E’ morto Enzo Mazza, il latinista e poeta che rinunciò a vivere. Abitava a Chiusi dal 1981

mercoledì 08th, febbraio 2017 / 11:29
E’ morto Enzo Mazza, il latinista e poeta che rinunciò a vivere. Abitava a Chiusi dal 1981
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CHIUSI –  E’ morto ieri all’ospedale di Nottola Enzo Mazza, illustre latinista, traduttore di Marziale e Virgilio e autore di una delle più importanti antologie di Catullo. Ma soprattutto poeta schivo e solitario.

Aveva 93 anni e dal 1981, in seguito ad un grave lutto (la morte del figlio sedicemme in un incidente stradale) si era trasferito a vivere da Roma a Chiusi in un casolare di campagna, rifiutando di fatto ogni contatto con il mondo esterno.  Un po’ come Salinger, l’autore de “Il giovane Holden”.

Prima del 1981 la poesia di Mazza era caratterizzata dalla brevità, dall’ironia raffinata, dai giochi di parole. Dopo quell’anno e quel doloroso evento anche la poesia, come la persona, perde l’elemento giocoso, lieve, e diventa l’unico mezzo per poter continuare a vivere. E per continuiare a comunicare con il figlio perduto. Per questo motivo alcuni criticvi l’hanno definita un “Canzoniere” in ricordo del figlio, con riferimento a Petrarca, che scrisse in poesia volgare la stopria della sa vita interiore… I testi poetici di mazza sono intrisi di dolore, anche violento, soprattutto all’inizio, poi con il passare del tempo il dolore si attenua e il rapporto con Fabio, il figlio perduto, diventa intimo e segreto. Ne fa un protagonista letterario, che si muove in un mondo diverso, il mondo classico tanto caro all’autore… Così Mazza rende eterna quella figura cui si aggrappa, tenendola aggrappata a sé con il filo della poesia, appunto.

Un poeta Enzo Mazza che fa rivivere il figlio perduto, ma smette di vivere lui, rifugiandosi in una sorta di eremitaggio in un luogo che forse aveva nel suo immaginario a che fare con il mondo classico di Virgilio, di Marziale, di Catullo… Chiusi è infatti un luogo della storia, sconfitto anch’esso però. Una città che giunse a sfidare la gloria e la potenza di Roma, ma ne fu sopraffatta, senza combattere. Una città che per continuare a vivere si arrese al mondo nuovo cercando di starci dentro in silenzio custodendo i suoi segreti.

A Chiusi pochi sapevano della presenza in loco del poeta Mazza. Una presenza quasi segreta che però è durata 35 anni. Ora che se n’è andato magari qualcuno andrà a rileggersi i suoi testi.

a.m.

 

 

 

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