CITTA’ DELLA PIEVE, SULL’OSPEDALE LE OPPOSIZIONI SI COALIZZANO E ATTACCANO SCRICCIOLO

venerdì 24th, marzo 2017 / 11:19
CITTA’ DELLA PIEVE, SULL’OSPEDALE LE OPPOSIZIONI SI COALIZZANO E ATTACCANO SCRICCIOLO
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CITTA’ DELLA PIEVE – Dal 1 marzo scorso è comiciata la riconversione dell’ospedale Beato Giacomo Villa e dopo le proteste di alcuni sindaci del’alto orvietano per non essere stati contattati e per il venir meno di un servizio importante per le loro comunità, la vicenda ha avuto un altro effetto. Quello di compattare le opposizioni pievesi, che per la prima volta, tutte isieme, hanno distribuito un documento molto critico verso il sindaco Scricciolo e la maggioranza che ha  accettato la ristrutturazione proposta dalla Regione e dalla Asl.

Ricordando che solo nel settembre 2016, quindi 6 mesi fa, Scricciolo aveva indicato alla Regione gli obiettivi della riconversione e e chiesto  mantenimento dei livelli occuipazionali, lungodegenza, posti letto in geriatria, mantenimento e sviluppo Primo soccorso, riabilitazione pneumologica, riabilitazione post-ictus, i tre gruppi di minoranza che fanno capo a Lorenzo Berna (centro estra) Maria Luisa Meo (lista civica) e Ilaria Gabrielli (5 Stelle) fanno notale che nulla di quanto richiesto è stato ottenuto e anzi sono stati chiusi il Pronto soccorso e il reparto di medicina.

“Non ècerto una vittoria” dicono le opposizioni pievesi, che chiedono a gran voce un punto di primo soccorso definitivo e non solo sperimentale;  una seconda ambulanza per trasorti secondari; Diagnostica h24, con Tac e Rx in loco; l’impegno scritto dell’amministrazione comnale ad un confronto con i cittadini e operatori.

Va detto anche anche le richieste dei tre gruppi di minoranza sembrano piuttostro “al ribasso”, diciamo pure improntate al semplice contenimento del danno… Lontani i tempi dei comitati cittadini e delle “barricate” con la gente in piazza a difesa degli ospedali. Anche la destra, all’epoca agguerritissima e spesso arroccata nella difesta strenua di interessi professionali acquisiti più che dei servizi per la popolazione, adesso protesta, sì, ma con meno verve e anche – diciamolo – meno convinzione. Sembra quasi una partita giocata perché si deve giocare, come le finaline per il terzo e quarto posto che non interessanto a nessuno, tantomeno ai giocatori.

 

 

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