CHIUSI, CASA DELLA SALUTE E CENTRO MEDICO: I MEDICI, SINDACO E PD FANNO FRONTE COMUNE CONTRO I 5 STELLE. MA QUALCHE NODO RIMANE ANCORA DA CHIARIRE

lunedì 13th, marzo 2017 / 16:03
CHIUSI, CASA DELLA SALUTE E CENTRO MEDICO: I MEDICI, SINDACO E PD FANNO FRONTE COMUNE CONTRO I 5 STELLE. MA QUALCHE NODO RIMANE ANCORA DA CHIARIRE
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CHIUSI – Sulla presunta disparità di trattamento e diversa organizzazione tra Casa della Salute di Chiusi città e Centro Medico di Chiusi Scalo, sollevata dai 5 Stelle e ripresa anche da questo giornale, nei giorni scorsi sono intervenuti anche i Medici di medicina generale che fanno capo alle due strutture. I quali  definiscono “insensato e soprattutto non veritiero quanto scritto e dichiarato in Consiglio dai 5 Stelle” e minacciano azioni legali qualora la polemica dovesse continuare…

Una risposta dei medici ci sembrava doverosa e anche noi da queste colonne l’avevamo sollecitata, così come una replica da parte della Asl, per capire quale è di fatto la situazione e come mai nonostante l’impegno assunto con apposita delibera dalla Asl e conseguente cospicuo stanziamento di denaro, nella Casa della Salute di Chiusi Città il servizio sia garantito, certamente, ma in maniera diciamo “meno fuzionale” rispetto al centro medico dello Scalo, che è privato.

Non è nostro compito, né nostra intenzione difendere qui le posizioni dei 5 Stelle, lo faranno da soli, ma la questione posta dal gruppo di minoranza non ci sembra che mettesse in discussione la professionalità, l’etica o la correttezza dell’operato dei  medici. Poneva un problema che a dire il vero molti cittadini hanno spesso sollevato: come mai il Centro medico privato dello scalo funzionasse meglio per certe cose  (tempi di attesa, rilascio certificati e ricette) della Casa della Salute, che è la struttura pubblica. Tutto qui.

I medici rispondono che “oggi tutti i cittadini della zona, senza distinzione per quelli che abitano nel centro storico o nelle zone di espansione o nei casolari di campagna hanno a disposizione uno straordinario servizio territoriale usufruibile in modo diffuso e capillare, in strutture accuratamente scelte come giusto equilibrio tra accessibilità e riservatezza e per un arco orario assai ampio della giornata. Ai tradizionali servizi garantiti dal medico di famiglia si sono aggiunti (tramite personale dipendente dei medici e tramite personale dipendente dell’ASL ed operante nelle Case della Salute di Chiusi e Cetona) il nuovo servizio di gestione delle patologie croniche, le attività di prevenzione, l’espansione delle vaccinazioni oltre a servizi di segreteria, infermieristico e accessibilità telefonica. In ognuno di questi punti, in primis nella Casa della Salute di Chiusi Città vengono regolarmente effettuate le ricette elettroniche ed i medici hanno accesso agli archivi digitali condivisi di tutti i pazienti. Infine sono state attivate convenzioni con la mutua della banca di credito Cooperativo Valdichiana, la Misericordia, l’Auser e la CIA per attività sanitarie integrative“.

Inoltre, per i Medici “la Casa della Salute di Chiusi Città e il Centro Medico di Chiusi Scalo non possono e non devono essere viste come due strutture separate, ma al contrario elementi di un progetto globale mirato all’aumento concreto delle risposte ai bisogni di salute della comunità. In particolare il Centro Medico dello Scalo, che da sempre ha ospitato servizi pubblici è lungi da essere un “luogo appartato” bensì un’oculata localizzazione, ancor più per servizi sanitari: all’interno dell’agglomerato urbano più popoloso della Città di Chiusi, a pochi metri dalla fermata dell’autobus e dalla stazione ferroviaria, servito da parcheggi, vicino alla viabilità principale ma al tempo stesso adeguatamente riservato come si conviene per i pazienti e per chi li accompagna“.

Quindi una prima risposta è arrivata. E qualcosa spiega:  la “presunta disparità di trattamento dell’utenza” per i medici non esiste. Anzi tutte e due le strutture funzionano al meglio, dicono.

