QUANDO CHIUDE UN FESTIVAL E’ SEMPRE UNA FERITA: IL CASO “DIAFRAMMI CHIUSI” E QUELLO DI “CRONACHE ITALIANE”

venerdì 17th, marzo 2017 / 16:49
QUANDO CHIUDE UN FESTIVAL E’ SEMPRE UNA FERITA: IL CASO “DIAFRAMMI CHIUSI” E QUELLO DI “CRONACHE ITALIANE”
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CHIUSI – Dal commento di Matteo Fuccelli (uno dei promotori) all’articolo sul Festival di Fotografia Diaframmi Chiusi che quest’anno non si farà, per riparlarne, se mai, nel 2018, sembrano esserci pochi margini di manovra per un ripensamento. Cioè per vedere di salvare l’iniziativa anche nel 2017, magari con una edizione particolare, ridotta e più cointenuta nelle location e nelle spese.  D’altra parte chi un’iniziativa l’ha pensata e organizzata più volte ha tutto il diritto di tirare i remi in barca o di prendersi una pausa di riflessione, se le condizioni non consentono di continuare il viaggio secondo le aspettative e i progetti.

Sappiamo benissimo cosa vuol dire fermarsi e rinunciare ad una propria creatura, alla quale ti eri pure affezionato…

Come Primapagina, per esempio, abbiamo organizzato, insieme ad altri, per 5 anni di seguito il Forum Nazionale della stampa autogestita, Cronache Italiane. Nonostante il giornale avesse sede a Chiusi lo abbiamo sempre fatto a Città della Pieve. Perché a Chiusi all’epoca non era possibile, perché l’amministrazione locale all’epoca diretta da Luca Ceccobao si dimostrò sempre sorda e ostile, mentre quella pievese, pur essendo dello stesso idetico colore, mise a disposizione locali, personale e risorse e investì nel progetto, vedendoci un momento di promozione della città.

Per 5 anni, dal 2007, esattamente 10 anni fa, al 2011, Cronache Italiane ha portato infatti a Città della Pieve centinaia di giornalisti da tutta Italia, inizialmente quasi tutti di testate cartacee, alla fine erano più quelle on line… Segno di una stampa locale che stava inesorabilmente cambiando.

Insieme ai tanti colleghi e amici delle varie primapagina sparse nella penisola, hanno partecipato anche figure di prima grandezza del panorama dell’informazione nazionale, ma anche scrittori, artisti,  personaggi della politica e dello sport. Da Enrico Vaime a Paolo Barnard, da Clara Sereni a Gianluca Morozzi, da Giovanni Impastato a Luigino, Scricciolo, a Riccardo Orioles, da Fabrizio Bracco a Claudio Carnieri a Silvia Costa, da Paolo Scandaletti e Giovanni Bechelloni a Luca Cardinalini fino a Gianni Rivera…

Moltissimi dei giornalisti presenti, direttorti e redattori di testate del Trentino, del Piemonte, delle Marche, della Sicilia, della Campania, della Puglia, hanno scritto del Forum e di Città della Pieve, hanno avuto modo di visitare la città del Perugino e anche i dintorni ( Chiusi, nel 2010, per esempio), hanno assistito a spettacoli teatrali e a performances musicali di gruppi locali, hanno apprezzato la cucina e i vini del luogo…

Senza dubbio Cronache Italiane, in quelle 5 edizioni, un po’ di “ritorno”, quantomeno mediatico, a Città della Pieve lo garantì.

Ma ad un certo punto l’iniziativa si è fermata. Per le stesse identiche ragioni per cui si ferma oggi il festival dei Flashati a Chiusi. Troppo pesante lo sforzo. Troppi i rischi di fare passi più lunghi della gamba, troppo scarsa l’attenzione di chi avrebbe potuto e dovuto dare una mano.

Nel caso di Cronache Italiane anche l’amministrazione pievese, che pure ci aveva fortemente creduto, investendoci soldi e risorse umane, di fronte alle difficoltà degli organizzatori non fece nulla per salvare il forum, non spinse per mantenerlo in vita, anzi, rimase in silenzio a osservare la ritirata.

Vero che il numero delle teestate stava via via diminuendo sotto i colpi della crisi, ma forse si poteva ripensare il Forum, impostarlo diversamente. Magari agganciandolo ad altri eventi… Da parte nostra avemmo invece la sensazione che il Comune di Città della Pieve non fosse più interessato, quindi ringraziammo e ci ritirammo in buon ordine…

Per noi fu una sconfitta e una ferita che ancora fa male. Ma da soli non ce l’avremmo mai fatta a portare avanti la manifestazione. Quindi stop. E così sia.

La vicenda di Diaframmi Chiusi mi ricorda molto da vicino quella esperienza. E anche altre. Il Festival della Danza, per esempio, organizzato dalla Fondazione Orizzonti per un paio di edizioni e poi abbandonato e archiviato, senza tanti complimenti…  Anche quello forse avrebbe potuto essere ripensato e agganciato al festival estivo con una “sezione” apposita. Invece niente.

Ma ci sono anche iniziative prestigiose che  hanno vissuto momenti molto alti e poi sono state accantonate e passate nel dimenticatoio: qualcuno ricorda il Teleconfronto di Chianciano,  il Confronto Italiano di Cetona o il premio “Penne Pulite” di Sarteano?

Tutta roba di qualità elevata, con nomi importanti e cachet costosi, che però garantiva visibilità e “centralità” a questo territorio. E metteva il territorio in contatto diretto con il pensiero critico, con la politica, la cultura e l’informazione di un certo livello.

Oggi la crisi da un lato e la politica prima di Berlusconi poi di Renzi dall’altro, con la fuffa eletta a sistema, il territorio la visibilità e la centralità le ha perse quasi del tutto. E ha perso anche molte iniziative, da quelle più prestigiose a quelle magari meno altisonanti, ma comunque rilevanti come momento di conoscenza e di confronto.

Il vento ha cominciato a tirare dalla parte sbagliata. Ma sembra che vada bene così e che tutti vivano felici e contenti. Se invece cominciassimo a rifletterci un po’ su, abbandonando ognuno la logica del proprio orticello, magari qualcosa si riuscirebbe a salvare, riacquistando anche il piacere di discutere, non solo su facebook.

Marco Lorenzoni

 

 

 

 

 

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