CASTIGLIONE DEL LAGO: ECOMOSTRI, MEGASTALLE E ADESSO PURE UN POSTEGGIO NELL’ULIVETO. PRIME PROTESTE…

giovedì 30th, marzo 2017 / 16:57
CASTIGLIONE DEL LAGO: ECOMOSTRI, MEGASTALLE E ADESSO PURE UN POSTEGGIO NELL’ULIVETO. PRIME PROTESTE…
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CASTIGLIONE DEL LAGO –  Così come a Montepulciano il comune sta progettando un mega posteggio interrato in loc. Bersaglio, stotto alla Fortezza medicea, contro il quale si è costituito un comitato cittadino preoccupato per l’impatto ambientale e per la stabilità dell’area molto delicata, anche nel confinante comune di Castiglione del Lago, l’amministrazione locale ha messo in programma una cosa molto simile. Un mega posteggio nell’oliveto di via Belvedere nord, la strada (già in parte adibita a posteggio) sotto al centro storico e le mura della rocca, con affaccio panoramico sul lago Trasimeno e sulle colline di Passignano, Tuoro e Cortona.

Quell’oliveto è uno dei punti più suggestivi del “contorno” del centro storico castiglionese. La strada costituisce la passeggiata panoramica intorno alla rocca ed è frequentata da cittadini e turisti  e appassionati delle camminate e del trekking più o meno sportivo.

Un posteggio in mezzo agli ulivi sulla collina che scende verso il lungo lago nell’area dove negli anni ’60 si facevano le gare di motocross, ne cambierà decisamente i connotati, alterandone l’aspetto sia da monte, sia da valle… E probabilmente anche dal lago.ULIVETO 3

La decisione presa con una delibera del 29 ottobre 2016 e comunicata di recente (un paio di settimane fa) dal sindaco, ha già sollevato una serie di perplessità tra la popolazione. Alcuni cittadini la contestano apertamente, altri pur comprendendo la necessità di dotare il centro storico di un posteggio capiente, ritengono quella precisa ubicazione un errore e comuque una “ferita” da evitare. Altri ancora accusano il sindaco Batino e la sua giunta di insensibilità ambientale e di essere troppo inclini allo “sviluppismo” che privilegia le automobili e il cemento rispetto al verde, alla tutela del paesaggio.

Accusa questa echeggiata anche in altri frangenti. Dalla vicenda della centrale a biomasse che doveva sorgere a Villastrada tre anni fa, alla quella più recente di Lacaioli; ma anche, sia pure più velatamente – perché trattasi di località più periferiche e lontane dal centro – per due imponenti interventi edilizi realizzati dalla ditta florovivaisitca Margheriti al confine con Chiusi, un capannone e tre palazzine in località Le Torri (una superfetazione che è stata definita, anche su queste colonne, un “ecomostro” costruito per di più davanti a un monumento storico medievale) e un altro nei pressi della frazione di Porto, oppure ancora per la mega stalla che il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sta costruendo in terra castiglionese sempre nei pressi di Porto, al confine con Montepulciano e Chiusi.

Insomma una serie di interventi che, sebbene alcuni non ancora finiti, hanno già modificato ampiamente il paesaggio circostante in zone di assoluto pregio e di elevata delicatezza, per la vicinanza a laghi e corsi d’acqua. La giunta Batino ha detto di sì a tutti senza batter ciglio. In qualche caso la protesta dei cittadini e di alcune associazioni e movimenti ha imposto cautele e prescrizioni, o ha stoppato i progetti, in altri invece tutto è filato liscio come l’olio.  Ora anche il megaposteggio nell’uliveto. Con le prime proteste che arrivano proprio mentre a Chiusi e Città della Pieve si prospetta il taglio di decine di pini italici che son lì dal dopoguerra e qualcuno anche da prima, perché rovinano il manto stradale…

Sembra che Valdichiana e Trasimeno in questo siano molto simili, come sono simili del resto le amministrazioni locali (tutte a guida Pd). Sia di qua che di là del fosso (come si diceva un tempo, quando ancora si pagava la gabella per passare) sembra prevalere una certa idiosincrasia per gli alberi e una certa propensione a tagliarli per far posto alle automobili e alle costruzioni.

Forse il problema dei posteggi e della manutenzione stradale di può risolvere sanche senza radere al suolo centinaia di piante e le stalle si potrebbero costruire anche senza spianare le colline.

m.l.

 

 

 

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