UN LIBRO SU AMORE E SESSO AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI. SE AVESSERO VINTO LORO INVECE CHE I ROMANI SAREBBE UN ALTRO MONDO…

mercoledì 08th, marzo 2017 / 17:23
UN LIBRO SU AMORE E SESSO AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI. SE AVESSERO VINTO LORO INVECE CHE I ROMANI SAREBBE UN ALTRO MONDO…
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ORVIETO –  Il giornalista orvietano Claudio Lattanzi di libri ne ha scritti più d’uno. Alcuni sulla politica e gli intrecci della stessa con l’economia e il malaffare: “Chi comanda a Terni”, “La Mafia in Umbria”, Orvietopoli”, “La Zarina”, “Scacco al monsignore”… Altri invece su miti e misteri della sua terra. La Tuscia, intorno al lago di Bolsena… L’ultima fatica, da poco in libreria, è dedicato ad un tema ancora più specifico, ma sempre relativ a miti e misteri antichi. Si intitola “Amore e sesso al tempo degli Etruschi” ed è un viaggio lungo e ragionato sulle abitudini e le pratiche amorose, seduttive e sessuali dei nostri avi. Popolo enigmatico, di cui non tutto si sa, ma che di certo, sotto quest aspetto era molto… avanti. E di certo preferiva fare l’amore e non la guerra. Di questo si hanno testimonianze certe nelle pitture rinvenute nelle tombe e anche nelle decorazioni di vasi e altri oggetti.etruschi sesso 2

Pitture che raccontano come il sesso, nella visione degli Etruschi era considerata momento desiderabile della vita, scevra da pensieri moralistici.  Le scene dipinte che fissano amplessi sessuali, abbastanza frequenti, “fotografano” pratiche piuttosto disinvolte e posizioni che non hano certo a che fare con la riproduzione della specie, ma solo con la ricerca del piacere. E “fotografano” anche una certa promiscuità, con momenti di sesso etero e omosessuale insieme. Con la donna che appare sempre in condizione paritaria e non sottomessa al partner (a volte più d’uno) maschile.

Insomma il libro di Lattanzi evidenzia la libertà sessuale praticata dagli Etruschi. E pure il fatto che quella civiltà prevedeva una organizzazione familiare efficace, nella quale uomini e donne godevano sostanzialmente di pari diritti. Almeno nelle classi medio alte, quelle cui si riferiscono per lo più i dipinti citati.

Lattanzi mette poi in evidenza il “cambio” di direzione impresso prima dai Greci, poi dai Romani e infine dalle gerarchie ecclesiastiche in fatto di “parità” di diritti tra uomini e donne e anche in fatto di costuni sessuali. Come scrive il critico Ferruccio Fabilli in una sua recensione al libro, “in Grecia le donne erano escluse dalla vita pubblica; mentre i cosiddetti ‘pater familias’ romani (corrispondenti a capi tribù assoluti, più che al concetto recente di padre di famiglia) esercitavano perfino potere di vita o di morte sulle donne, in certe circostanze. Sebbene alle origini del culto cristiano la figura femminile fosse considerata pari all’uomo, in certi documenti si descrivono persino figure di donne apostoli di Cristo, i dottori della Chiesa imposero alla religione una visione maschilista delle gerarchie ecclesiastiche, e una sessuofobia peccaminosa nei riguardi dei rapporti sessuali, su cui confessori d’ogni tempo hanno indugiato prevalentemente in attenzioni morbose”.

Perciò il libro di Claudio Lattanzi, partendo dai costumi etruschi conduce il lettore ad una riflessione sulle superfetazioni morali e giuridiche gravanti sulla sessualità e sui rapporti uomo/donna imposte dal potere e dalla religione nel corso dei secoli. In sostanza Lattanzi mette in luce l’etica moralistica che ha stravolto la storia delle pratiche sessuali umane, riducendole a strumento di controllo sulle coscienze da parte delle Religioni, e terreno di norme giuridiche da parte degli Stati, appunto per perpetuare il controllo sociale sulle popolazioni. Se invece del moralismo e del’oscurantismo che ha dipinto la libertà sessuale come una sorta di “devianza”, di debolezza e di decadenza facendola diventare un peccato da lavare anche con il sangue, avesse prevalso l’etica degli Etruschi, il loro modo di vivere, di amare e fare l’amore, oggi non ci sarebbe bisogno di battaglie epocali per ottenere le unioni civili. Per dire…  E tutti vivremmo forse più felici e contenti.

Ma gli Etruschi, proprio perché preferivano fare l’amore e non la guerra, si sottomisero, quasi senza colpo ferire, alla preponderante potenza di Roma. Si fecero inglobare adattandosi alla nuova realtà… Poi il Cristianesimo fu una rivoluzione che scosse profondamente l’Impero Romano, ma come tutte le rivoluzioni diede luogo ad una casta di “custodi della rivoluzione” che decise cosa era giusto e cosa era sbagliato, cosa era lecito e cosa era peccato. E per duemila anni e passa quella casta ha imposto la sua morale. E il suo oscurantismo. Come hanno fatto altre religioni per le quali la donna è semplicemente un oggetto che può causare perdizione e quindi deve andare in gro coperta dalla testa ai piedi…

Ah, se avessero vinto gli Etruschi…

m.l.

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