CITTA’ DELLA PIEVE: L’OSPEDALE CAMBIA VOLTO E FUNZIONI E DIVENTA “CASA DELLA SALUTE”

giovedì 23rd, febbraio 2017 / 11:37
CITTA’ DELLA PIEVE: L’OSPEDALE CAMBIA VOLTO E FUNZIONI E DIVENTA “CASA DELLA SALUTE”
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CITTA’ DELLA PIEVE –  L’incontro pubblico di martedì 21 febbraio con la presenza della governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, dell’assessore regionale alla Salute Luca Barberini e del Direttore generale della Asl 1 Andrea Casciari ha precisato quale sarà il futuro dell’ospedale di Città della Pieve. Un futuro che in effetti era già stato delineato in precedenza e che vedrà la struttura perdere la funzione specificamente ospedaliera, nel senso classico del termine, per diventare una “moderna Casa della Salute” con il mantenimento, comunque di alcuni reparti di degenza e cura.

Già il primo marzo cominceranno i lavori di adeguamento dell’immobile per una spesa, non irrilevante, di 3 milioni e mezzo di euro, di cui 900 mila per nuove attrezzature e arredi. La ristrutturzione terminerà entro l’estate del 2018. Questa la tabella di marcia indicata due giorni fa.

I vertici regionali e della Asl la chiamano “riqualificazione”. Ma è una sostanziale trasformazione. Rimarrà attivo il Pronto Soccorso con la possibilità di realizzare anche una postazione di elisoccorso diurno e notturno (utilizzabile in ambito interregionale). Per il resto è previsto il potenziamento dei servizi ambulatoriali, territoriali e di diagnostica, l’incremento delle attività sanitarie programmate, l’aumento di posti letto (20) per pazienti affetti da patologie cronico-degenerative (Residenza sanitaria assistita), l’attivazione di un modulo di degenza per la riabilitazione post ospedaliera (20 posti letto e due palestre). Sarà inoltre potenziato il servizio di radiologia con l’acquisto di una risonanza magnetica di ultima generazione.  Ci sarà il servizio odontoiatrico per la popolazione infantile. Rimarrà attivo il servizio per i disturbi dell’alimentazione (14 p.l.), così come l’Ambulatorio chirurgico di oculistica. Verrà potenziato (+ 60 ore al mese) il Poliambulatorio specialistico e pure  il Punto di prelievo, l’Ambulatorio oncologico e di salute mentale e il consultorio materno infantile.

“Il progetto – ha detto la presidente Marini – s’inserisce nel quadro di riordino del sistema sanitario regionale. Garantiamo le cure primarie, mantenendo e potenziando la rete dell’emergenza, con una dotazione medica e infermieristica adeguata per fornire assistenza di qualità e in sicurezza. Con la riqualificazione dell’ospedale di Città della Pieve a cui seguirà quella di Narni-Amelia e poi dell’area della Valnerina per quanto accaduto con il sisma, fissiamo un punto importante nella riorganizzazione della rete ospedaliera e delle cure primarie in Umbria per adeguarle ai nuovi bisogni espressi dalla comunità regionale, salvaguardando un sistema di sanità pubblica di qualità elevata”.

“La riqualificazione dell’ospedale di Città della Pieve – ha evidenziato l’assessore Barberini – non è più una promessa, ma una certezza che si fonda su servizi sanitari di qualità e attenzione ai bisogni del territorio. Il progetto rientra nel nuovo modello di sanità che vogliamo costruire in Umbria, basato su superamento della visione ospedalocentrica, qualità delle prestazioni, centralità della persona e dei suoi bisogni di salute, promozione della rete della prevenzione, potenziamento dei servizi territoriali e della sanità di prossimità con il rafforzamento delle attività ambulatoriali quotidiane anche per favorire l’abbattimento delle liste di attesa. L’obiettivo è rispondere al meglio ai nuovi bisogni di salute dei cittadini umbri, mettendo in campo strategie nuove in un contesto sociale profondamente cambiato e assicurando servizi omogenei su tutto il territorio regionale”.

In sostanza, nell‘area del Trasimeno la struttura ospedaliera vera e propria sarà quella di Castiglione del Lago. Città della Pieve farà da filtro per le cure ambulatoriali e per limitare i ricoveri, e offrirà servizi particolari e specifici e tutti quelli definiti ambulatoriali, secondo il concetto di “Casa della salute”. Diciamo che Città della Pieve salva comunque una struttura sanitaria, che negli ultimi 10 anni più volte è stata indicata come una di quelle a rischio di chiusura.

Il sindaco Fausto Scricciolo dopo l’incontro del 21 è apparso rinfrancato e sollevato, come uno che ha evitato una sconfitta o una frana rovinosa. Ha salvato il salvabile con un piccolo rilancio (che potrebbe rivelarsi anche sostanzioso) sul terreno dei servizi di primo livello, che in un territorio piuttosto decentrato rispetto al capoluogo e al grande ospedale regionale e con la popolazione che invecchia sono essenziali.

I pievesi però, non sono tutti completamente convinti dalle parole della governatrce Marini e dell’assessore Barberini. Per il loro ospedale hanno fatto barricate e adesso sono scettici su una”riqualificazone” che di fatto ne cambia i connotati e la funzione. E c’è chi si domanda (e domanda ai vertici regionali) come mai solo nel Trasimeno sia stata applicata una logica “ferrea” che altrove non ha trovato attuazione. Politicamente l’area del lago conta meno di un tempo?

L’ipotesi di ospedale unico da costruirsi ex novo (doveva sorgere nei pressi di Villastrada, furono messi anche i picchetti…) pare definitivamente tramotata, accantonata. Ma nei fatti il Trasimeno di ospedali uno ne avrà. Il secondo sarà una cosa diversa. Anzi, già adesso è una cosa diversa.  I lavori imminenti ci metteranno solo il timbro.

 

 

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