C’era una volta il Chiantishire: caporalato nei vigneti di Radda e Castelnuovo. Lavoratori africani in condizioni disumane

giovedì 16th, marzo 2017 / 15:58
in Cronaca
C’era una volta il Chiantishire: caporalato nei vigneti di Radda e Castelnuovo. Lavoratori africani in condizioni disumane
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SIENA – Trenta, quaranta anni fa, se sentivi parlare di caporalato, ti sembrava una cosa lontana. E comunque legata a precise zone del paese, quelle in mano a retrivi latifondisti o alle mafie. Puglia, Sicilia, Calabria, Campania. Mai uno avrebbe pensato alla Toscana Felix. Al Chiantishire, terra di ottiimi vini, bistecche e ribollite e di grandi tradizioni democratiche e civili.

E’ di oggi invece la notizia che questa mattina decine di carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, insieme al personale della Asl, hanno compiuto un blitz “anticaporalato” proprio nel Chianti senese, tra Radda, Castellina e Castelnuovo Berardenga. Nel mirino dei militari dell’Arma, una Cooperativa che collabora con varie aziende agricole, sfruttando in maniera illegale, però lavoratori stranieri costretti a vivere in condizioni disumane. I carabinieri le hanno definite “raccapriccianti”. Molti di loro infatti erano alloggiati in dormitori di fortuna ricavati in immobli dismessi, fatiscenti. La maggior parte dei lavoratori è risultata proveniente dal Senegal. Stavano ammassati in una situazione igienica precaria, costretti a riscaldarsi con stufe elettriche o a gas sistemate alla meglio dentro i dormitori, quindi rischiando ogni notte incendi e folgorazioni…

Uno di questi dormitori, situato in una frazione di Castelnuovo Berardenga, è stato visitato, insieme ai miliari, anche dal sindaco Fabrizio Nepi, che è pure presidente della Provincia, il quale ha potuto constatare di persona, toccare con mamno, il dramma di quei lavoratori.

Viene da chiedersi se la politica (quindi anche Nepi) avesse percezione del fenomeno. L’indagine culminaa nel blitz si questa mattina, andava avanti da settimane, co la Cooperatva seguita passo passo, per rilevare i riscontri circa l’attività criminosa. Per la zona del Chianti, osannata dai media e dai Vip di tutto il mondo, che l’hanno scelta spesso come buen retiro, la scoperta del “caporalato” e dello sfruttamento al limite del disumano nei vigneti e nelle aziende agricole del luogo è una macchia terribile, che non sarà facile lavare con un colpo di spugna.

Sarà difficile anche per gli amministratori locali dire “non sapevamo”… Come è possible non sapere quando un fenomeno coinvolge decine, forse centinaia di persone? Il Chianti non è New York, certe cose non si possono non vedere. E in ogni caso, anche se non sapeva, Nepi, adesso sa. Ha visto con i suoi occhi. Nepi è persona per bene, dica cosa ha visto, dica come intende procedere, dica cosa propone…

Di fronte a fatti del genere assumono contorni patetici e razzisti le proteste di questi giorni, in vari comuni della Toscana, sull’arrivo di profughi e sulla necessità o meno di accoglierli. Ieri sera a Santa Fiora una frazione è letteralmente insorta contro l’ipotesi di ospitare dei profughi in un albergo dismesso… Il sindaco ha dovuot comunicare alla Prefettura la contrarietà degli abitanti. E se anche Santa Fiora che è terra di minatori, anarchici e comunisti sempre solidali ed è la patria di padre Ernesto Balducci reagisce in questo modo, vuol dire che gli argini della “civiltà toscana” sono andati in frantumi. Anche perché tutto il mondo è… Santa Fiora: anche a Montepulciano, Sarteano, Chiusi c’è fibrillazione, per la possibilità che possano arrivare nuovi profughi  e migranti, secondo un piano concordato tra Governo, Regione e Provincia. A Chiusi c’è gente che si dichiara pronta a innalzare barricate “se è vero che arriveranno 24 profughi e verranno alloggiati in un immobile del centro allo Scalo, sopra ad una associazione di volontariato” .

Un tempo eravamo tutti solidali, aperti. Terzomondisti quelli di sinistra, caritatevoli quelli di area cattolica. Adesso si ha paura dei profughi. Ma non dei caporali.

m.l.

 

 

 

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