EMMA VILLAS SENZA PALASPORT? BISOGNO MINACCIA DI RITIRARE LA SQUADRA DAL CAMPIONATO

lunedì 13th, febbraio 2017 / 11:19
EMMA VILLAS SENZA PALASPORT? BISOGNO MINACCIA DI RITIRARE LA SQUADRA DAL CAMPIONATO
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SIENA –  La situazione del Palaestra rischia davvero di avere l’effetto di una bomba sul futuro delle due squadre di serie A2 della città del Palio: pallavolo e basket. Della Emma Villas Volley di sicuro. Della Mens Sana Basket si vedrà. Al momento il palasport di viale Sclavo è inagibile, per problemi di obsolescenza e deterioramento della struttura che sorregge la copertura. Una apposita commissione comunale composta da Prefettura, Comune, Vigili del Fuoco ecc. si riunirà tra oggi e domani ed emetterà un verdetto. La soluzione prospettata per tamponare la situazione è quella di consentire le partite e gli allenamenti, ma “a porte chiuse“. Cioè senza pubblico.

E la cosa appare quantomai singolare. Torna in mente la famosa frase di Ennio Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria. Come se il rischio fosse solo per gli spettatori, e non anche per i giocatori e i tecnici. E per quanti durante il giorno si allenano al Palaestra, comprese diverse formazioni giovanili e di bambini.

Il presidente della Emma Villas Volley, Giammarco Bisogno è invelenito. Giustamente.  E una soluzione del genere nemmeno la prende in considerazione. Troppo alto il prezzo in termini di danno di immagine e danno economico con gli sponsor che difficilmente pagherebbero le fatture, se nessuno può vedere la loro pubblicità…bisogno-spalti

Bisogno non ha nessuna intenzione nemmeno di mettersi a girovagare per la Toscana e per l’Umbria alla ricerca di un palazzetto in cui finire il campionato e minaccia addirittura il ritiro della squadra, che – lo ricordiamo – è in testa al campionato e si sta giocando la promozione in Superlega.

“Se dobbiamo essere la Palestina della pallavolo, ci ritiriamo. Abbiamo fatto il possibile, ci siamo tolti delle bellissime soddisfazioni… ma questa storia dei palazzetti è veramente ridicola, fuori da ogni logica… Noi paghiamo una bella cifra per l’affitto del Palaestra, perché non ci hanno detto a luglio, prima di cominciare la preparazione, dei problemi della struttura? Non potevano farli allora i controlli invece che a febbraio? Non solo: se i problemi sono reali, noi abbiamo rischiato tutti moltissimo in questi mesi e la cosa mi fa star male. Io ho l’impressione che il problema non sia tanto nel deterioramento della struttura quanto nei soliti conflitti di competenza, nella burocrazia ottusa. Non ci sono vie di mezzo: se il palazzetto è pericoloso e inagibile lo devono chiudere, con i sigilli alle porte, non possono dire giocateci, ma senza pubblico! Questo è assurdo… Ma questa è l’Italia, purtroppo!”

Questo lo sfogo amaro del presidente Emma Villas.

In effetti, come abbiamo già scritto in altro articolo, per la città di Siena e per la sua classe dirigente, sarebbe l‘ennesima debacle, lo specchio impietoso di una caduta a precipizio. Di una città che è stata eccellenza e che adesso annaspa, cade rovinosamente ad ogni minimo ostacolo…

E’ molto amareggiato, deluso e incazzato Giammarco Bisogno. E così come ha messo anima e corpo in questa avventura sportiva, è pronto a dire “ora basta”. A ritirarsi dal circo, anche se l’ultimo obiettivo, la promozione in Superlega di A1 è ormai ad un passo. “Sarebbe un peccato. Ma ci abbiamo messo dentro tanta passione e tanti soldi. Perderne un bel po’, perché la burocrzia non è stata e non è in grado di assicurare l’agibilità di un palasport non ce lo possiamo permettere,  trovarci costretti come i senzatetto a elemosinare un palasport, a ricominciare da capo, con 10 partite da giocare in casa, da un’altra parte, è una condizione che non possiamo accettare. Nessuno ce lo può chiedere!” dice Bisogno con la faccia incredula del bambino che non capisce perché i genitori debbano cambiare casa e si vede costretto ad abbandonare il giocattolo preferito, perché nella casa nuova non lo può portare…

E’ un tipo determinato Giammarco Bisogno, uno che nel Volley in 4 stagioni ha fatto una cavalcata trionfale dalla serie C ai vertici della A2, ha vinto 3 coppe Italia di categoria, uno che ha scoperto o rivitalizzato giocatori importanti e, partendo da Chiusi, l’ultimo paese della provincia, un paese che è quasi Umbria, ha conquistato una città difficile e mai troppo aperta alle novità come Siena, con uno sport che non aveva la stessa tradizione del basket.  Ha fatto tutto questo e adesso si ritrova a fare “la Palestina del Volley“. Normale che gli venga voglia di dire “non ci sto”, che abbia la tentazione di rovesciare il tavolo… E se lo dice non è perché vuole fare pressione sulla fatidica commissione. E’ perché è capace di farlo. E di ricominciare dalla serie C…  Magari a Chiusi dove a settembre un palazzetto nuovo ci sarà.

m.l.

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