Manca però una spiegazione – che spetta alla Asl fornire, non ai medici –  sul perché nonostante la delibera del 2014 e lo stanziamento in denaro previsto, nella Casa della salute del centro storico non sia presente il personale di supporto, che è poi quello che garantisce lo snellimento delle file e delle pratiche, anche se i medici, dal canto loro smentiscono che gli archivi alla casa della Salute non siano in rete o che lì non si facciano le ricette elettroniche.

Quanto al Centro Medico di Chiusi Scalo, niente da dire su come funziona, va benissimo. Ma quello rimane un centro privato che offre un servizio in più rispetto alla Casa della salute e sostituisce i singoli ambulatori privati che i 9 medici associati avevano allo Scalo prima di aggregarsi.

Fin dalla sua inaugurazione su queste colonne scrivemmo che ci pareva inopportuna la scelta di ubicarlo all’interno di una struttura religiosa, quale è l’immobile della Misericordia, e che avremmo preferito una sede più “neutra”. Per tante ragioni. E’ vero che il centro è facilmente raggiungibile e si trova in zona adeguatamente riservata. Ma perché deve essere “adeguatamente riservato come si conviene ai pazienti e a chi gli accompagna”? Non è mica vergogna andare dal medico… Una cosa è la giusta e doverosa riservatezza dei dati e delle patologie, che deve essere garantita negli spazi interni, negli ambulatori, altra cosa è l’ubicazione dell’immobile…Che  anche dal punto di vista dei posteggi qualche problemino lo pone. Nelle ore di apertura del centro medico infatti non si trova un posto macchina nemmeno a pagarlo e gli stessi residenti del quartiere lamentano delle difficoltà: auto sui marciapiedi, davanti ai garages, in prossimità degli incroci ecc…  Questo per dire che la scelta di realizzare il centro medico allo Scalo ha sicuramente migliorato il servizio per l’utenza, ma quella di farlo nella sede della Misericordia si è dimostrata fuzionale soprattutto alla… Misericordia. Perché non è stata fatta una discussione preventiva su questo? Era l’unica soluzione possibile?

E se i Medici con la loro nota in risposta ai 5 Stelle, ringraziano l’amministrazione comunale per aver favorito il progetto di aggregazione e per averci creduto, il sindaco, la giunta e la maggioranza consiliare hanno preso la dichiarazione dei Medici come suggello delle loro posizioni espresse in Consiglio Comunale; addirittura il Pd ha affisso la pagina del Corriere di Siena con l’intervento dei medici, nella propria bacheca in via Mameli, sottolinenadone le parti salienti, come si trattasse di una tesi congressuale. Insomma l’hanno buttata in politica, cercando di isolare i 5 Stelle e mettendosi completamente sulla stessa lunghezza d’onda di una categoria professionale.

Il che fa parte del gioco. Il gioco sempre in voga della ricerca del consenso. La nota dei medici usata come “testimonianza a difesa” di scelte compiute in precedenza dall’Amministrazione.  Olio nel lume. O, se preferite, acqua al proprio mulino. Niente di nuovo.

Ma, al di là della nota dei medici – che è comunque una presa di posizione ufficiale e rilevante di cui si deve prendere atto –  e senza gettare la croce addosso a nessuno (ma nessuno lo ha fatto), 2 cose non sono ancora del tutto chiare e cioè come è stato adoperato lo stanziamento per il personale di supporto presso la casa della salute di Chiusi città, previsto con la delibera del direttore generale della Asl del 2014 e se il servizio erogato nella struttura pubblica può considerarsi del tutto conforme a quanto previsto in quella stessa delibera.

Se ne discuta serenamente e su dati certi, riappropriandoci, tutti, della capacità e della voglia di farlo, senza sentirsi messi sotto accusa o depositari di verità assolute.

Forse i 5 Stelle hanno fatto – almeno in Consiglio – un po’ di confusione, alzando un polverone indistinto, tanto che alcune questioni sono emerse più chiaramente nel dibattito successivo sui social e sulla stampa. Alzare barricate e minacciare querele è però il rovescio della stessa medaglia, equivale ad alimentare il polverone, non a diradarlo. E anche questo è un gioco antico quanto la politica. E da un po’ di tempo molto in voga a Chiusi e altrove…

 

 

 

 

 

 

 

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