti il Bar Luna Rossa, in via Leonardo da Vinci. Un bar storico, che ha cambiato più volte nome, ma che è aperto da una quarantina d’anni. Prima ce n’era un’altro a 50 metri di distanza. Storico anche quello. Al di là del fatto che un’attività che cessa l’attività è sempre una perdita per la città, il Bar Luna Rossa è (a questo puro si può dire era) l’unico bar “come quelli di una volta”, dove si può (poteva) anche giocare a carte. La classica partita a tre sette, a scala 40 o a briscola del dopo pranzo, per lo più tra pensionati. E per questo motivo è (era) piuttosto frequentato, aveva ancora una clientela di aficionados, appunto come i bar di una volta. L’unico a Chiusi Scalo, che non sia uno snack bar mordi e fuggi… se si eccettua il recente e giovanilista Green Bar, dove però non si gioca a carte.

Quindi non verrà a mancare solo una attività, verrà a mancare un pezzo di “memoria”, un tassello di quello che è l’humus di una comunità. Un luogo che è esso stesso elemento identitario di una cittadina. Il motivo della chiusura sta nella crisi, in senso lato. Nella difficoltà di reggerne l’urto. Ma nello specifico è da addebitarsi all’affitto troppo elevato del locale. E questo è un problema comune a tante altre attività commerciali e artigianali. luna rossa

La crisi ha decimato negozi e laboratori, ma il prezzo degli affitti dei locali ad uso non residenziale, non è crollato. I proprietari molto spesso, per la paura di veder svalutare il valore degli immobili, hanno mantenuto i prezzi di prima della crisi, in qualche caso li hanno anche aumentati. Il risultato è una via crucis di cartelli “vendesi” e “affittasi” e di saracinesche abbassate e in qualche caso pure arrugginite.

Ecco, tra i tanti discorsi da fare intorno alla crisi e al che fare per uscirne, tra amministrazione comunale, partiti politici, associazioni di categoria, banche e cittadini, un ragionamento sui locali vuoti e inutilizzati e sugli affitti forse è il primo da affrontare. Lo avevamo già proposto tempo addietro su queste colonne, e la cosa è pure rimbalzata nelle discusioni della campagna elettorale amministrativa del 2016 (ma anche in quela del 2011) e ci permettiamo di rilanciarlo: un patto tra comune, proprietari e operatori sugli affitti. Per un tempo limitato e concordato, con incentivi o contributi da parte dell’ente pubblico e delle banche. Obiettivo, quello di riaprire quante più saracinesche possibile e rivitalizzare il centro della città, favorendo l’insediamento di attività vecchie e nuove. Perché quella via crucis di cartelli “vendesi” e “affittasi” e quelle serrande arrugginite sono il peggiore dei biglietti da visita che una cittadina, un tempo fiorente e vivace centro commerciale, possa esibire. I proprietari dei negozi dovrebbero essere i primi a capirlo. E’ il vuoto che fa galoppare la svalutazione e fa diminuire il valore degli immobili.

m.l.

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