La costumista chiusina Alice Bucelli si prende un pezzetto del David di Donatello

mercoledì 29th, marzo 2017 / 11:24
La costumista chiusina Alice Bucelli si prende un pezzetto del David di Donatello
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CHIUSI –  Nell’elenco pubblicato su queste colonne il 10 marzo scorso sulle “risorse” culturali di Chiusi c’è anche il suo nome. Nel 2012-13  ci diede una mano come costumista nello spettacolo teatrale “Bianco rosso e nero” sugli anni di piombo in Valdichiana. Adesso può festeggiare i sei riconoscimenti ottenuti dal film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis al Premio David di Donatello 2017. Tra questi riconscimenti anche quello per i migliori costumi. Parliamo di Alice Bucelli, 35 anni, chiusina doc, nel film aiuto costumista di Massimo Cantini Parrini, che è stato anche il suo professore all’università, corso di laurea in Cultura e stilismo della moda nel ramo “Costume per lo spettacolo”.

Alice, che alle elezioni comunali di Chiusi del 2016 figurava tra i candidati della lista 5 Stelle, ha lavorato alla storica Sartoria Tirelli, una istituzione nazionale per i costumi teatrali e cinematografici e ha già collaborato con produzioni per cinema e tv, da “i delitti del Bar Lume” serie tratta dai romanzi di Marco Malvaldi con Filippo Timi, Alessandro Benvenuti, Enrica Guidi e Lucia Mascino a “Maraviglioso Boccaccio” di Paolo e Vittorio Taviani con Lello Arena, Paola Cortellesi, Kim Rossi Stuart, Carolina Crescentini, passando per “The face of an angel” un film del 2015 di Michael Winterbottom, con Kate Beckinsale e Valerio Mastandrea.

Adesso, la bella soddisfazione con il film “Indivisibili” premiato al David di Donatello.  L’opera di De Angelis narra la storia di due gemelle siamesi che cantano canzoni neomelodiche napoletane ai matrimoni e nelle feste paesane del casertano e così danno da manguarea tutta la famiglia…Fin quando scoprono che un intervento chirurgico può dividerle e far vivere loro una vita normale. Che poi è il sogno delle due, di una soprattutto…  E’ una storia di amore e superstizioni, di sfruttamento, dove una separazione voluta e sognata genera comuque dolore. Ma è anche un affresco su un territorio deturpato, violentato come quello di Castelvolturno e della Campania. Il film è stato anche candidato all’Oscar. Ed è un bel film. Complimenti al regista, alle due giovani attrici e anche ad Alice, che è una ragazza con la testa sulle spalle e che sabato scorso, mentre la giuria del Donatello vagliava il film e i suoi costumi, lei, invece di andare a giocare a calcetto serviva a tavola in un ristorante di Città della Pieve. Come fanno in tanti per sbarcare il lunario finché la cultura, che sia cinema, teatro, letteratura, non basterà…

 

 

 

 

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